Crisi finita. Gli stipendi dei manager d’azienda riprendono a crescere

La crisi economica è ormai finita e l’economia riprende a volare. Forse non è vero per tutti i settori, ma di certo lo è per quello degli stipendi di Presidenti, Amministratori Delegati e Direttori Generali delle grandi aziende italiane. Secondo un’analisi pubblicata nei giorni scorsi dal sito del quotidiano di Confindustria Il Sole 24 Ore,  lo stipendio lordo percepito da oltre centocinquanta manager di rilievo delle aziende quotate a Piazza Affari ha superato il milione di euro.

E’ vero che, una volta applicate le tasse, questa somma viene più o meno dimezzata, ma di certo il guadagno fatto da questi dirigenti è decisamente notevole e in incremento rispetto a ciò che si poteva guadagnare fino a che la famigerata crisi economica era in atto e le aziende faticavano a sopravvivere.  Ma fra i centocinquanta ci sono anche dei super Paperon de Paperoni.  Alcuni di loro,  quarantaquattro secondo il quotidiano, hanno avuto una busta paga superiore ai due milioni di euro e altri ventiquattro hanno portato nei loro conti personali oltre tre milioni di euro.

Oltre ai tre dirigenti (o ex dirigenti) Pirelli di cui abbiamo già scritto qualche giorno fa, nella classifica degli uomini d’oro delle aziende italiane ci sono Luca Cordero di Montezemolo (stipendio 2009 pari a 5,09 milioni di euro), Antoine Bernheim di Generali (stipendio 2009 pari a 5,08 milioni di euro), Sergio Marchionne (4,78 milioni comprensivi di un bonus pari a 1,34 milioni di euro). Molto più bassi in classifica altri nomi illustri dell’industria italiana come Alessandro Profumo, Cesare Geronzi, Paolo Scaroni, Flavio Cattaneo e Pier Silvio Berlusconi. Il figlio del Presidente del consiglio, per il suo incarico in Mediaset ha percepito appena 1, 469 milioni di euro. In questo gruppo quasi una cenerentola.

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