Perché la Grecia non sarà un’altra Argentina
Lo si è sentito da diverse parti ed è il timore di molti. Quella della Grecia sarà un’altra crisi economica internazionale di quella che seguì al crollo dei bond argentini nel 2000? I risparmiatori, e non solo greci, devono temere di veder sfumare in poche ore i risparmi accumulati in una vita per via di un investimento sbagliato di cui, forse, non sono nemmeno pienamente consapevoli?
Questa volta sembra che non sarà così, ma non perché si è imparato dagli errori fatti, semplicemente perché è diversa la situazione di base. Spesso si è parlato del legame fra la Grecia e le banche tedesche e, a parte le proposte più o meno serie di vendita delle isole greche alla Germania, la realtà dei fatti è che gli Istituti di credito tedeschi , così come quelli francesi, possiedono titoli di stato greci (così come portoghesi, irlandesi, spagnoli e persino italiani) per un valore che supera il trilione di euro.
Per queste banche sarebbe molto pericoloso lasciare la ristrutturazione del mercato greco in mano a persone magari non in grado di gestire correttamente la questione e, alla fine dei conti, i trenta o addirittura trentacinque milioni di euro necessari a risollevare in qualche modo la Grecia da questa situazione, sono comunque destinati ad uscire dalle casse tedesche o francesi per poi…rientrarci.
Ecco quindi spiegato il motivo per cui anche l’economia mondiale sembra non essere troppo preoccupata dalla situazione che si sta vivendo ad Atene e che, sostengono in molti, è infinitamente più probabile che volga al salvataggio rispetto che al tracollo sul modello di quello vissuto nel 2000 in Argentina.
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