I giovani industriali lodano Brunetta e Tremonti, ma ora aspettano le riforme

Anche i giovani industriali italiani, riuniti nella loro annuale assemblea ligure di Santa Margherita, lanciano un grido d’allarme: se non si procederà al varo delle riforme annunciate, ma mai realizzate da anni – hanno detto – l’Italia rischia di diventare uno stato immobile destinato a morire. A detta dei giovani membri di Confindustria, una riforma fiscale che avvantaggi le imprese italiane e la liberalizzazione sono ormai delle necessità stringenti senza le quali è un miraggio riportare l’economia italiana a crescere. Serve un grosso rigore che, al contrario di quanto credono in molti, n on è nemico ed antitetico alla crescita, ma ne è un volano.

A sostenere queste tesi il Presidente dei giovani industriali italiani, Federica Guidi, che ha anche auspicato una razionalizzazione degli adempimenti, così come una semplificazione della Pubblica amministrazione e delle richieste burocratiche che anche il Presidente di Confartigianato, appena qualche giorno fa, aveva definito eccessivamente onerose (costerebbero alle PMI italiane l’equivalente di un punto del PIL). La Guidi è stata ancora più incisiva dichiarando che ciò che si auspicano i giovani industriali è che si perseveri nella politica del rigore condotta dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta. Nel corso del suo intervento durante l’assemblea, il Presidente Guidi ha anche toccato un altro tema spesso trascurato. I giovani con meno di quarant’anni, ha detto, sono disillusi e pessimisti.

Chi è nato nel nostro Paese è da oltre vent’anni che sente parlare di riforme che, puntualmente, vengono annunciate ma non realizzate e questo non può che incidere negativamente sul morale e sulla voglia di fare. Lodi sono giunte, da Federica Guidi, anche per il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti meritevole, secondo la Presidente dei giovani industriali italiani, di aver saputo reggere in maniera salda e decisa il timone dell’Economia del nostro Paese nel corso della tempesta causata dalla crisi economica che ha investito e travolto molte altre nazioni, Grecia in testa.

Ti é piaciuto questo articolo? Perché non lasci un commento e continui la discussione, oppure iscriviti ai feed e riceverai gli articoli sul tuo feed reader.

Commenti

Ancora nessun commento.

Pubblica commento

(obbligatorio)

(richiesta)