Luxottica raddoppia in Cina, ma la produzione rimane in Italia
Luxottica, una delle più importanti multinazionali italiane, fra i leader mondiali del mercato degli accessori, continuerà ad investire in oriente e in maniera decisamente importante. Sono stati annunciati piani di raddoppio della presenza e degli investimenti, ma, hanno chiarito i vertici dell’azienda italiana, imparando dagli errori commessi in passato. A fare queste dichiarazioni in quel di Shanghai, dove si trovava per l’invito ricevuto da Banca Intesa a partecipare anche lui alla missione economica voluta da Associazione Banche Italiane (Abi) e Confindustria, è stato Andrea Guerra, AD dell’azienda veneta che ha ormai in Cina una buona parte della propria forza lavoro.
Luxottica, che ha chiuso lo scorso esercizio con un fatturato di tutto rispetto; ben 5,1 miliardi di euro, pur mantenendo una forte presenza sul territorio italiano (sono ottomila gli addetti Luxottica che lavorano in Veneto), ne ha una quasi identica (seimila unità) nella Repubblica Popolare Cinese. In Cina Luxottica ha aperto due sedi produttive e ben duecento quaranta punti vendita. Questi numeri, però, non devono far pensare, ha precisato l’AD Guerra, che l’ingresso in quel mercato sia stato semplice, anzi.
Il primo e più grave errore è stato quello di credere applicabile la strategia secondo cui sarebbe bastato replicare in Cina il metodo e il modello che funzionava in Italia e nelle altre sedi estere, la Cina è un mercato molto diverso e ormai lo sanno bene diverse aziende multi nazionali (da Google in giù) che si sono dovute scontrare con le “peculiarità” di un Paese ormai irrinunciabile per l’economia, ma estremamente complicato.
Se volete un esempio, pensate che in Cina non si comprano gli occhiali, ma vengono distribuiti direttamente dagli ospedali. Nonostante questo, Luxottica è riuscita a trovare la quadratura del cerchio e ha in piano di raddoppiare entro il 2013 gli investimenti in Cina, ma non la produzione che resterà radicata principalmente in Italia. E l’economia del Bel Paese sentitamente ringrazia.
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