MPS. La Banca dei senesi diventa dello Stato
Qualche giorno fa vi avevamo cominciato a raccontare i dettagli del Piano industriale che Alessandro Profumo, Fabrizio Viola e gli altri dirigenti del Monte dei Paschi di Siena avevano presentato ufficialmente per cercare di salvare l’Istituto da una sorte tutt’altro che lieta.
Oggi, dopo che tutti i dettagli sono ormai noti, è l’ora delle analisi, dei commenti e delle prime valutazioni. Quello che oggettivamente colpisce è constatare come la Banca, che occorre ricordare è a tutt’oggi la più antica ancora operante essendo stata fondata nel 1472, abbia avuto necessità di diversi secoli e migliaia di persone per costruire la sua forza e solo di pochi anni e un manipolo di dirigenti poco accorti per arrivare sull’orlo del baratro.
Sic stantibus rebus, al duo Profumo – Viola non sembra essere rimasta altra soluzione che quella di nazionalizzare, de facto, il Monte dei Paschi. Lo strumento attraverso questo avverrà è costituito da tre miliardi e mezzo dei cosiddetti Tremonti Bond (oggi solo Monti Bond) che, con un tasso che sfiora il 10%, l’Istituto restituirà alle casse italiane nei prossimi anni in forma di cedola annuale, ma senza vincoli troppo precisi relativi al momento in cui questo accadrà .
Ovviamente lo Stato, che presumibilmente ricaverà un buon guadagno da queste obbligazioni, ha preso delle garanzie e nel caso in cui MPS dovesse trovarsi a chiudere il bilancio in negativo, otterrà il pagamento non con denaro contate, ma tramite azioni di valore calcolato.
La dirigenza del Monte dei Paschi ha dichiarato che prevede di restituire l’intero capitale entro il 2015 grazie anche ad un’operazione di aumento del capitale. Alla fine di tutto questo, comunque, lo Stato italiano dovrebbe ritrovarsi ad essere possessore di una quota societaria di MPS pari a circa il 3%.
I senesi hanno dovuto mandare giù l’amaro boccone, necessario a salvare la loro banca e l’economia della loro terra.
Ma almeno oggi non ci penseranno, il 2 Luglio in Piazza del Campo si corre il Palio. Lui sì in attivo da secoli; e da secoli in mano solo ai senesi.
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