Tremonti contro i Governatori: i tagli alle Regioni restano.

La situazione è tutt’altro che rosea e da qualche parte sarà necessario tagliare. È questo il messaggio che il Ministro italiano per l’Economia Giulio Tremonti sta cercando di far comprendere ai Governatori delle Regioni italiani che, alla sola notizia dei tagli, hanno cominciato una vera e propria levata di scudi uniforme e senza attenzione al colore politico; prova ne sia il fatto che uno dei più veementi oppositori della manovra di Tremonti è Roberto Formigoni, Governatore della Lombardia e uomo di punta del Partito della Libertà.

Il provvedimento del Consiglio dei Ministri, che si riunirà martedì prossimo proprio per discutere l’argomento del federalismo fiscale per le Regioni, è ora in fase di discussione al Senato, ma per il Ministro Tremonti i tagli sono assolutamente necessari e il non applicare quei provvedimenti porterebbe la situazione al tracollo. Il responsabile del Dicastero dell’Economia, insomma, non arretra di un solo centimetro.

Anche dopo gli incontri con i Governatori, i Sindaci e tutti gli altri rappresentanti degli Enti Locali non si prevede alcun mutamento di sostanza né di ridistribuzione dei carichi di sacrificio necessari. L’unica apertura possibile, che certo non ha fatto fare salti di gioia ai diretti interessati, è quella di inserire nel calderone delle Regioni a cui chiedere sacrifici anche quelle, più ricche, a Statuto Speciale.

Eppure dopo l’incontro tenutosi fra Tremonti e i Sindaci i toni erano sembrati molto più distesi e il Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, aveva parlato di un disponibilità del Ministro a rivedere alcuni termini del Patto. A questo punto è lecito chiedersi che cosa sia cambiato da allora.

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