Le Banche italiane reggono allo stress test
Banche stressate? In Italia pare proprio di no. A detta del Comitato europeo preposto alla supervisione degli Istituti di credito del Vecchio Continente, anche nel caso in cui si verificasse il peggiore degli scenari possibili, le nostre banche principali ne uscirebbero a testa alta. Il Comitato ha preso in esame quella che sarebbe la reazione possibile di novantuno banche europee monitorando quale sarebbe lo shock subito dal loro debito sovrano nel caso in cui si trovassero a fronteggiare una situazione di Mercato decisamente sfavorevole se non catastrofica. Fra le novantuno banche europee prese in esame, quelle tricolori sono state 5: il Monte dei Paschi di Siena, il Gruppo Intesa Sanpaolo, Banco Popolare, Ubi banca e Unicredit. Tutte promosse. In nessuno dei casi italiani, infatti, il Tier 1 si abbasserebbe oltre il 6% e nonostante lo scenario avverso che il Comitato ha simulato, il loro requisito patrimoniale reggerebbe impatto. Prima fra le cinque è stata Intesa Sanpaolo, la cui Tier Razio, a fine 2011, sarebbe pari all’ 8,2%.
Si tratta di un risultato molto importante anche perché arriva nonostante quella che Bankitalia ha definito una partenza svantaggiata. I coefficienti patrimoniali con cui e nostre Banche sono partite, se confrontati con quelli degli altri Istituti di Credito presi in esame, erano molto più bassi. Tutto questo sia per delle importanti operazioni di ricapitalizzazione statale di cui hanno usufruito altri istituti europei, sia per una più stringente normativa italiana riguardo al computo di alcuni strumenti contenuti negli aggregati patrimoniali.
Brutte notizie, invece, per tutte le cinque banche di risparmio di Spagna, per la banca Hypo Real estate (Germania) e per  Ata bank (Grecia). Loro non reggerebbero allo stress: bocciate.
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