Fuga di denaro dall’Europa
È cominciato tutto circa quattro anni orsono, in alcuni momenti aumenta la velocità ed in altri la diminuisce ma non si blocca mai e non sembra avere intenzione di cambiare il proprio flusso di marcia, stiamo parlando della ritirata dei soldi che sebbene non sia palese per la maggior parte dei cittadini è però la forza maggiore che sta mettendo alla prova aziende e lavoratori in Europa, tecnicamente è conosciuto come sudden stop, come frenata improvvisa. Gli investitori stranieri se ne vanno dall’intera zona Euro, non soltanto dai Paesi a rischi come Spagna, Irlanda, Portogallo, il nostro Paese o la penisola ellenica, accade prorpio quasi ovunque che i fondi vengano rimpatriati così come i conti correnti bancari; ed il fatto che alcuni Paesi, ad esempio il nostro e la Spagna, risentano maggiormente di questa fuga di capitali rispetto alla Germania è solo dato dal fatto che noi abbiamo una necessità molto maggiore rispetto agli altri di capitali esteri per finanziare il nostro debito e proseguire ad andare avanti. Questo accade se parliamo di grandi investitori, di capitali importanti ma nella realtà quotidiana le cose come funzionano? Come si muovono i conti nelle banche delle famiglie e delle imprese? La fuga importante c’è anche lì ma ha preso una forma diversa: da marzo del 2011 a quello di quest’anno in Grecia sono defluiti il sedici per cento dei conti bancari, e se calcoliamo quanto accaduto dal 2009 la percentuale sale al 30% ovvero più del capitale mosso in Argentina durante la crisi. Per ora in Italia, secondo quanto riferisce la Banca Centrale Europea i depositi due mesi fa risultavano cresciuti del due per cento.
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