Crisi greca: soffre l’export italiano

Lo spettro Grexit sembra archiviato, almeno per il momento, e il 13 luglio scorso è stato deciso da parte dell’UE di stanziare 86 miliardi di euro per la Grecia, di cui 25 destinati a ricapitalizzare nell’immediato gli istituti bancari ellenici. Ma questa soluzione non toglie ciò che c’è stato nei passati anni, le condizioni economiche che hanno messo il popolo greco per primo in ginocchio e poi tutti quei Paesi che godevano del rapporto di import/export con il paese.

Di tutti i partner commerciali che hanno risentito di questo tormentato periodo greco, l’Italia è sicuro uno di quelli che è uscito particolarmente danneggiato. Se nel 2007 il volume di scambio era registrato attorno agli 8 miliardi, nel 2014 quello che l’Italia guadagnava dal rapporto commerciale è passato da sei miliardi a 1,4. Nello specifico, prima della crisi, quindi nel 2008, l’export verso la Grecia totalizzava 8 miliardi di euro, mentre il volume di prodotti importati era pari a 2 miliardi: ecco che l’Italia era in positivo di ben 6 miliardi l’anno. Di questi, nel giro di sette anni, ne abbiamo persi 4,3. E non si conoscono ancora i dati ufficiali del primo semestre 2015, ma si ipotizza che il trend possa segnare ulteriori ribassi.

Non si dimentichi che dal 2009 a oggi il Pil greco ha subito un crollo del 25%, situazione che ha drasticamente ridotto il potere d’acquisto dei cittadini ellenici. Tra i beni che la Grecia importava (ma importa ancora seppur in quantità ridotte), al primo posto ci sono i generi alimentari e le bevande, seguiti dai prodotti di moda e dal settore chimico-farmaceutico. Le recenti analisi relative al 2015 rivelano che fin dai primi mesi dell’anno le esportazioni sono scese del 4,4%.

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