Facebook crolla in borsa

Dopo l’ora dell’entusiasmo è quella del “io lo avevo detto”. Pochi giorni fa il colosso dei Social Network, Facebook, si è presentato ufficialmente in borsa facendo il suo debutto al Nasdaq, l’indice statunitense delle aziente tecnologiche. Il fondatore dell’azienda, l’ormai famosissimo Mark Zuckerberg, come da tradizione ha suonato la campanella che segna l’avvio e la fine delle contrattazioni fra ali di fotografi e plaudenti ammiratori. La prima collocazione del titolo è stata praticamente un record: 38 dollari per ogni azione.

Dopo i primi momenti di gioia finanziaria, tutto è tornato alla normalità e ad appena 24 ore dalla sua prima esperienza sui listini il titolo di Facebook è letteralmente crollato perdendo in sole 24 ore ben dodici punti percentuali. Il giovane numero uno e novello sposo Zuckerberg pare abbia abbandonato il sorriso e, cosa che forse non ci sarebbe aspettato da lui e dal suo staff, ha messo subito in evidenza come lui non fosse affatto favorevole allo sbarco della società al Nasdaq.

A suonare le campane a lutto (o forse a festa) per la pessima riuscita dell’ Ipo di Facebook hanno pensato anche molte altre voci, prima fra tutte quella dell’autorevole rivista finanziaria Forbes che, senza mezzi termini, ha definito il tutto come un clamoroso flop.

A determinare questo insuccesso, secondo la rivista, una serie di fattori concomitanti e tutti gravi. Si parte dal fatto che l’Ipo sia stata fatta troppo tardi, per arrivare proprio all’atteggiamento di Zuckerberg nei confronti degli investitori; presentarsi in felpa e con ore diritardo, fa notare l’autore dell’articolo, non è il modo migliore per ingraziarsi gli esperti del settore.

Nella sola prima ora di scambi sono stati ceduti duecento dei cinquecentosettanta milioni di titoli Facebook. E questo ha aperto una profonda riflessione sul reale valore della società. Forse era il caso di mettere la cravatta….

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