Mario Draghi: la crisi ungherese non ci fa paura

Dopo la crisi economica argentina e quella greca arriverà, con gli stessi terribili effetti, anche la crisi economica ungherese? Mario Draghi, numero uno della Banca d’Italia rassicura i timorosi; gli Istituti di Credito italiani, ha detto il Governatore, non corrono alcun rischio tangibile e si è solo suscitato un gran polverone senza alcun fondamento.

Le affermazioni di Mario Draghi sono giunte al margine dell’incontro del G20 svoltosi qualche giorno fa a Busan, nella Corea del Sud; dove, mentre crollavano le borse di mezzo mondo, si riunivano per decidere le sorti economiche del Pianeta i ministri economici degli Stati maggiori e di quelli che sono ormai universalmente considerati come le nuove stelle emergenti del panorama economico mondiale.

Le Banche Italiane, ha detto Mario Draghi, sono al sicuro dai venti della crisi Ungherese perché possono contare sia su una adeguata capitalizzazione, sia su un modello di business che di gestione del rischio molto tradizionale. E, in questo caso, l’innovazione non sempre paga.

Abbastanza ovvio, i Latini avrebbero detto Cicero pro domo sua, che fra i motivi per cui gli italiani possono dormire sonni tranquilli senza pericoli per i loro risparmi, il Governatore della Banca d’Italia ha anche esplicitamente citato la supervisione dell’Istituto da lui guidato.

Anche Olli Rehn, nel suo ruolo di Commissario Europeo per gli Affari economici, ha fatto eco a Draghi e rincarato la dose affermando che anche gli allarmismi intorno all’euro e all’economia ungherese, rei di aver scatenato il panico, con conseguente crollo, nelle borse mondiali, sono assolutamente esagerati.

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