G7: debito pubblico e crisi economica. Ci devono pensare anche le Banche

Il debito pubblico europeo non può essere accollato al G7, ma deve essere gestito dall’Unione Europea e le banche devono farsi carico di almeno una parte di costi derivanti dalla crisi economica.

E’ questa, nella sostanza, la conclusione a cui si è giunti nel corso dell’incontro fra i 7 grandi dell’economia mondiale che si è svolto nei giorni scorsi in Canada nella città di Iqaluit. Jim Flaherty, ministro canadese delle Finanze, ha dichiarato, al termine dei lavori a cui hanno partecipato anche i governatori di tutte le banche centrali dei sette Paesi coinvolti, che il G7 continuerà ad impegnarsi nel sostenere, in questa fase di ripresa, l’economia mondiale finalmente in via di uscita dalla recessione in cui si è trovata negli ultimi anni.

La buona notizia è che questa ripresa sembra essere più veloce del previsto, ma è necessario continuare a stimolarla e non sedersi sui (per adesso pochi) allori. I 7 ministri hanno anche precisato che le Banche devono farsi carico della condivisione dei costi derivanti dalla crisi e riguardo al debito pubblico, oltre ai timori per quello importante ormai accumulato da Spagna, Portogallo e Grecia, si è anche preso un provvedimento importante: Il debito di Haiti sarà abolito.

Il ministro Flaherty ha anche tenuto a precisare che la competenza sul debito pubblico è dell’Unione Europea e non del G7. Gli Istituti di Credito e Finanziari, insomma, devono intervenire, ma su come lo debbano fare ancora non è stata fatta chiarezza. A questo punto non resta che aspettare e vedere come le Banche recepiranno le indicazioni dei 7 ministri finanziari.

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