Italo chiede a FS il rispetto della concorrenza

Quella di Italo, compagnia ferroviaria privata nata per fare concorrenza alle Ferrovie dello Stato, non è mai stata un’impresa semplice. Tutto è nato nel 2006 con la NTV, società fondata da Luca Cordero di Montezemolo, Gianni Punzo, Diego Della Valle e Giuseppe Sciarrone che, unendo le loro forze, hanno deciso di avventurarsi nella giungla della libera concorrenza, che poi dovrebbe essere una condizione garantita per legge anche quando la concorrente maggiore (e unica) è un’azienda dello Stato.

In questi giorni, sui principali media italiani, la NTV ha inserito una richiesta a pagamento diretta al Premier Renzi e al suo Governo, affinchè si impegnino a ripristinare un regime di imparzialità che sembra essere sfumato. Con il calo dei prezzi dei biglietti di Trenitalia, infatti, Italo versa in condizioni pietose.

Come detto, tutto parte in salita, visto che la NTV è chiamata fin dall’inizio a pagare 120 milioni di euro all’anno per usare la rete ferroviaria pubblica. Ma ora Italo, che viaggia già da due anni ed è passato dagli iniziali due milioni di viaggiatori a oltre sei, è in serie difficoltà, a detta dei vertici a causa di una concorrenza sleale e di un regime di favoritismo e, addirittura, ostruzionismo, come si legge sull’annuncio.

Da un punto di vista finanziario la situazione non è rosea: le difficoltà si traducono in 156 milioni di euro di perdite registrate in questi primi due anni di attività, in 781 milioni di euro di debito complessivo e di un capitale ridotto di un terzo solo considerando i primi tre mesi del 2014. Senza dimenticare che ben 300 persone che lavorano per l’azienda rischiano di essere messe in mobilità.

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Commenti

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