<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Finanza Italiana &#187; Mercato e associazioni</title>
	<atom:link href="http://www.finanzaitaliana.it/category/mercato-e-associazioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.finanzaitaliana.it</link>
	<description>Notizie e commenti sul mondo dei mutui e delle assicurazioni</description>
	<lastBuildDate>Fri, 30 Jul 2010 12:10:17 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Sale l&#8217;inflazione, ma gli stipendi crescono di più.</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/sale-linflazione-ma-gli-stipendi-crescono-di-piu/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/sale-linflazione-ma-gli-stipendi-crescono-di-piu/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 09:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercato e associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[crescita inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[crescita stipendi]]></category>
		<category><![CDATA[forze del'ordine]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[istituto superiore di statistica]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[ministeri]]></category>
		<category><![CDATA[peroli]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[servizio sanitario locale]]></category>
		<category><![CDATA[stipendi]]></category>
		<category><![CDATA[stpendi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=358</guid>
		<description><![CDATA[Innegabilmente è una buona notizia. Secondo le ultime rilevazioni pubblicate dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), nello scorso mese di Giugno 2010, gli stipendi degli italiani (calcolati come retribuzione oraria contrattuale) sono cresciuti del 2,5% se confrontati a quelli del giugno di un anno fa. L’incremento delle retribuzioni è stato maggiore di quello dell’inflazione che è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Innegabilmente è una buona notizia. Secondo le ultime rilevazioni pubblicate dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), nello scorso mese di Giugno 2010, gli stipendi degli italiani (calcolati come retribuzione oraria contrattuale) sono cresciuti del 2,5% se confrontati a quelli del giugno di un anno fa. L’incremento delle retribuzioni è stato maggiore di quello dell’inflazione che è salita di circa la metà rispetto agli stipendi.</p>
<p>L’incremento, in quel caso, è stato dell’ 1,3%. Secondo i dati Istat,  la crescita, sia pur veramente minima,  c’è stata anche se si mettono a confronto i dati di giugno 2009 con quelli di maggio 2009. Incremento, dice l’Istituto Nazionale di Statistica, pari allo 0,1%.</p>
<p>Tutto il primo semestre del 2010, sottolinea ancora l’Istat, è segnato da un incremento positivo delle retribuzioni orarie italiane. Nei primi sei mesi dell’anno, infatti, sono cresciute del 2,3% rispetto ai valori registrati nella prima metà dell’anno 2009.</p>
<p>Se la media dei rialzi, come detto, si è attestata sul 2,5%, alcuni settori possono sorridere di più. Fra quelli analizzati dall’Istat, l’incremento maggiore lo ha fatto registrare quello delle telecomunicazioni (cresciuto del 4,5%), seguito a ruota da quello dell’energia e dei petroli (incremento registrato, in questo caso, pari al 4,4%), e da quello del Servizio Sanitario Locale, cresciuto del 4% come il comparto, chiaramente legato, delle Regioni e Autonomie locali.</p>
<p>Ultimi, nella scala degli incrementi salariali orari, i settori delle Forze dell’Ordine, della Scuola, dei Militari impegnati nella difesa e dei Ministeri. Per tutti loro si è registrato solo un +0,3%.</p>
<p>Nonostante queste buone notizie Istat tiene a frenare gli eccessivi entusiasmi. La crescita, anche se continuerà, sarà più lenta e se non interverranno altri fattori ora non prevedibili si concluderà con un incremento di 1,4% a dicembre.</p>
<p>Il valore annuo, in ogni caso, sarà di un incremento del 2,1%. Comunque ancora una  buona notizia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/sale-linflazione-ma-gli-stipendi-crescono-di-piu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Fiat L0 non sarà prodotta a Mirafiori</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/la-fiat-l0-non-sara-prodotta-a-mirafiori/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/la-fiat-l0-non-sara-prodotta-a-mirafiori/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 09:50:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Automobili]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato e associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[fiat]]></category>
		<category><![CDATA[fiat idea]]></category>
		<category><![CDATA[fiat multipla]]></category>
		<category><![CDATA[fiom]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Cremaschi]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo fiat]]></category>
		<category><![CDATA[L0]]></category>
		<category><![CDATA[lingotto]]></category>
		<category><![CDATA[metalmeccanici]]></category>
		<category><![CDATA[Mirafiori]]></category>
		<category><![CDATA[multipla]]></category>
		<category><![CDATA[musa]]></category>
		<category><![CDATA[panda]]></category>
		<category><![CDATA[pomigliano]]></category>
		<category><![CDATA[pomigliano d'arco]]></category>
		<category><![CDATA[serbia]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Marchionne]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato]]></category>
		<category><![CDATA[trattative sindacali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=350</guid>
		<description><![CDATA[Non si era ancora spenta l’eco dell’entusiasmo suscitato dalla notizia del rientro in Italia della produzione della Fiat Panda (che verrà realizzata nell’ormai famosissimo stabilimento di Pomigliano d’Arco), che la FIAT spariglia ancora una volta le carte e annuncia il trasferimento nei suoi stabilimenti serbi di una parte consistente dei fondi precedentemente destinati, secondo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si era ancora spenta l’eco dell’entusiasmo suscitato dalla notizia del rientro in Italia della produzione della Fiat Panda (che verrà realizzata nell’ormai famosissimo stabilimento di Pomigliano d’Arco), che la FIAT spariglia ancora una volta le carte e annuncia il trasferimento nei suoi stabilimenti serbi di una parte consistente dei fondi precedentemente destinati, secondo il Piano reso noto dall’Amministratore Delegato Sergio Marchionne, a Mirafiori. Sono bastati pochi istanti perché la notizia suscitasse un vero e proprio vespaio e fra i primi ad insorgere, come era prevedibile, c’è stata la Fiom, quella stessa Federazione dei metalmeccanici  che, unica fra i grandi sindacati italiani, non aveva controfirmato la proposta del Gruppo del Lingotto per la sede produttiva di Pomigliano d’Arco.</p>
<p>Giorgio Cremaschi, uno dei volti più noti della Fiom, nel suo giudizio su questa faccenda  è stato tanto lapidario quanto esplicito. “Sergio Marchionne”, ha detto, “ vuole chiudere lo stabilimento di Mirafiori e, in prospettiva, azzerare la sua produzione nel nostro Paese”.  I vertici del Lingotto, probabilmente innervositi dalle estenuanti trattative di Pomigliano, da parte loro si sono lasciati andare a dichiarazioni certamente poco rassicuranti per i lavoratori di Mirafiori. Hanno esplicitamente parlato di “ingovernabilità” degli stabilimenti del nostro Paese e questo è uno dei principali motivi per cui la produzione del modello L0, destinato a mandare in pensione gli attualmente circolanti Fiat Multipla, Fiat Musa e Fiat Idea.</p>
<p>Sergio Marchionne ha cercato di buttare acqua sul fuoco ribadendo l’impegno del Gruppo Fiat per Mirafiori (anche se la mossa serba ha portato via ben  trecento cinquanta milioni di euro prima destinati allo stabilimento piemontese), ma diverse parti politiche chiedono chiarimenti urgenti sulla faccenda e la riapertura di tavoli di Governo e trattative.</p>
<p>Pare che questa estate 2010 continueremo a parlare, e molto, di FIAT.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/la-fiat-l0-non-sara-prodotta-a-mirafiori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Prestiti facili per le famiglie, impossibili per le aziende</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/prestiti-facili-per-le-famiglie-impossibili-per-le-aziende/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/prestiti-facili-per-le-famiglie-impossibili-per-le-aziende/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 09:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato e associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[banca d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[bankitalia]]></category>
		<category><![CDATA[diminuzione prestito alle imprese]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti alle famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti alle imprese]]></category>
		<category><![CDATA[prestito alle imprese]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=340</guid>
		<description><![CDATA[Per le famiglie italiane ottenere un prestito è diventato, numeri alla mano, molto più semplice. Il controcanto a questa nota positiva, però, è che è diventato più difficile ottenere finanziamenti per le imprese. A tracciare il quadro di questa situazione economica è stata la Banca d’Italia secondo cui l’andamento creditizio nelle venti Regioni Italiane parla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per le famiglie italiane ottenere un prestito è diventato, numeri alla mano, molto più semplice. Il controcanto a questa nota positiva, però, è che è diventato più difficile ottenere finanziamenti per le imprese. A tracciare il quadro di questa situazione economica è stata la Banca d’Italia secondo cui l’andamento creditizio nelle venti Regioni Italiane parla innegabilmente e inequivocabilmente di una situazione tutt’altro che stabilizzata e ancora piuttosto incerta.</p>
<p>Se si confrontano i dati dei prestiti fatti alle imprese nel Marzo 2010 con quelli fatti nello stesso periodo dell’anno precedente, si registra un calo superiore al 3% (3,3%) il che racconta un arresto negli investimenti.  Come dicevamo, invece, sono cresciuti (e tanto, si parla del 4,2% su base annua) le concessioni di credito alle famiglie italiane.</p>
<p>Ad aver richiesto (ed ottenuto) il maggior numero di prestito sono le famiglie consumatrici del meridione (in tesa a tutte quelle calabresi, molisane e pugliesi), mentre sembrano essere riusciti a contare solo sulle proprie forze, o quasi, i nuclei familiari di Lombardia, Emilia e Veneto.  Bankitalia ha semplicemente pubblicato dei numeri senza addentrarsi in interpretazioni degli stessi, ma non sono comunque mancati i commenti da altre voci.</p>
<p>Non ci vuole certo un grande interprete dei numeri per capire che la maggior richiesta di prestiti al Sud racconta una grave (o comunque più gravi rispetto al Nord) situazione di bisogno. Bisogno che al Nord è invece stato principalmente delle imprese. In tutte le Regioni settentrionali, dalla Lombardia al Piemonte, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia e all’Emilia, i prestiti concessi alle aziende sono diminuiti di circa il 4% . Peggiore solo la situazione delle aziende laziali che hanno visto diminuire i prestiti concessi loro del 6,6%.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/prestiti-facili-per-le-famiglie-impossibili-per-le-aziende/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fitch punisce FIAT con un rating negativo</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/fitch-punisce-fiat-con-un-rating-negativo/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/fitch-punisce-fiat-con-un-rating-negativo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 08:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Automobili]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Banche e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato e associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[daimler]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuel Bulle]]></category>
		<category><![CDATA[fiat]]></category>
		<category><![CDATA[fitch]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo fiat]]></category>
		<category><![CDATA[lingotto]]></category>
		<category><![CDATA[peugeot]]></category>
		<category><![CDATA[rating]]></category>
		<category><![CDATA[renault]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Marchionne]]></category>
		<category><![CDATA[Volkswagen]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=345</guid>
		<description><![CDATA[Sembra non ci sia pace per il Gruppo Fiat, quando sembrava essersi presa una bella rivincita con il rientro della produzione della Panda a Pomigliano d’Arco (ne abbiamo parlato anche su Finanza Italiana lo scorso 12 luglio) ecco che un’altra notizia negativa oscura il cielo del Lingotto. Fitch, uno dei nomi più autorevoli nel mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra non ci sia pace per il Gruppo Fiat, quando sembrava essersi presa una bella rivincita con il rientro della produzione della Panda a Pomigliano d’Arco (ne abbiamo parlato anche su Finanza Italiana lo scorso 12 luglio) ecco che un’altra notizia negativa oscura il cielo del Lingotto. Fitch, uno dei nomi più autorevoli nel mondo delle agenzie di rating internazionale, ha ri-analizzato i dati dei primi cinque players mondiali del mercato auto motive e ha condannato ancora una volta il Gruppo guidato da Sergio Marchionne a un giudizio negativo. L’outlook del Gruppo Fiat resta, per Fitch, negativo. Nel lungo periodo i rating della casa del Lingotto vengono confermati come BB+, mentre nel breve sono stati classificati come B.</p>
<p>FIAT è l’unica delle cinque big a non aver registrato un miglioramento;  la tedesca Volkswagen e le francesi Renault e Peugeot sono riuscite se non altro a muoversi dal rating di ‘negativo’ a quello di ‘stabile’, mentre probabilmente staranno festeggiando in casa  Daimler; per loro si è passati da un giudizio di rating negativo a quello diametralmente opposto.</p>
<p>Emmanuel Bulle, Senior Director in Fitch con incarico sui grandi gruppi europei, ha messo in evidenza come il sostanziale miglioramento dei rating comunicati (ma non ditelo a Marchionne e ai suoi, sia il riflesso di una situazione finanziaria che, per i produttori del Vecchio Continente, continua ad evolvere verso scenari più positivi e tranquillizzanti. Le vendite globali sembra si stiano riprendendo ad un ritmo più rapido rispetto a quello ipotizzato e anche questo ha contribuito a far rivedere a Fitch le sue aspettative per i redditi chiave dei prossimi ventiquattro mesi.</p>
<p>Sul giudizio riguardo a FIAT ha pesato molto la decisione di scorporo di alcuni rami d’azienda (macchine per costruzioni, camion e macchine agricole) e questo, secondo Fitch, crea instabilità finanziaria nel Gruppo (a cui sono comunque stati riconosciuti dei buoni risultati nel margine operativo 2009 e nella sua migliorata flessibilità finanziaria).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/fitch-punisce-fiat-con-un-rating-negativo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bird&#8217;s Eye Iglo compra Findus</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/birds-eye-iglo-compra-findus/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/birds-eye-iglo-compra-findus/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 08:40:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato e associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Bird's Eye Iglo]]></category>
		<category><![CDATA[capitan findus]]></category>
		<category><![CDATA[Cisterna di Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Findus]]></category>
		<category><![CDATA[James Hill]]></category>
		<category><![CDATA[Quatro Salti in Padella]]></category>
		<category><![CDATA[Sofficini]]></category>
		<category><![CDATA[surgelati]]></category>
		<category><![CDATA[That's Amore]]></category>
		<category><![CDATA[unilever]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=342</guid>
		<description><![CDATA[Fra qualche giorno il Capitano più famoso della pubblicità navigherà su altre rotte. La multinazionale Unilever ha infatti annunciato di aver concluso la vendita di Findus al Gruppo Britannico Bird&#8217;s Eye Iglo. Va detto a onor del vero che il tanto amato Capitan Findus ha comunque venduto cara la pelle e perché il marchio passasse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fra qualche giorno il Capitano più famoso della pubblicità navigherà su altre rotte. La multinazionale Unilever ha infatti annunciato di aver concluso la vendita di Findus al Gruppo Britannico Bird&#8217;s Eye Iglo. Va detto a onor del vero che il tanto amato Capitan Findus ha comunque venduto cara la pelle e perché il marchio passasse sotto l’ombrello dei prodotti surgelati Bird&#8217;s Eye Iglo, il Gruppo ha pagato ad Unilever la cifra non trascurabile di ottocento cinque milioni di euro.</p>
<p>Fino al cambio di proprietà, Findus, controllata italiana di Unilever, era uno dei marchi più importanti del mercato dei cibi surgelati e nulla lascia comunque pensare che il Gruppo Bird&#8217;s Eye Iglo che l’ha acquistata per una cifra così alta voglia cambiare questo fattore. Nell’ultima comunicazione di bilancio relativa a Findus, il gruppo Olandese Unilever aveva dichiarato un fatturato di ben quattrocento sessantadue milioni di euro per l’anno 2009.</p>
<p>A passare nelle schiere del Gruppo Bird&#8217;s Eye Iglo non è solo il Capitan Findus, ma anche il camaleonte Carletto con i suoi Sofficini, il prodotto salva single Quattro Salti in Padella, la linea That’s amore e, elemento molto importante, l’intero stabilimento Findus di Cisterna di Latina, nel Lazio. A finire nei giochi della cessione saranno anche seicento cinquanta dipendenti Findus che, attualmente, lavorano nelle sedi di Roma e, per l&#8217;appunto, di Cisterna di Latina.</p>
<p>Il Presidente di Unilever Italia, James Hill, si è detto certo che anche con la nuova proprietà il marchio Findus continuerà ad essere un sinonimo di eccellenza e di profitto e che non avere più un impegno così grande nel settore dei surgelati permetterà alla sua azienda di concentrarsi su altre categorie che, nel lungo periodo, permettano una crescita di Unilever nel mercato italiano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/birds-eye-iglo-compra-findus/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;inflazione è stabile, bene alimentari e gasolio, mentre i trasporti costano sempre di più</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/linflazione-e-stabile-bene-alimentari-e-gasolio-mentre-i-trasporti-costano-sempr-di-piu/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/linflazione-e-stabile-bene-alimentari-e-gasolio-mentre-i-trasporti-costano-sempr-di-piu/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 12:51:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato e associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[biglietti ferroviari]]></category>
		<category><![CDATA[costo benzina]]></category>
		<category><![CDATA[costo biglietti]]></category>
		<category><![CDATA[costo gasolio]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[prezzo alimentari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=330</guid>
		<description><![CDATA[Se il caldo e le temperature continuano a salire in tutta Italia, qualcosa di importante, finalmente, si ferma. Stiamo parlando dei prezzi al consumo e dell’inflazione che hanno fatto registrare a Giugno 2010 un  decremento, (sia pure minimo &#8211; appena lo 0,1% &#8211; ma di questi tempi…) se confrontati con gli stessi parametri del mese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se il caldo e le temperature continuano a salire in tutta Italia, qualcosa di importante, finalmente, si ferma. Stiamo parlando dei prezzi al consumo e dell’inflazione che hanno fatto registrare a Giugno 2010 un  decremento, (sia pure minimo &#8211; appena lo 0,1% &#8211; ma di questi tempi…) se confrontati con gli stessi parametri del mese precedente.</p>
<p>A trascinare in basso questa bilancia dei prezzi è stata la forte diminuzione dei beni legati al comparto energetico il cui prezzo è diminuito dello 0,5% nel corso del mese e, se considerati su base annua, è addirittura passata a una diminuzione di quasi sei punti percentuali (5,7%).  A calare anche il prezzo degli alimentari (-0,2% per i prezzi in questo settore se considerati in linea tendenziale, mentre sono sostanzialmente stabili se confrontati con il mese di Maggio 2010). Secondo Istat, che ha diffuso i dati, nel settore dei carburanti anche il prezzo della benzina verde, sia pure continuando a crescere hanno rallentato la loro crescita. A Maggio avevano fatto segnare un +15.9%, mentre a giugno la crescita è stata di “appena” il 6,9%.</p>
<p>Notizie ancora migliori per chi guida un’automobile alimentata a gasolio. In questo caso il prezzo del carburante, se considerata su base congiunturale, ha fatto segnare una flessione superiore al punto (-1,1%). Tornando al comparto agro alimentare, a segnare le flessioni tendenziali maggiori sono stati la frutta fresca, i vegetali freschi, il latte e la pasta.  Maglia nera nel quadro dell’inflazione reso noto da Istat per i trasporti, il cui costo continua a crescere (+9,6% su base annua l’incremento dei biglietti ferroviari).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/linflazione-e-stabile-bene-alimentari-e-gasolio-mentre-i-trasporti-costano-sempr-di-piu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Panda ritorna in Italia. La produzione a Pomigliano d&#8217;Arco</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/la-panda-ritorna-in-italia-la-produzione-a-pomigliano-darco/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/la-panda-ritorna-in-italia-la-produzione-a-pomigliano-darco/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 08:50:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Automobili]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato e associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[fiat]]></category>
		<category><![CDATA[Fiat Panda]]></category>
		<category><![CDATA[fiom]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo fiat]]></category>
		<category><![CDATA[lingotto]]></category>
		<category><![CDATA[Pomigliano d’Arco]]></category>
		<category><![CDATA[sergio marchio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=325</guid>
		<description><![CDATA[Ecco i primi effetti dell’accordo raggiunto nelle scorse settimane fra il Gruppo Fiat e i sindacati dei lavoratori metalmeccanici (pur con alcune eccellenti eccezioni, fra tutte il gran rifiuto di CGIL).  La decisione era nell’aria e in molti fra gli occupati e i cassintegrati di Pomigliano d’arco ci speravano.  Nello stabilimento campano ricomincerà la produzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco i primi effetti dell’accordo raggiunto nelle scorse settimane fra il Gruppo Fiat e i sindacati dei lavoratori metalmeccanici (pur con alcune eccellenti eccezioni, fra tutte il gran rifiuto di CGIL).  La decisione era nell’aria e in molti fra gli occupati e i cassintegrati di Pomigliano d’arco ci speravano.  Nello stabilimento campano ricomincerà la produzione della FIAT Panda. Il 15 Giugno il Gruppo del Lingotto si era impegnato a mettere in atto delle azioni tangibili e, almeno dalle prime mosse, sembra mantenere le sua parola.  FIAT si è esposta per salvare Pomigliano con un investimento notevole; si parla di una cifra attorno ai settecento milioni di euro.</p>
<p>La produzione della FIAT Panda, una delle auto regine del suo mercato di riferimento, torna in Italia dopo che per tanti anni era stata prodotta negli stabilimenti polacchi del Gruppo del lingotto. La FIOM CGIL, come detto prima unica sigla sindacale a non aver firmato e strenua oppositrice delle proposte fatte dalla FIAT,  per adesso incassa il colpo e si trincera dietro a un diplomatico NO COMMENT.  La grande importanza di questo provvedimento è stata messa in evidenza anche dal fatto che l’Amministratore Delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne, ha preso carta e penna e ha scritto personalmente ai dipendenti di Pomigliano d’Arco.</p>
<p>Eppure questo volgere della situazione non era affatto scontato visto l’esito tutt’altro che plebiscitario del referendum proposto fra i lavoratori per giudicare le proposte fatte dal Gruppo guidato da Sergio Machionne, il quale, almeno per adesso, incassa un bel risultato. Ma, per dirla in termini sportivi, la partita è ancora lunga e non va abbassata la guardia.  Non possiamo però che rallegrarci per il rientro in Italia di una produzione importante come quella di Panda e, soprattutto, per i tanti che da oggi a Pomigliano d’Arco hanno una speranza in più.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/la-panda-ritorna-in-italia-la-produzione-a-pomigliano-darco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ISTAT. Cresce la disoccupazione fra giovani e donne</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/istat-cresce-la-disoccupazione-fra-giovani-e-donne/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/istat-cresce-la-disoccupazione-fra-giovani-e-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 08:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercato e associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[istituto nazionale di statistica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=309</guid>
		<description><![CDATA[Allarme Istat: un giovane su tre è senza lavoro
Per il terzo mese consecutivo il tasso di disoccupazione a maggio si conferma stabile all’8,7%, restando però sui valori più elevati dall’inizio del 2004. Preoccupa il tasso della disoccupazione giovanile che lievita al 29,2%   Strumenti utili    Carattere      Salva l&#8217;articolo
Conti pubblici, migliora il deficit-pil: 8,7%
Roma &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allarme Istat: un giovane su tre è senza lavoro</p>
<p>Per il terzo mese consecutivo il tasso di disoccupazione a maggio si conferma stabile all’8,7%, restando però sui valori più elevati dall’inizio del 2004. Preoccupa il tasso della disoccupazione giovanile che lievita al 29,2%   Strumenti utili    Carattere      Salva l&#8217;articolo</p>
<p>Conti pubblici, migliora il deficit-pil: 8,7%<br />
Roma &#8211; Per il terzo mese consecutivo il tasso di disoccupazione a maggio si conferma stabile all’8,7%, restando però sui valori più elevati dall’inizio del 2004. L’Istat aggiunge che rispetto a maggio dell’anno scorso il tasso aumenta di 1,2 punti percentuali. Il numero di persone in cerca di occupazione, invece, diminuisce dello 0,1% rispetto ad aprile, ma cresce del 15,5% nel confronto con maggio di un anno fa: in totale si tratta di 2,173 milioni di persone.</p>
<p>Colpiti giovani e donne Dati negativi per i giovani. A maggio il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 29,2%, con un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto ad aprile e di 4,7 punti su base annua. La crisi economica continua a colpire più duramente le donne e i giovani. A maggio &#8211; spiega l’Istat &#8211; per il mercato del lavoro il deterioramento generale è minore (disoccupazione stabile all’8,7%), ma per le donne e i giovani la situazione è &#8220;più critica&#8221;. Il tasso di disoccupazione femminile è ancora a due cifre (10,1%), in crescita di 0,1 punti percentuali rispetto ad aprile e di 1,2 punti nel confronto con maggio dell’anno scorso. Per i giovani, invece, il tasso di disoccupazione è pari al 29,2%, con un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto ad aprile e di 4,7 punti su base annua.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/istat-cresce-la-disoccupazione-fra-giovani-e-donne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DHL investe 40 milioni in Italia e apre un nuovo centro logistico in Lombardia.</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/dhl-investe-40-milioni-in-italia-e-apre-un-nuovo-centro-logistico-in-lombardia/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/dhl-investe-40-milioni-in-italia-e-apre-un-nuovo-centro-logistico-in-lombardia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 08:18:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato e associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[BreBeMi]]></category>
		<category><![CDATA[DHL]]></category>
		<category><![CDATA[DHL Global Forwarding]]></category>
		<category><![CDATA[ecosostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Freight]]></category>
		<category><![CDATA[impatto zero]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Pedemontana]]></category>
		<category><![CDATA[Pozzuolo Martesana]]></category>
		<category><![CDATA[Tangenziale Est di Milano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=306</guid>
		<description><![CDATA[Una delle aziende leader nel mondo delle spedizioni, la DHL, ha annunciato che a breve aprirà in Italia, a Pozzuolo Martesana, un nuovo e modernissimo centro logistico.
L’azienda, una delle più note al mondo nel mercato dei corrieri, ha stanziato per questo stabilimento un investimento decisamente notevole: quaranta milioni di euro. Il nuovo centro logistico darà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle aziende leader nel mondo delle spedizioni, la DHL, ha annunciato che a breve aprirà in Italia, a Pozzuolo Martesana, un nuovo e modernissimo centro logistico.</p>
<p>L’azienda, una delle più note al mondo nel mercato dei corrieri, ha stanziato per questo stabilimento un investimento decisamente notevole: quaranta milioni di euro. Il nuovo centro logistico darà lavoro a circa cinquecento persone, si estenderà su una superficie di ottanta mila metri quadrati e, cosa non trascurabile, sarà a bassissimo impatto ambientale dal momento che, dicono da DHL, sono riusciti a ridurre le emissioni  di anidride carbonica dell’ 85%.</p>
<p>Nel centro di Pozzuolo Martesana ogni anno verranno gestite, secondo i piani dell’azienda, ben quattrocento cinquantamila spedizioni cargo.  Nel centro, definito Go Green, verranno occupati addetti di due delle più importanti divisioni del Gruppo DHL, la DHL Global Forwarding, che si occupa del trasporto e delle spedizioni che viaggiano per via aerea o marittima, e la Freight, a cui fanno capo tutte le spedizioni che viaggiano via superficie.</p>
<p>Il Comune di Pozzuolo Martesana non è stato scelto a caso da DHL, ma perché si trova molto vicino a quello che è destinato a diventare uno dei più importanti nodi strategici della rete viaria della Lombardia, il triangolo fra la Tangenziale Est di Milano, la Pedemontana e la BreBeMi, l’arteria autostradale che collegherà i capoluoghi di Brescia, Bergamo e Milano.</p>
<p>Avere le due divisioni in un unico hub, ha dichiarato l’azienda, porterà a una maggiore facilità e velocità nella movimentazione delle merci e renderà più efficiente anche l’intermodalità dei diversi servizi offerti dalle due divisioni di DHL.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/dhl-investe-40-milioni-in-italia-e-apre-un-nuovo-centro-logistico-in-lombardia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Conad cresce, assume e diventa la prima insegna italiana della GDO</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/conad-cresce-assume-e-diventa-la-prima-insegna-italiana-della-gdo/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/conad-cresce-assume-e-diventa-la-prima-insegna-italiana-della-gdo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 10:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato e associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Camillo De Berardinis]]></category>
		<category><![CDATA[Conad]]></category>
		<category><![CDATA[distributori carburante]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[grande distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[ottica]]></category>
		<category><![CDATA[parafarmacia]]></category>
		<category><![CDATA[parafarmacie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=301</guid>
		<description><![CDATA[Finalmente un’azienda che cresce, e bene, e in assoluta controtendenza, assume. Stiamo parlando di uno dei grandi marchi della Grande Distribuzione Italiana, Conad, che ha recentemente comunicato i risultati dello scorso esercizio di bilancio, archiviando il 2009 con una crescita superiore ai sei punti percentuali (+6,19%) e dichiarando che nel corso del 2009 sono stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente un’azienda che cresce, e bene, e in assoluta controtendenza, assume. Stiamo parlando di uno dei grandi marchi della Grande Distribuzione Italiana, Conad, che ha recentemente comunicato i risultati dello scorso esercizio di bilancio, archiviando il 2009 con una crescita superiore ai sei punti percentuali (+6,19%) e dichiarando che nel corso del 2009 sono stati assunti altri duemila dipendenti.  Il fatturato con cui Conad ha chiuso il 2009 è stato di ben 9,3 miliardi di euro mentre il patrimonio netto aggregato è cresciuto fino ad arrivare alla rispettabile cifra di 1,43 miliardi di euro.</p>
<p>Questi risultati strabilianti hanno reso Conad la realtà più importante della Grande Distribuzione italiana, è presente in tutte e venti le regioni italiane, con quasi tremila negozi, ha una superficie di vendita superiore agli ottanta mila metri quadri e una forza lavoro che ha superato le trentottomila unità registrando, rispetto al 2008, una crescita di più di duemila dipendenti. A Conad va riconosciuto il merito di aver saputo sviluppare un rapporto con la sua clientela e non è un caso che sia stabilmente l’insegna per la quale si registra il maggior tasso di frequenza di acquisto.</p>
<p>Conad, che ormai possiede una quota di mercato notevole, il 10%, lavora tramite un sistema di associati che ha raggiunto le tremila unità in tutto il Paese. Scopo dichiarato, per tramite dello stesso AD Camillo De Berardinis, è proprio quello di continuare nello sviluppo di questa rete che deve sempre essere competitiva e in grado di fidelizzare la clientela.</p>
<p>Conad proseguirà anche nella sua attività di diversificazione che l’ha già vista impegnarsi con successo nel segmento parafarmaceutico e della distribuzione del carburante. Il prossimo mercato in cui vedremo il marchio Conad, ha dichiarato Camillo De Berardinis, sarà quello dell’Ottica.</p>
<p>Ottimo anche l’Export del prodotto Italiano all’estero che, per Conad, ha significato una crescita di quindici punti percentuali nel fatturato (ormai trenta milioni di euro) rispetto all’anno precedente.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/conad-cresce-assume-e-diventa-la-prima-insegna-italiana-della-gdo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
