Quando l’Iphone fa finanza
Già ieri abbiamo parlato di come le nuove tecnologie di mobilità stiano lentamente (ma nemmeno troppo) rivoluzionando il mondo della finanza e dando addirittura vita a un sotto settore. Quello della Mobile finance.
La testa d’ariete di questa piccola grande rivoluzione è senza dubbio l’iPhone che con il suo “vice” e predecessore, il BlackBerry, ha portato oltre il 30% degli istituti di credito a dotarsi di piattaforme e software dedicati. Alcuni si sono spinti addirittura oltre e cercano di presentarsi come veri e propri carrier telefonici. E’ il caso di Poste Italiane con la sua divisione PosteMobile e della Nòverca creata dall’istituto Intesa San Paolo.
Per quale motivo tutto questo interesse da parte delle banche e degli Istituti di credito? Semplicemente perché cambiano i tempi e il PC, che senza dubbio ha creato una rivoluzione tramite l’ingresso sempre più prepotente dell’home banking, ha comunque il limite di essere in qualche modo “fisso” e sfruttato soprattutto dall’ufficio quando l’utente è ovviante impegnato anche dal proprio lavoro.
Il mobile, invece, permette, soprattutto da che le grandi metropolitane sono coperte dalla rete telefonica mobile, di sfruttare anche i tempi di spostamento e il conto corrente del cliente può quindi essere gestito con più comodità, senza l’obbligo di recarsi personalmente in filiale e dando, cosa non trascurabile, l’immagine di un’azienda all’avanguardia.
E’ palese come poter operare in qualunque momento su un conto titoli, vendere e acquistare azioni o obbligazioni anche se non si è davanti a un PC, sia fondamentale e questo rende evidente il perché del successo del mobile Finance. Noi continueremo a parlarne
Quando l’Iphone fa finanza
Già ieri abbiamo parlato di come le nuove tecnologie di mobilità stiano lentamente (ma nemmeno troppo) rivoluzionando il mondo della finanza e dando addirittura vita a un sotto settore. Quello della Mobile finance.
La testa d’ariete di questa piccola grande rivoluzione è senza dubbio l’iPhone che con il suo “vice” e predecessore, il BlackBerry, ha portato oltre il 30% degli istituti di credito a dotarsi di piattaforme e software dedicati. Alcuni si sono spinti addirittura oltre e cercano di presentarsi come veri e propri carrier telefonici. E’ il caso di Poste Italiane con la sua divisione PosteMobile e della Nòverca creata dall’istituto Intesa San Paolo.
Per quale motivo tutto questo interesse da parte delle banche e degli Istituti di credito? Semplicemente perché cambiano i tempi e il PC, che senza dubbio ha creato una rivoluzione tramite l’ingresso sempre più prepotente dell’home banking, ha comunque il limite di essere in qualche modo “fisso” e sfruttato soprattutto dall’ufficio quando l’utente è ovviante impegnato anche dal proprio lavoro.
Il mobile, invece, permette, soprattutto da che le grandi metropolitane sono coperte dalla rete telefonica mobile, di sfruttare anche i tempi di spostamento e il conto corrente del cliente può quindi essere gestito con più comodità, senza l’obbligo di recarsi personalmente in filiale e dando, cosa non trascurabile, l’immagine di un’azienda all’avanguardia.
E’palese come poter operare in qualunque momento su un conto titoli, vendere e acquistare azioni o obbligazioni anche se non si è davanti a un PC sia fondamentale e questo rende evidente il perché del successo del mobile Finance. Noi continueremo a parlarne
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