Intesa SanPaolo punta sull’Italia, Unicredit guarda all’estero.

Le strategie di azione dei due più importanti istituti di credito della nostra nazione, Intesa SanPaolo e Unicredit,  sembrano ormai essere piuttosto chiare. Se il primo continuerà anche per il 2010 nella sua volontà di rafforzamento della presenza sul territorio italiano, il secondo invece preferirà l’espasione estera, privilegiando la Germania, grazie alla sempre più probabile acquisizione di SEB, una rete di proprietà di un gruppo svedese.  Quanto ad acquisizioni anche Intesa SanPaolo non ha comunque escluso l’acquisizione di alcune piccole banche italiane.

Questo le permetterebbe di aumentare il numero delle filiali e quindi sarebbe un’azione in linea con la strategia dichiarata di rafforzarsi sempre più nell’immagine e nel ruolo di banca nazionale. Relativamente al rafforzamento patrimoniale, se Unicredit è ricorsa a ben due aumenti patrimoniali nel corso dell’anno, Intesa SanPaolo ha preferito dimettere alcuni rami d’azienda ritenuti non strategici. Fra di essi anche la partecipazione di minoranza detenuta in Banca Fideuram. Questa quota,ormai è ufficiale, sarà a breve collocata a Piazza Affari.

L’anno appena trascorso è stato comunque positivo sia per Unicredit che per Intesa SanPaolo. Il primo Istituto ha fatto registrare, relativamente al dividendo, un payout del 34%, il secondo addirittura più alto: 36.8%. Anche l’attività di negoziazione, voce chiusasi nel 2008 con una pesante negatività per Intesa, ma soprattutto per Unicredit,  nel 2009 è tornata a far registrare un segno positivo per entrambi gli Istituti di credito e le ottime performance del secondo e terzo trimestre sono riuscite a controbilanciare egregiamente le perdite del quarto.

Sia Unicredit sia Intesa sono poi riuscite a tagliare i costi, principalmente ricorrendo alla leva dei prepensionamenti che in Intesa, ad esempio, hanno interessato solo negli ultimi tre mesi del 2009 ben mille novecento dipendenti.

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