Confcommercio fredda tutti: i consumi si riducono.
Ci ha pensato la Confcommercio a freddare gli entusiasmi di chi, sentendosi fuori dalla famigerata e ormai arcinota crisi economica, pensava già a riprendere lo status quo precedente al tracollo. È ufficiale che all’inizio del secondo trimestre dell’ anno in corso i consumi, che avevano ricominciato a salire all’inizio del 2010, hanno subito non solo una brusca battuta di arresto, ma sono stati oggetto di una notevole contrazione. Secondo le cifre comunicate ufficialmente da Confcommercio, la spesa dei consumatori italiani è diminuita di oltre un punto e mezzo percentuale (1,6%) nel mese di Aprile e il dato non muta, anzi peggiora leggermente se si considera il dato in maniera destagionalizzata (in questo caso si arriva ad una percentuale negativa dell’ 1,7%).
Ad essersi ridotti sono principalmente i quantitativi acquistati dalle famiglie italiane che, invece, hanno richiesto un numero leggermente più alto di Servizi.  Triste e preoccupante fenomeno tutto italiano? No. A vivere la stessa contrazione sono anche altre economie estere;  c’è da giurare che anche in questo la crisi economica greca e il clamore mediatico che ha suscitato abbiano avuto il loro peso nello spaventare le famiglie italiane. Se a ragione o a torto è ancora troppo presto per dirlo.
Secondo Confcommercio, a pesare maggiormente sul piatto negativo della bilancia di consumi italiani è stata la forte contrazione registrata nel campo della richiesta di autovetture. Eppure, come detto, fino al mese di Marzo il clima era decisamente positivo (i consumi erano aumentati di oltre il 4%) e, a riprova di ciò, la richiesta di servizi, in primis quelli ricreativi, ha fatto segnare un +1,8%.
Staremo a vedere se l’inversione di tendenza è solo momentanea o no. Intanto, visto che abbiamo prenotato…divertiamoci, ma con pranzo al sacco, il ristorante può attendere.
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