Media e finanza: RCS cede Finelco

Siamo alla vigilia della creazione di un nuovo e grandissimo polo radiofonico, almeno così si intuisce dalle ultime mosse finanziarie fatte nel mondo delle cuffie e degli altoparlanti. Sui movimenti che stanno interessando molte delle radio nazionali si riflette il cambiamento che questo mezzo di comunicazione ha vissuto negli ultimi tempi, di come sia stato rivalutato e di come venga considerato adesso centrale per raggiungere un’audience sempre più ampia e targettizzata.

La notizia che dà vita a queste riflessioni è la cessione del 44,5% del Gruppo Finelco da parte di RCS. Al gruppo appartengono Radio Monte Carlo, R105 e Virgin radio. A comprare il pacchetto è stata la famiglia Hazan, già proprietaria del 55,5% del gruppo che ha fatto valere il suo diritto di prelazione. Il costo della manovra è stato pari a 21 milioni di euro a cui se ne aggiungerà un altro in caso si verifichino nuove condizioni prima della fine di quest’anno. La cifra è la stessa che si vociferava quando si credeva che RCS avrebbe venduto le stesse quote a Blue Ocean, la società veicolo di cui Antonio Ricci è maggiore azionista.

A pochissimo tempo dalla formalizzazione dell’accordo tra Finelco e gli Hazan, arriva la notizia dell’intesa con Mediaset, dopo che questa ha già chiuso con Mondadori per l’80% di Monradio per R101. Il Biscione ha acquistato il 19% del capitale sociale di RB1 Spa in azioni con diritto di voto: la società è quella che ha con i soci fondatori il 92,8% di Finelco. La maggioranza rimane in ogni caso nelle mani della famiglia Hazan, anche se Mediaset ha acquistato altre azioni, ma senza diritto di voto,  per un altro 50% del capitale sociale. Nell’accordo si contempla anche la possibilità di aumentare nel futuro la partecipazione del Biscione, salvo autorizzazioni e regolamenti che lo consentano. Per la televisione dei Berlusconi, investire in un polo radio che diventerà il più grande in Italia, vuol dire, come loro stessi hanno dichiarato ufficialmente, investire in azioni crossmediali e collegate ai loro canali televisivi. Le sinergie cui si puntano saranno pubblicitarie, ma anche di produzione e distribuzione.

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