Tagli alle Regioni. Si tratta solo sulla ridistribuzione
Sembra non essere ancora giunta al termine la querelle sui tagli che la Manovra finanziaria voluta dal Ministro Giulio Tremonti impone a Regioni, Comuni ed Enti Locali. Il nuovo capitolo di questa saga estiva italiana registra una nuova, piccola, apertura alle trattative. I tagli che tanto hanno fatto arrabbiare sindaci e Governatori locali italiani restano, ma saranno flessibili.
La modifica è contenuta nella proposta firmata dal Senatore Antonio Azzolini, chiaramente relatore della stessa, che demanda alla conferenza Stato-Regioni le definizione dei criteri e delle modalità in basa ai quali verranno gestiti i tanto chiacchierati e temuti tagli.
In effetti la riduzione prevista nei fondi che lo stato passerà a Regioni, Comuni ed Enti locali è notevole: ben quattro miliardi di euro il prossimo anno e altri quattromilioni e cinquecentomila euro nel 2012. Per questo motivo c’è stata una levata di scudi così compatta ed uniforme anche se alcuni Governatori, ad esempio la neo eletta Governatrice del Lazio Renata Polverini, hanno cominciato a crepare l’opposizione alla Manovra e a cercare un accordo con il Ministro Tremonti.
Ora, con l’emendamento che il Senatore Azzolini ha portato davanti alla Commissione Bilancio del Senato, questi tagli, ripetiamo comunque confermati, verranno ridistribuiti secondo le decisioni della conferenza Stato –Regioni. Sarà comunque di tre mesi dall’entrata in vigore della Manovra il tempo massimo a disposizione di Stato e Regioni per definire le ripartizioni dei tagli.
In realtà nei giorni scorsi prima Umberto Bossi e poi il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avevano fatto sperare in una concreta possibilità di rinegoziazione dei tagli, ma poi tutto è sfumato e, allo stato attuale, solo la ripartizione dei tagli è il campo ancora aperto alle decisioni.
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