Game Over per Super Mario

La notizia sta rimbalzando da ore non solo nei siti e nei blog che si occupano di alta finanza internazionale, ma anche in quelli che hanno come tema i videogames. Cosa hanno in comune questi mondi perchè una stessa informazione possa interessare entrambi fino a questo punto? Semplice; un piccoletto vestito da idraulico con un buffo cappello rosso e due inconfondibili baffi. Lui si chiama Mario, ma tutti lo conoscono come Super Mario e da decenni è il protagonista di uno dei videogiochi più amati di tutti i tempi oltre che il simbolo della Nintendo, la casa produttrice del videogame.

Simbolo di incredibile solidità economica e di investimento, per la prima volta in trent’anni anche la corazzata giapponese del divertimento formato pixel si è dovuto piegare alle orrende leggi che sta dettando la crisi economica mondiale dichiarando il suo primo rosso in bilancio. A questo contesto va aggiunto anche lo svantaggio di uno Yen forte che, conseguentemente, ha creato a Nintendo una serie importante di minus valenze che la hanno portata a chiudere, lo scorso 31 Marzo, il suo esercizio per l’anno 2011/12 con un negativo di 400 milioni di euro.

Nonostante sia da diversi decenni sulla cresta dell’onda e abbia sempre cavalcato la via dell’innovazione riuscendo anche a sfornae prodotti di grande impatto ed enorme successo commerciale (si pensi, ad esempio alla consolle Nintendo DS prima e alla famosissima Wii poi), l’azienda pare abbia subito il contraccolpo dell’obbligo di rivedere al ribasso i prezzi di vendita dei suoi prodotti, sempre più minacciati dall’avanzata di smartphones e tablet che ormai rappresentano un facile (e portatile) svago tanto per gli adulti quanto per i più giovani.

Riuscirà SuperMario a guadagnare un’altra vita?

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