Senza gli incentivi il mercato dell’auto crolla. Meno 26%

Senza il bonus del Governo per l’acquisto di nuove auto il mercato automobilistico italiano è decisamente in sofferenza. A suonare la sirena d’allarme, questa volta, è stato Filippo Pavan Bernacchi, presidente dei concessionari automobilistici italiani. Federauto, infatti, per tramite del suo Presidente ha anticipato quelli che saranno i tragici numeri del consuntivo di Luglio 2010.

Il comparto automobilistico del nostro Paese metterà agli atti una diminuzione dei volumi pari al 26%. Decisamente un dato preoccupante. Quando era parso ormai certo che il Governo Berlusconi non avrebbe rinnovato quei bonus che da due anni tenevano alto (o forse sarebbe più corretto dire, meno basso) il livello del mercato, in molti avevano sollevato il problema. Il sistema non avrebbe retto. Molti altri, però, avevano precisato che continuare a sostenere la produzione con gli incentivi statali avrebbe creato delle storture viepiù gravi da raddrizzare. Fatto è che i numeri ora parlano chiaro.

Il problema c’è e si sente. Pavan Bernacchi non ha certo usato giri di parole o eufemismi e ha definito la situazione disastrosa. Vista la contingenza economica in cui versano gli italiani (forse il peggio è passato, dicono alcuni economisti, ma certo i bilanci familiari continuano a risentire della crisi economica, anche fosse solo da un punto di vista psicologico), Fedrauto chiama in aiuto il Governo. È necessario che lo Stato intervenga nuovamente a sostegno del settore, vari nuovi incentivi che permettano uno svecchiamento del parco auto italiano, favoriscano la diffusione di veicoli con basso impatto ambientale e, soprattutto, allinei la tassazione italiana delle auto aziendali a quelle del resto d’Europa.

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