Mutui prima casa; diminuiscono gli importi, aumenta l’etÃ
Italiani sempre più poveri o ormai più coscienti della reale situazione creditizia? Più a loro agio con i paletti imposti dagli istituti di credito per la concessione dei mutui o ormai rassegnati a dover fare da soli? Queste sono alcune delle legittime domande che sorgono a vedere i numeri comunicati oggi dal comparatore online Mutui.it che, in una nota diffusa alla stampa, racconta lo scenario emerso dall’analisi di oltre 400.000 preventivi di finanziamento per l’acquisto della prima casa presentati nell’ultimo trimestre in Italia.
Confrontando i numeri con quelli emersi da una rilevazione analoga compiuta sedici mesi orsono (quando la morsa creditizia cominciava a farsi sentire, ma non si era ancora serrata in maniera così forte attorno ai risparmiatori italiani), si vede come l’importo chiesto per il mutuo relativo alla prima abitazione sia notevolmente diminuito passando da 160.000 euro a 146.000 euro.
Di pari passo, e in maniera ancora più marcata, è scesa la percentuale del valore dell’immobile (il cosiddetto loan to value) che, grazie al mutuo, si vuole coprire. Se a Novembre 2010, quando in molti ancora provavano a chiedere mutui per il 100% del valore immobiliare, la cifra media era il 75%, oggi che le Banche hanno chiuso i cordoni non si va oltre al 63%.
Visto che, in tempi di incertezza economica e con lo spread alle stelle rischiare paga, in tantissimi hanno scelto di sottoscrivere mutui con tasso variabile puro il quale, nelle preferenze degli italiani, ha guadagnato 15 punti percentuali passando dal 27% delle richieste al 42%; appena un punto sotto al tasso fisso.
Unico parametro in salita l’età del richiedente che, in media, è pari a 37 anni. Ormai sempre più vicini ai 40 anni…e li chiamano bamboccioni.
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