Unicredit ottiene l’autorizzazione per aprire la filiale di Tripoli
Da Milano a Tripoli, andata e ritorno. Non si tratta di una delle mille tratte aeree alternative che le compagnie aeree low cost varano in estate ad uso e consumo delle frotte dei vacanzieri alla ricerca di mete finto esotiche a prezzi stiacciatissimi, ma del percorso di quello che potrebbe diventare un nuovo, fortissimo asse di lavoro per una dei principali Istituti di Credito italiani; il Gruppo Unicredit guidato da Alessandro Profumo.
È notizia di poche ore fa, infatti, che la Banca Centrale di Libia ha dato il suo placet, anche se solo preliminare, a che la Banca di Piazza Cordusio apra la sua prima filiale nello stato del colonnello Gheddafi.  Si tratta di un traguardo storico perché Unicredit diventa in questo modo il primo Istituto di Credito italiano a cui la Libia concede l’autorizzazione all’apertura di uno sportello su suolo tripolitano.  È noto che la licenza è stato ottenuta dalla Banca di Profumo grazie all’intermediazione di Farhat Omar Bengdara, Governatore di Banca Centrale Libica, ma anche Vice Presidente di Unicredit  e detentore del 4,98% delle azioni della Banca di Piazza Cordusio.
Per capire la forza del legame fra la Libia e Unicredit, non bisogna trascurare il fatto che la Lia (Autorità libica per gli investimenti), ovvero la società finanziaria che fa capo al Governo del Colonnello Gheddafi nata per gestire i guadagni provenienti dalle vendite del greggio, possiede un ulteriore 2% del pacchetto azionario di Piazza Cordusio.
Possedendo quindi il 7% delle azioni, è piuttosto comprensibile come la Libia abbia preferito concedere la licenza ad Unicredit lasciando al palo, almeno per ora, sia Standard Chartered, sia Hsbc sia gli altri 3 istituti bancari arabi che avevano chiesto l’autorizzazione all’apertura di filiali a Tripoli. In buona sintesi il Governo libico ha fatto il proprio interesse di azionista.
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