Monte dei Paschi: i sindacati contro i tagli

A fine giugno il Monte dei Paschi di Siena, uno degli istituti di credito più importanti ed antichi del nostro Paese, aveva annunciato il suo piano industriale. Senza dubbio la Banca guidata oggi dal duo ViolaProfumo deve affrontare un periodo difficile, forse il peggiore della sua secolare storia, ma ora che la discussione effettiva sui tagli previsti alle filiali, al personale e ai bonus entra nel vivo, i sindacati cominciano a fare muto e a far sentire la propria voce, sovente dissonante rispetto alle indicazioni poste dal management.

Il nodo principale da sciogliere per permettere al Monte dei Paschi di attuare effettivamente la riduzione di costi prevista è l’annunciata estrnalizzazione di alcune funzioni oggi comprese fra quelle del Gruppo. La principale è quella del back office, ma non è l’unica. I sindacati non ci stanno e protestano.

Da poche ore è ripreso il non facile tavolo delle trattative e i rappresentanti delle corporazioni hanno da subito messo in chiaro la questione con Ilaria Dalla Riva, la nuova responsabile delle risorse umane proveniente da Sky dove si è costruita una fama di tagliatrice più che di cacciatrice di teste; probabilmente uno di motivi principali che l’hanno fatta approdare alla corte di Rocca Salimbeni.

Stando alle parole del Segretatio Generale della Federazione Autonoma dei Bancari Italiani (FABI), sebbene in questi giorni nei corridoi del Monte dei Paschi si continui a ripetere che il piano industriale non comporterà nè esuberi nè licenziamenti, il tutto non corrisponde a verità e il sindacato ribadisce il suo volere di appello al contratto integrativo aziendale.

La discussione, a quanto pare, sarà ancora accesa e lunga.

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