Il Porno nella rete del Fisco. Rocco Siffredi firma un accordo per archiviare l’indagine
Sarà per amore di Giustizia o per invidia, ma fatto sta che da qualche ora in tutta la Rete rimbalza, e con grande evidenza, la notizia di un altro, presunto, evasore fiscale VIP. Questa volta, ad essere finito nel mirino della Guardia di Finanza è il re del porno italiano, Rocco Siffredi.
All’attore abruzzese viene contestata un’evasione fiscale totale per gli anni compresi fra il 2000 e il 2005. Secondo la GdF di Ortona, città natale di Siffredi, l’attore avrebbe finto di risiedere all’estero, in Ungheria, quando in realtà la sua dimora abituale non era mai stata spostata dall’Italia.
Secondo i calcoli delle Fiamme Gialle, con questo escamotage e con la complicità o connivenza di altri prestanome ungheresi, il porno divo avrebbe evaso il Fisco per un importo superiore ai due milioni di euro e non avrebbe pagato oltre duecento mila euro di IVA.
Siffredi a rimandato le accuse al mittente puntando invece il dito su presunte inefficienze e malfunzionamenti della macchina fiscale ed anagrafica del comune di Ortona. A dire dell’attore, il Comune Abruzzese avrebbe comunicato il suo cambiamento di residenza con quattro anni di riardo. Siffredi sostiene di vivere in Ungheria dal 1997 e di aver preso la residenza in quel Paese nel 2001.  Comunque stiano le cose, per un periodo l’attore avrebbe avuto una doppia residenza cosa che, ammette, non riteneva fosse un problema.
Diverse le versioni della Stampa e di Siffredi anche riguardo alla cifra contestata. Non due milioni, ma meno di ottocento mila euro, sostiene il divo che ha già dichiarato di aver raggiunto un accoro per il pagamento immediato del 20% della cifra contestata.
Questo chiuderà subito la vicenda evitando a Siffredi, forse, la gogna mediatica (e i tremendi errori di gestione della comunicazione riguardo al fatto contestato) in cui incorsero altri Vip, da Valentino Rossi a Luciano Pavarotti, da Flavio Briatore alla splendida Sofia Loren per la quale, alcuni lo ricorderanno, si aprirono anche le porte del carcere. Ma in fondo erano altri tempi, ed altro Fisco.
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