Twinings, Lacoste, Bialetti, Volvo. I marchi nazionali si trasferiscono ad Est
Pensate all’Inghilterra, escludendo la Regina, Carlo, Camilla e Lady D, qual è la prima cosa che vi viene in mente? Se siete fra quelli che hanno risposto il the delle cinque sappiate che probabilmente dovrete ricredervi. È di questi giorni la notizia in base a cui la Twinings, azienda simbolo della bevanda nazionale di Sua Maestà Britannica e fornitrice storica della Reale casa Windsor, ha deciso di voltare le spalle alla madre patria e dopo una storia cominciata nel 1706 trasferire la produzione nella molto più economica terra di Polonia.
Facile comprendere come la notizia stia suscitando una vera rivoluzione nel Regno Unito. Proprio come in Italia ha suscitato un vespaio di polemiche la crisi economica di Alitalia prima e Fiat poi. Eppure il caso di Twinings non è affatto un caso isolato.
Altre aziende simbolo di diverse nazioni si sono allontanate dal suolo patrio per cercare costi (e spesso anche fiscalità ) a loro più favorevoli. Fra le prime fu la francesissima Lacoste che non riuscendo a vincere la continua lotta con i falsari si trasferì nella loro roccaforte: l’Oriente. Nel 1987 trasferì la produzione in Thailandia e le sue magliette cominciarono ad essere prodotte anche in Asia.
Del 2010 sono invece altri tre casi che si succedettero uno dietro l’altro a tempo di record. Nel Marzo 2010 l’azienda svedese Volvo (che in realtà era già di proprietà del Gruppo Ford) fu ceduta alla cinese Geely e la produzione fu spostata nella Repubblica Popolare Cinese.
Il mese successivo fu l’Italiana Bialetti a mettere in mobilità ben 120 operai dello stabilimento piemontese di Omegna e trasferire la produzione della Moka (la macchinetta simbolo dell’azienda) in Estremo Oriente.
Passa appena un mese ed è un altro simbolo dell’auto a spostarsi, anche se questa volta in maniera meno traumatica dato che lo spostamento avviene entro i confini europei. La Volkswagen acquisisce più del 90% dell’azienda italiana Giorgetto Giugiaro. E il design made in Italy cominciò a parlare tedesco.
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