Indicatore PMI: il manifatturiero va giù

L’indicatore PMI permette di fotografare la situazione del manifatturiero ed è stato ideato dall’istituto Markit Economics. Viene elaborato inviando a oltre 400 imprese un questionario che dovranno compilare i responsabili degli uffici acquisti e, nell’ultima rilevazione, è servito a inquadrare l’attualità del manifatturiero non solo in Italia ma in tutta Europa.

Partiamo con una considerazione: di tutta l’Eurozona l’unico Stato a registrare un segno positivo è l’Irlanda che trova una situazione mai così buona da ben 176 mesi. In Europa aprile aveva fatto ben sperare da un punto di vista di PMI del manifatturiero, visto che si riscontrava il miglior dato degli ultimi tre anni. Ma dall’ultimo studio emerge un quadro a tinte oscure, visto che c’è un calo diffuso e comune che ha portato l’indice a segnare 49,8, vuol dire sotto la soglia neutra dei 50 punti.

Ma, come anticipato, se può consolare, l’Italia non è sola e anche la Germania e la Francia segnano un calo, la prima contro ogni previsione degli analisti. A tenere è invece il mercato spagnolo del manifatturiero. Secondo gli esperti, alla base di questo calo si può trovare un clima di crescente incertezza verso il futuro non solo economico, ma anche geopolitico. Per questo l’Eurozona registra una media di 50,7 punti, che possono sembrare positivi, ma non lo sono affatto considerando che si tratta del risultato peggiore dell’ultimo anno. Ad agosto, dai questionari, si evince che non sono in calo soltanto gli ordini, ma anche le commesse dall’estero sono in diminuzione, comportando anche un calo nelle assunzioni.

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