Telecom brucia in borsa 1.2 miliardi in 3 giorni.
Di sicuro i vertici Telecom ricorderanno per molto tempo questi tre giorni. Tanto è bastato, infatti, per far letteralmente crollare il titolo che ha perso, in appena 72 ore, più di un miliardo e duecento milioni di euro. Nonostante la performance eufemisticamente definibile come “non stellare”, l’ amministratore delegato della compagnia telefonica italiana si è dichiarato sereno e fiducioso che il titolo saprà riprendersi e l’azienda riconquistare la fiducia dei suoi azionisti.
La sfiducia dimostrata in Borsa in questi ultimi giorni è chiaramente imputabile al coinvolgimento di Telecom Sparkle, azienda controllata da Telecom Italia e alla quale gli inquirenti hanno già posto sotto sequestro ben trecento milioni di euro, nella ormai arci nota truffa della telefonia che ha coinvolto anche Fastweb (azienda crollata in modo ancora più clamoroso nelle ultime giornate di Borsa – meno 9% e 200 i milioni di euro andati in fumo) e molti altri nomi illustri dell’industria telefonica italiana.
Il Consiglio di Amministrazione presieduto da Franco Bernabè, che pensava di analizzare i dividendi 2009 e le tante ipotesi di lavoro sul tavolo (a partire dalla più volte ventilata fusione con l’azienda spagnola Telefonica) è stato invece rimandato al 25 Marzo cercando così di guadagnare almeno un mesetto per capire come si evolverà l’indagine e quali ripercussioni avrà sui soggetti e le aziende coinvolte.
L’AD di Telecom si è comunque detto ottimista (sia pure in modo moderato ha precisato) e ha dichiarato che il rinvio è stato deciso, più che per vera necessità, per una forma di prudenza dettata dal clamore che l’inchiesta finita su tutti i media con il suo mix di finanza, mafia, politica e corruzione ha generato.
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