Mediobanca boccia il risparmio gestito italiano

Come ogni estate Mediobanca mette sotto la lente i fondi e le industrie italiane del risparmio gestito. E son dolori. Secondo l’Ufficio Studi di Piazzetta Cuccia, infatti, nonostante le pretese di valutazione su un periodo che sia medio, meglio ancora se medio –lungo, la guerra dei rendimenti è persa su tutta la linea, anche se gli avversari sono quei titoli di stato che ormai, ahinoi poveri risparmiatori, non sono nemmeno in grado di contrastare i livelli dell’inflazione che galoppa molto più velocemente di loro.

Nell’ultimo decennio, l’italica industria del risparmio gestito, è stata in grado di far svanire, a valore, più di cento venti miliardi di euro se confrontata con i Buoni ordinari del tesoro (Bot).  Tutto questo nonostante Mediobanca abbia registrato, per lo scorso anno, una tendenza inversa che ha permesso ai prodotti “privati” di rendere oltre il doppio dei Buoni ordinari del tesoro e portare nelle tasche dei sottoscrittori un rendimento del 6,1% .

Il risultato della gestione, quindi, è tornato a segnare un valore positivo (cosa ormai quasi dimenticata dopo il drammatico periodo dell’arci chiacchierata crisi economica), ma nonostante ciò è riuscito a riportare in cassa appena più della metà di quanto non avesse perso l’anno prima.

Tredici miliardi di euro dovrebbero essere un buon segno della ripresa, ma all’Ufficio Studi di Mediobanca non ne sono così convinti e il sentimento più diffuso è che si tratti solo di un evento sporadico che, speriamo, non corrisponda al cosiddetto canto del Cigno. L’intero sistema del risparmio gestito cerca di recuperare posizioni, ma i livelli pre crisi sono ancora molto molto lontani.

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