Poltrona Frau: un altro Addio al Made in Italy

Torniamo su un argomento di cui avevamo parlato qualche mese fa e che, purtroppo, rimane sempre molto attuale. La parte migliore del Paese, quello di cui dovremmo soltanto essere fieri, il Made in Italy, continua a essere ceduta per sfinimento ad aziende straniere che stanno meglio di noi.

Stavolta è il caso di Poltrona Frau, società che la Charme Investments di Montezemolo aveva portato in borsa nel 2006 e che per molto tempo era stata in condizioni di sofferenza e stenti. Il design del mobile tutto italiano è ora nelle mani di una società americana.

La Haworth, società interamente appartenente all’omonima famiglia americana dal 1948, ha comprato il 58,6% di Poltrona Frau così ripartito: il 51,3% dalla Charme e il 7,3 da Moschini. Il prezzo d’acquisto è di 2,96 euro ad azione, lo stesso con cui sarà lanciata, immediatamente al termine dell’operazione, un processo di Opa obbligatoria. La fine del processo d’acquisto è prevista ad aprile, quando l’antitrust avrà dato il suo ok.

Obiettivo degli americani di Haworth è creare un gigante internazionale che opera nel design di interni di lusso. Il suo core business di questo momento è quello dell’arredamento d’ufficio, settore per cui era già partner di Poltrona Frau, di cui si occupava di distribuire quella parte di produzione nel Nord America. Una nota che forse potrebbe essere letta in modalità consolante è che dal 2005 questa società ha un presidente e un amministratore delegato in un’unica persona che è italiana: Franco Bianchi.

L’operazione, che molti esperti hanno definito market friendly, è stata seguita da consulenti di alto rango, quali la Bank of America e Ernst&Young. Tra gli interventi previsti c’è anche l’acquisto del 98% dell’azienda che affitta la sede di Meda a Poltrona Frau. Insomma un intervento a 360° per fare propria un’azienda che speriamo continui a mantenere almeno la sua anima italianissima con orgoglio.

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