Draghi: l’euro non si tocca. E l’Ocse avverte: il superindice cala, specie in Italia
La moneta unica europea è una realtà che tale è destinata a rimanere, con buona pace di tutti coloro che vorrebbero il ritorno alla valuta del proprio stato.
A chiosare in questa maniera a margine dell’incontro organizzando ad Helsinky, in Finlandia, dalla Banca di Finlandia, e dall’Istituto Centrale Europeo per discutere i temi della crisi globale e delle sfide a cui espone gli stati mondiali, è stato niente meno cheil Governatore della banca d’Italia Mario Draghi. Non è possibile, ha sostenuto Draghi, fare marcia indietro e ritornare allo status quo anche perché sarebbe deleterio per le economie degli Stati dell’area euro.
Oltre alla necessità di mantenere l’euro, Draghi ha anche tenuto a ribadire l’assoluta indipendenza della Banca Centrale Europea. Quella di Helsinky è stata una riunione dura in cui anche l’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha voluto puntare l’attenzione di tutti sul fatto che il cosiddetto “superindice” sta calando in molte nazioni, Italia inclusa, e ha fatto registrare ad Aprile una crescita inferiore di un decimo di punto rispetto al mese precedente; questo, ha ribadito l’Ocse, è il segnale di un rallentamento che potrebbe aprire un nuovo capitolo della crisi economica mondiale, anche perché quello di Aprile non è un dato isolato, ma un dato che, per la nona volta, si presenta mese dopo mese sempre in diminuzione.
A livello europeo, e considerato sulla base annua, il superindice ha fatto registrare in Europa, mediamente, una crescita superiore agli undici punti, mentre in Italia lo stesso parametro di è fermato ad un incremento di nove punti percentuali.
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