Il debito della Grecia fa vittime in Borsa. Ma Intesa si consola con i risultati di Mediocredito Italiano

Se è vero che Intesa Sanpaolo ieri ha dovuto subire una caduta del suo titolo in Borsa di oltre due punti percentuali (-2,6% il dato preciso) a causa del panico scatenatosi per una probabile recrudescenza della crisi economica greca, è altrettanto vero che a consolare i dirigenti (e gli azionisti) ha contribuito l’ottimo risultato del comparto di Mediocredito italiano che nello scorso anno ha fatto registrare un utile netto di ben 65 milioni di euro.

Se già il numero assoluto non fosse sufficiente a stappare lo champagne, basterebbe confrontarlo con quello dell’anno precedente. L’incremento sull’utile netto 2008 è stato superiore al 600%. Il risultato di Mediocredito Italiano è ancora più importante alla luce del fatto che la sua attività è quella del finanziamento alle piccole e medie imprese italiane il che, in un periodo di congiuntura economica come quella da cui, forse, a fatica si sta uscendo ora, non è certo cosa facile.

I nuovi finanziamenti che Mediocredito italiano ha erogato nello scorso anno in diversi settori produttivi sono stati milleduecento, per un controvalore complessivo di 2.613 milioni di euro, il che equivale ad un incremento del diciannove percento sul dato dell’anno precedente. Particolare positività si è registrata sia in ambito di finanziamento ad aziende impegnate nel settore delle energie rinnovabili, sia in quello dei finanziamenti ai progetti di ricerca tramite il prodotto dedicato nova+.

Relativamente alle oltre trecento operazioni per cui è arrivata una richiesta di finanziamento tramite nova+, equivalenti ad un valore di cinquecentocinquantuno milioni di euro, più della metà erano già stati finanziati o comunque autorizzati entro dicembre, confermando Mediocredito italiano, come ha dichiarato il DG Stocchetti,  nel suo ruolo di mecenate dell’innovazione e dello sviluppo della piccola e media impresa italiana

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