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	<title>Finanza Italiana &#187; Senza categoria</title>
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	<description>Notizie e commenti sul mondo dei mutui e delle assicurazioni</description>
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		<title>Asta Bot semestrali: tutti collocati</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:44:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Erano in tanti ad aspettare che oggi. finalmente, arrivasse una buona notizia dal settore finanziario, la quale, forse, ora che è giunta tanto buona non è. L&#8217;asta dei Bot semestrali, che prevedeva un&#8217;offerta complessiva di ben otto miliardi di euro, è stata un vero e proprio successo e tutti i titoli di stato sono stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Erano in tanti ad aspettare che oggi. finalmente, arrivasse una <strong>buona notizia</strong> dal settore finanziario, la quale, forse, ora che è giunta tanto buona non è. L&#8217;asta dei <strong>Bot semestrali</strong>, che prevedeva un&#8217;offerta complessiva di ben otto miliardi di euro, è stata un vero e proprio <strong>successo</strong> e tutti i titoli di stato sono stati collocati in tempi piuttosto brevi. Il ministero del Tesoro è stato in grado di convincere ancora una volta gli investitori italiani e stranieri, riuscendo a ottenere in tutto <strong>undici miliardi di euro</strong> dalla collocazione dei titoli messi in asta.</p>
<p>Va comunque evidenziato che nell&#8217;asta che si era svolta lo scorso 28 dicembre, il rendimento dei <strong>Buoni Ordinari del Tesoro</strong> a sei mesi allora passati di mano, era stato pari al 3,25%; in questo caso <strong>il rendimento è diminuito</strong> attestandosi comunque su un buon 1,96%. In tanti fanno notare che questo è il <strong>livello più basso</strong> mai raggiunto dallo scorso giugno quando il rendimento dei Bot oggetto di quell&#8217;asta garantirono un rendimento del 1,98%.</p>
<p>Quanto ai buoni ordinari del tosoro annuali, il loro rendimento è stato olto superiore al 2% e l&#8217;asta si è conclusa con una rivalutazione di questo tipo di titoli pari al 2,214%.  Gli <strong>undici miliardi dell&#8217;offerta</strong> erano composti per la maggior parte dai titoli semestrali (otto miliardi il loro valore) e per la minore da quelli a dodici mesi (tre miliardi).</p>
<p>Le richieste formulate in fase di asta sono state equivalenti a 10,679 miliardi di euro realtivamente ai titoli semestrali e a 5,462 miliardi di euro per i Bot annuali.</p>
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		<title>Anche Twitter si piega alle leggi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:53:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da diversi anni si discute sul fatto che la libertà di azione  e di pensiero che garantisce Internet possa o debba in qualche modo essere controllata. Senza dubbio in alcuni casi il Web si è dimostrato un&#8217;arma efficacissima per diffondere voci e pensieri di chi viveva in stati assoggettati ad un regime totalitario o repressivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da diversi anni si discute sul fatto che la libertà di azione  e di pensiero che garantisce Internet possa o debba in qualche modo essere <strong>controllata</strong>. Senza dubbio in alcuni casi il Web si è dimostrato un&#8217;arma efficacissima per diffondere voci e pensieri di chi viveva in stati assoggettati ad un regime totalitario o repressivo e le rivolte avvenute negli scorsi mesi in <strong>Egitto</strong> sono solo uno dei tanti esempi che si potrebbero fare.</p>
<p>Ma cosa accade se si &#8220;esagera&#8221; e se attraverso il web viene leso il diritto di altri? Se la loro privacy viene <strong>violata rendendola pubblica</strong>? Anche da un punto di vista legale questo fenomeno sta causando <strong>sempre più problemi</strong> e qualche tempo fa Immobilaire.it e la Polizia Postale e delle Comunicazioni diffusero dati interessanti su quante fossero le molestie che avvenivano in questo modo; c&#8217;è chi, ad esempio, pubblica i dati personali dell&#8217;ex coniuge e un annuncio, chiaramente finto, della vendita della sua casa.</p>
<p>E&#8217; di questi giorni la notizia che anche il Social Network più di moda in questo momento, <strong>Twitter</strong>, ha deciso di collaborare con le forze dell&#8217;ordine e di imporre una sorta di censura (parola che se scritta sul web provoca un&#8217;immediata levata di scudi) e applicare una moderazione forzata ai tweet che verranno pubblicati, soprattutto in alcuni stati.</p>
<p>Non deve sorprendere in realtà che Twitter sia costretta a seguire questo metodo dato che, <strong>come tutte le multinazionali</strong> del mondo, ha necessità, per continuare a crescee e ad entrare in alcuni mercati, di adattarsi alle regole di qeugli stati, anche se sono molto più restrittive di quelle che il popolo del cinguettio vorrebbe.</p>
<p>Insomma, con buona pace degli uccellini azzurri che popolano le pagine virtuali del sitoe che hanno già annunciato uno <strong>sciopero virtuale</strong> per il 28 Gennaio, anche per Twitter&#8230;business is business.</p>
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		<title>Inflazione annuale al 2,8%. Valore massimo dal 2008</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 09:15:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rispetto al mese di Novembre, il Dicembre 2011 ha fatto segnare un aumento dei prezzi registrati relativamente ai beni di conumo stabili superiore al 3% (3,3%). Secondo le rilevazioni periodiche compiute dall&#8217;ISTAT, ad incidere negativamente sull&#8217;inflazione è stato in principal modo il pesante rincaro subito dai prezzi dei carburanti che ha fatto impennare il tasso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rispetto al mese di Novembre, il Dicembre 2011 ha fatto segnare un <strong>aumento dei prezzi</strong> registrati relativamente ai beni di conumo stabili <strong>superiore al 3%</strong> (3,3%). Secondo le rilevazioni periodiche compiute dall&#8217;<strong>ISTAT</strong>, ad incidere negativamente sull&#8217;inflazione è stato in principal modo il pesante rincaro subito dai <strong>prezzi dei carburanti</strong> che ha fatto impennare il <strong>tasso annuo al 2,8%</strong>; vale a dire il valore <strong>peggiore dal 2008</strong> ad oggi.</p>
<p>Se è pur vero che si tratta solo delle prime stime elaborate dall&#8217;Istituto di Statistica nazionale, va comunque evidenziato come sebbene anche il dato di Dicembre sia identico a quello di Novembre, è su base annua che si evidenzia la sofferenza dell&#8217;economia italiana e, soprattutto, la difficoltà crescente per chi ogni giorno deve fare la spesa.</p>
<p>L&#8217;<strong>indice dei prezzi</strong> ha registrato un aumento pari allo 0,4% rispetto al mese precedente e non è affatto un eccesso parlare di netta accellerazione del tasso di inflazione il quale, nel 2010, era stato pari all&#8217; 1,5%.</p>
<p>Come detto ad incidere in maniera fortemente peggiorativa sui dati è stato l&#8217;aumento del costo dei carburanti e se è vero che <strong>la benzina</strong> ha fatto registrare a dicembre un aumento più contenuto rispetto ai valori mensili precedenti (+1,9%), l&#8217;incremento su base annua arriva a un +15,8%. Ancora <strong>peggio per il gasolio</strong> che ha visto crescere il suo costo di vendita al consumo del <strong>21,1% su base mensile</strong> e addirittura del 24,3% se calcolato su una base annuale.</p>
<p>Ovviamente sul piede di guerra tutte le principali associazioni dei consumatori che chiedono a gran voce sia un intervento del Governo al fine di arrivare al taglio delle <strong>accise sui carburanti</strong>, sia il blocco dei costi del petrolio da parte delle compagnie petrolifere.</p>
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		<title>Cambio di poltrone nella Silicon Valley</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 08:39:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ormai è ufficiale, Yahoo! ha un nuovo CEO, e non si tratta certamente diuno sconosciuto. Ad essere nominato nuovo Amministratore Delegato dell&#8217;eterna rivale del colosso Google è Scott Thompson, il quale arriva direttamente dalle fila di PayPal, una delle maggiori sorprese e realtà ormai affermate della Silicon Valley. In PayPal Thompson ricopriva il ruolo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai è ufficiale, Yahoo! ha un nuovo CEO, e non si tratta certamente diuno sconosciuto. Ad essere nominato nuovo Amministratore Delegato dell&#8217;eterna rivale del colosso Google è <strong>Scott Thompson</strong>, il quale arriva direttamente dalle fila di <strong>PayPal</strong>, una delle maggiori sorprese e realtà ormai affermate della Silicon Valley. In PayPal Thompson ricopriva il ruolo di Presidente, fin dallo scorso 2008, e prima di allora era stato Vice presidente e responsabile dell&#8217;importante compartimento IT.</p>
<p>Non è una grande sorpresa il passaggio di un manager del calibro di Thompson dalle fila del gruppo eBay a quelle dell&#8217;azienda di Sunnyvale. Già nello scorso Maggio, infatti, i due colossi (entrambi, pare, in difficoltà notevoli visti anche i continui ridimensionamenti dell&#8217;ormai forse <em>ex gigante</em> delle aste online, mai realmente ripresosi dall&#8217;abbandono di <strong>Meg Whitman</strong> e dall&#8217;incauto acquisto di <strong>Skype</strong>, oggi passata a <strong>Microsoft</strong>) avevano sottoscritto un accordo per cercare di arginare la concorrenza di Google.</p>
<p>Yahoo! Offriva ad eBay il suo sistema di advertising online e eBay offriva ciò che di più appetibile è rimasto nel piatto dell&#8217;azienda; perlappunto l&#8217;accesso a PayPal per gli oltre quattrocentomila utenti del motore di ricerca.</p>
<p>Quella di Yahoo! è una crisi che si trascina da moltissimo tempo e che a Settembre scorso ha portato al licenziamento senza troppi preamboli dell&#8217;ex CEO <strong>Carol Bartz</strong> la quale, in oltre due anni di guida, non era riuscita a invertire la china di discesa in cui si trovava Yahoo!</p>
<p>Il ruolo assegnato oggi a Thompson era stato detenuto ad interim da Tim Morse il quale, dopo aver condotto l&#8217;azienda per oltre otto mesi torna al suo incarico di CFO.</p>
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		<title>Un italiano su cinque riuncia all&#8217;auto</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 12:46:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;automobile sembra essere diventata un lusso o, quantomeno, un bene da poter razionalizzare se non eliminare. Questa è una delle evidenze emerse dallo studio del comparatore Facile.it che, analizzando olte 500.000 preventivi di rinnovo giunti al sito nell&#8217;ultimo mese ha potuto stabilire come a cambiare classe di merito in maniera peggiorativa, per avere cioè causato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;automobile sembra essere diventata un<strong> lusso</strong> o, quantomeno, un bene da poter razionalizzare se non <strong>eliminare</strong>. Questa è una delle evidenze emerse dallo studio del comparatore <strong>Facile.it</strong> che, analizzando olte 500.000 preventivi di rinnovo giunti al sito nell&#8217;ultimo mese ha potuto stabilire come a cambiare <strong>classe di merito</strong> in maniera peggiorativa, per avere cioè causato un incidente con colpa nell&#8217;ultimo anno, saranno appena più di <strong>un milione e quattrocento mila automobilisti</strong>.</p>
<p>Il dato, per quanto possa apparire alto, è in realtà <strong>molto inferiore</strong> a quello dello scorso anno quando a vedere peggiorare la propria classe di merito erano stati oltre due milioni di italiani. A frenare il peggioramento della classe bonus malus hanno contribuito non solo una <strong>maggiore disciplina al volante</strong>, ma anche e soprattutto il fatto che in tanti hanno scelto di <strong>guidare meno</strong> (esponendosi quindi a un rischio inferiore) e quasi il 20% degli automobilisti ha scelto, per ragioni economiche di <strong>rinunciare alle quattro ruote</strong>.</p>
<p>In realtà il tutto <strong>appare eccessivo</strong> e se è corretto ed auspicabile il fatto che le spese più importanti nel menage di una famiglia, come appunto quelle legate all&#8217;auto, siano <strong>razionalizzate</strong>, rinunciare in toto al mezzio di locomozione, tranne in alcuni casi, è troppo.</p>
<p>Gli italiani, però, <strong>stanno imparando a scegliere</strong> e in questo senso va interpretato la crescita di strumenti di comprazione di assicurazioni, prestiti, mutui, viaggi, conti correnti e chi più ne ha più ne metta. Il consumatore sta diventando nuovamente protagonista del suo destino economico; quantomeno di quello quotidiano, e questo è un bene.</p>
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		<title>Le tredicesime valgono meno dell&#8217;anno scorso</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 09:19:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel confronto con l’anno scorso si evidenzia una grave perdita del potere d’acquisto delle tredicesime, come viene comunicato dall’Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre, il segretario della stessa comunica che l’effettivo importo delle tredicesime sarà meno pesante in confronto a quello percepito l’anno passato, le diminuzioni sono di dieci euro per gli operai, dodici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel confronto con l’anno scorso si evidenzia una grave perdita del potere d’acquisto delle tredicesime, come viene comunicato dall’Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre, il segretario della stessa comunica che l’effettivo importo delle tredicesime sarà meno pesante in confronto a quello percepito l’anno passato, le diminuzioni sono di dieci euro per gli operai, dodici per gli impiegati e venticinque per i dirigenti; la motivazione di queste diminuzioni è data  dal fatto che gli incrementi dovuti ai contratti sono aumentati meno del dato dell’aumento dell’inflazione. Stando ai risultati comunicati dall’Associazione Artigiani e Piccole Imprese un operai con specializzazione, che ha un reddito lordo annuale di poco superiore a ventimila euro, nell’anno in corso avrà una tredicesima di 1197 euro al netto, che significa ventuno in più rispetto a quella conseguita lo scorso anno, ma, tenendo in considerazione l’incremento dell’inflazione, che registra un più 2.6 per cento, e degli incrementi contrattuali, che hanno registrato un più 1,8 per cento, l’effettiva tredicesima avrà un valore diminuito di una decina di euro. Non si presenta per nulla migliore la situazione degli impiegati, considerando ad esempio la posizione di un dipendente con uno stipendio all’anno di poco inferiore ai 24700 euro, percepirà quest’anno una tredicesima del valore di 1361 euro al netto, ed anche in questo caso nominalmente sono 23 in più nel confronto con l’anno passato; ma prendendo in considerazione anche gli altri elementi, sempre l’andamento del dato dell’inflazione e degli incrementi previsti dai contratti nell’anno in corso, si vede come effettivamente la tredicesima abbia, per un impiegato dipendente, un valore minore di dodici euro in confronto all’anno prima.</p>
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		<title>Bankitalia: tre disoccupati su quattro non trovano lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 10:56:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I dati comunicati da Bankitalia nella ricerca diffusa in questi giorni sono tutt&#8217;altro che rassicuranti, ma purtroppo non fanno che fornire una immagine piuttosto nitida della situazione del mercato del lavoro in Italia oggi. Partendo dai numeri, secondo l&#8217;analisi dell&#8217;Istituto Bancario più importante del nostro Paese, su quattro persone in cerca di un lavoro, ben [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I dati comunicati da <strong>Bankitalia</strong> nella ricerca diffusa in questi giorni sono tutt&#8217;altro che rassicuranti, ma purtroppo non fanno che fornire una immagine piuttosto nitida della situazione del <strong>mercato del lavoro</strong> in Italia oggi. Partendo dai numeri, secondo l&#8217;analisi dell&#8217;Istituto Bancario più importante del nostro Paese, su quattro persone in cerca di un lavoro, ben <strong>a tre non è sufficiente un anno per trovarlo</strong>. E si sta parlando solo di coloro che ancora non hanno perso le speranze e non fanno parte del sempre più numeroso esercito dei disoccupati che, delusi dalle molte porte in faccia ricevute negli ultimi mesi o anni, ormai dichiarano apertamente di <strong>non avere più nemmeno la voglia di cercare</strong> una nuova occpuazione.</p>
<p>Tornando all&#8217;analisi dell&#8217; Istituto di via Nazionale, può non destare troppa sorpresa lo scoprire che <strong>a soffire meno</strong> questa situazione sono le persone che vivono nelle regioni del <strong>Nord Est</strong> (qui arrivano alla firma di un nuovo contratto di assunzione entro dodici mesi dalla chiusura del precedente rapporto lavorativo quasi <strong>il 40%</strong> delle persone inoccupate), mentre quelle più svantaggiate, ancora una volta, sono le persone che risiedono nel <strong>Meridione</strong> (solo il <strong>21,3%</strong> di chi è alla ricerca di un nuovo posto di lavoro riuscirà a trovarlo in un arco temporale inferiore all&#8217;anno); lascia invece alquanto perplessi verificare come la difficoltà a reinserirsi nel mondo del lavoro sia <strong>notevolmente peggiorata</strong> in soli 36 mesi. Se, come anticipato, oggi solo il 26,7% dei disoccupati riesce a trovare un altro lavoro entro un anno, nel 2008 questa percentuale era superiore al 33%.</p>
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		<title>L&#8217;economia tra il giorno crollo ed il G20</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 11:29:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non si può certo dire che la macro economia stia aiutando i mercati, ieri è stato segnato un crollo davvero terribile e pesantissimo ed oggi, mentre si sta aspettando il vertice del G20 che si terrà in Costa Azzurra domani, a Cannes, vengono resi noti i dati sullo stato della disoccupazione tedesca e sulle produzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si può certo dire che la macro economia stia aiutando i mercati, ieri è stato segnato un crollo davvero terribile e pesantissimo ed oggi, mentre si sta aspettando il vertice del G20 che si terrà in Costa Azzurra domani, a Cannes, vengono resi noti i dati sullo stato della disoccupazione tedesca e sulle produzione nella zone euro che danno una nuova e pensante incognita alla già difficile situazione della ripresa. Molto male la situazione nel nostro Paese dove si è visto che l’indice che si basa sui dati previsti dai responsabili degli acquisti delle aziende, il cosiddetto pmi manifatturiero è sceso di ben cinque punti percentuali, passando dal 48,3 al 43,3 per cento, con una situazione di gran lunga peggiore rispetto ai dati previsti che erano del 47,2 per cento; la traduzione di questo dato è che i dirigenti che si occupano di acquisti nelle aziende hanno paura che il loro comparto subisca un ulteriore pesante rallentamento.</p>
<p>Questa pesante sensazione negativa trova conferma anche nel livello di disoccupazione destagionalizzato che aumenta infatti , in Germania, fino al sette per cento, il dato registrato nel mese precedente era di 6,9 per cento; anche in questo caso il risultato ottenuto appare tristemente superiore alle previsioni degli analisti del settore, che avevano pensato ad un risultato che si fermasse al dato registrato a settembre; il che si traduce con un incremento di dieci mila tedeschi senza lavoro, mentre gli analisti avevano preventivato che i disoccupati tedeschi sarebbero stati circa dieci mila in meno.</p>
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		<title>Perde venti punti l&#8217;erogato medio dei mutui</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 10:16:30 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua a peggiorare la situazione per gli italiani che hanno intenzione di <strong>chiedere un mutuo</strong>. La crisi economica, ma anche l&#8217;incertezza che da mesi regna nei mercati finanziari internazionali e la continua altalena dello <strong>spread</strong> che rapporta il valore dei buoni del tesoro italiani agli omologhi prodotti tedeschi, ha causato un&#8217;ulteriore stretta al cordone della borsa degli istituti di credito che, <strong>da aprile a settembre </strong>scorsi, secondo quanto riportato dal comparatore di mutui, <strong>Mutui.it</strong>, si è tradotto in una diminuzione quasi del venti per cento nel valore medio dei mutui concessi nel nostro Paese.</p>
<p>Secondo la nota diffusa dal comparatore, nel periodo preso in esame gli istituti di credito sono passati dal concedere in media <strong>140.000€</strong> a concederne a fatica <strong>110.000€</strong>. Ancora peggiore la diminuzione registrata sul fronte dei finanziamenti per l&#8217;<strong>acquisto della prima casa</strong> in cui si è arrivati a segnare un meno ventiquattro per cento per quanto riguarda l&#8217;importo medio concesso e, relativamente al <em>loan to value</em>, si è passati dal sessantotto per cento al cinquanta per cento.</p>
<p><strong>Contrariamente a quanto imporrebbe</strong> un&#8217;analisi non solo della situazione attuale del mercato, ma anche dello storico avvenuto attorno al mondo dei mutui negli anni passati, gli ultimi sei mesi si sono caratterizzati anche per una vera e propria <strong>corsa al finanziamento a tasso fisso</strong> che è salito nelle preferenze degli italiani che hanno chiesto un mutuo di quasi dieci punti percentuali; esattamente gli stessi p<strong>ersi dal tasso variabile</strong> che, reo di essere percepito come più costoso, ha perso fra puro e con Cap quasi nove punti.</p>
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		<title>Inflazione ad agosto: crescono i prodotti della spesa quotidiana</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 12:24:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prosegue in maniera sempre molto il cammino verso l’alto dell’inflazione, ma i livelli raggiunti dai prezzi degli acquisti della spesa di tutti i giorni hanno toccato dei punti che non venivano raggiunti da anni. Stando ai dati comunicati dall’Istituto Nazionale di Statistica l’indice dei prezzi al consumo a livello dell’intero Paese, nel quale sono compresi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue in maniera sempre molto il cammino verso l’alto dell’inflazione, ma i livelli raggiunti dai prezzi degli acquisti della spesa di tutti i giorni hanno toccato dei punti che non venivano raggiunti da anni. Stando ai dati comunicati dall’Istituto Nazionale di Statistica l’indice dei prezzi al consumo a livello dell’intero Paese, nel quale sono compresi anche i costi dei tabacchi, ha segnato un incremento dello 0,3 per cento in confronto al mese prima e del 2,8 sull’anno precedente. Questo rappresenta il punto massimo mai toccato dal mese di ottobre di tre anni fa. Il dato maggiormente preoccupante è che la corsa ai prezzi coinvolge soprattutto i beni che vengono comprati con più frequenza dalle famiglie italiane, per questi prodotti l’incremento è stato del più 3,6 per cento nel mese di agosto, ovvero un aumento di un punto percentuale in confronto alla media generale, e nello specifico tra i prodotti maggiormente venduti si può considerare moderata la crescita di alimentari e bevande, mentre consistente è l’incremento di giornali e tabacchi e davvero fortissimo quello del carburante.</p>
<p>I luoghi dove questi aumenti sono stati maggiori sono Aosta che registra un più 4,2 per cento e Bari che cresce del più 3,6 per cento, dal lato opposto della classifica troviamo invece Palermo ed Ancona dove gli aumenti si sono fermati al più 2,2 per cento.</p>
<p>Sempre secondo i risultati comunicati dall’Istat appaiono in calo i costi dei prodotti alimentari non lavorati, la motivazione principale di questo calo è dato dalla diminuzione della frutta fresca, il meno 2,9 per cento e delle verdure, meno 2,5 per cento.</p>
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