Scorporo e nuove assunzioni in Italia. Ecco il Piano Fiat
Dopo l’abbandono da parte di Luca Cordero di Montezemolo e il passaggio di testimone nelle mani del Delfino John Elkann, quello annunciato ieri a Torino dalla Dirigenza FIAT guidata da Sergio Marchionne, era uno dei piani industriali più attesi, speculati e su cui la curiosità era alle stelle.
Ma se ci si poteva aspettare qualche sorpresa e colpo di scena, di certo le parole pronunciate da Marchionne non erano prevedibili. Il Piano Industriale che guiderà il Lingotto da qui al prossimo 2014 non solo conferma, sia pure con qualche differenza rispetto alle attese, lo scorporo dal Gruppo del settore automobili, ma addirittura prevede di potenziare, e di molto, la presenza FIAT in Italia con qualcosa dimenticato da anni: nuove assunzioni.
I numeri snocciolati ieri da Marchionne sono oggettivamente impressionanti. Il Gruppo FIAT prevede, oltre di investire la notevole somma di trenta miliardi di euro in quattro anni,  di raddoppiare la produzione che verrà fatta negli stabilimenti italiani passando dalle seicento sessanta mila vetture prodotte nel 2009 a un milione e mezzo previste nel 2014. Piazza Affari ha premiato le intenzioni del Gruppo FIAT con un rialzo del titolo importante. Ieri le azioni FIAT hanno guadagnato quasi il 2% (1,73% per essere precisi) forse anche perché Sergio Marchionne ha precisato che il Piano Industriale presentato non fa conto su alcun aiuto statale, ma resterà in piedi grazie alle sole forze FIAT.
Come prevedibile sono anche già cominciati gli incontri con i sindacati, elemento cruciale per la buona riuscita del programma, anche perché se è vero che saranno potenziati gli stabilimenti di Pomigliano d’Arco e Mirafiori e che rimarranno invariate le strutture di Melfi e Cassino, la chiusura di Termini Imerese è, purtroppo, confermata.
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