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	<title>Finanza Italiana &#187; Mercato e associazioni</title>
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	<description>Notizie e commenti sul mondo dei mutui e delle assicurazioni</description>
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		<title>Scende inflazione ma sale la spesa</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:07:34 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Diminuisce in modo molto leggero l’inflazione registrata in Italia nel mese di gennaio rispetto a quella del mese precedente: si passa infatti dal 3,3 per cento dell’ultimo mese dello scorso anno al 3,2 per cento del primo di quest’anno. Si abbassa quindi il valore del tasso di inflazione mentre aumentano i costi delle spese degli italiani ma, a discapito di quello che sembra non esiste nessuna contraddizione, poiché i prodotti che vengono comprati maggiormente dai nostri connazionali hanno avuto un aumento, su base annuale superiore al quattro per cento, che è più alto del tasso dell’inflazione stessa.</p>
<p>Analizzando nel dettaglio quanto accade nel settore immobiliare vediamo come hanno registrato un incremento, lo scorso mese, il prezzo al consumo sia del caffè, che registra un incremento del 16,5 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno, che dello zucchero, che anch’esso segna un più 15,9 per cento su base annuale. Sensibile aumento anche per il carburante: il costo della benzina è cresciuto di oltre il diciassette per cento su base annuale, cresce anche il costo del gasolio per i mezzi di trasporto che aumenta su base annuale di oltre il venticinque per cento.</p>
<p>Viene cambiato intanto il paniere dell’Istat sulla base del quale si calcola l’inflazione: ne entrano  fare parte, d quest’anno, i libri elettronici e l’Ebook reader ed anche la mediazione civile; vengono aggiunte nel paniere del 2012 anche le lotterie istantanee, ovvero tutte quelle che rientrano nei cosiddetti “ Gratta e Vinci”; complessivamente fanno parte quest’anno del paniere quasi mille e quattrocento prodotti, 1398 per l’esattezza.</p>
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		<title>A Giugno nuovo redditometro</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:38:55 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Attilio Befera</strong> e l’<strong>Agenzia delle Entrate</strong> stanno lavorando per determinare e stabilire il centinaio di voci che entreranno a far parte del nuovo <strong>redditometro</strong> che sarà attivo entro il mese di giugno, lo scopo e la finalità del nuovo strumento sono già chiari ovvero quello di permettere comparazioni tra gli indicatori di spesa ed i redditi che vengono comunicati ed eventualmente mettere in risalto eventuali contraddizioni.</p>
<p>Il direttore dell’Agenzia delle Entrate afferma di ambire ad un<strong> modello di dichiarazione dei redditi molto più snello</strong> e meno complesso; nelle nuove norme verranno presi in considerazione moltissimi ambiti della vita dei contribuenti: la <strong>cura della persona</strong>, l’istruzione, la casa, le assicurazioni, gli <strong>investimenti, immobiliari </strong>e non, ma anche le attività sportive. Le griglie delle voci prese in considerazioni sono frutto dell’analisi di più di ventidue milioni di famiglie italiane, divise anche in funzione della zona di residenza e della composizione del nucleo familiare.</p>
<p><strong>Verranno presi in considerazione sia gli immobili residenziali sia quelli secondari</strong>, si tiene in considerazione sia l’acquisto, inteso come mutuo, che anche i costi di eventuali lavori di ristrutturazione; rientrano in questo ambito anche eventuali <strong>collaborazioni domestiche, colf e baby sitter</strong>, la presenza di apparecchi elettronici e le spese per luce, telefono e gas. Non mancheranno anche i calcoli con i mezzi di trasporto, non solo moto e auto, ma anche <strong>minicar</strong>, <strong>imbarcazioni ed anche eventuali aerei privati;</strong> vengono considerate anche le<strong> assicurazioni stipulate,</strong> sia quelle auto che quelli sulla vita e sulla salute. Per quel che riguarda il settore dell’istruzione verranno utilizzati come indicatori tutti i tipi di scuola: dall<strong>’asilo al master</strong>, ma anche vacanze studio ed affitti per studenti fuori sede; il comparto ricreativo diventa centrale in queste analisi: eventi sportivi, viaggi organizzati, costi per abbonamenti a pay-tv e soggiorni in hotel.</p>
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		<title>Drammatici dati della disoccupazione in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 10:01:06 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tocca livelli assolutamente da record negativo il tasso di disoccupazione nel nostro Paese</strong>, che il mese passato è aumentato fino a quasi al nove per cento, 8,9 per cento per la precisione, ancora in crescita nel confronto con il mese di novembre; il dato in sé è molto pesante ma aumenta la gravità soprattutto se consideriamo che anche le peggiori stime degli analisti sono state battute dal dato reale. Quello realizzato lo scorso mese rappresenta <strong>il risultato più alto degli ultimi otto anni,</strong> ovvero da quando sono iniziate le serie storiche ciascun mese da parte dell’Istituto Nazionale di Statistica.</p>
<p>Sono oltre due milioni e due cento trenta quattro mila gli italiani che in questo momento non hanno un posto di lavoro, secondo quanto riferisce l’Istat e sono più uomini che donne, le appartenenti al gentil sesso senza occupazione hanno toccato la quota di un milione; <strong>la peggiore delle situazioni è quella dei giovani</strong>: infatti un ragazzo su tre non partecipa in maniera attiva al mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione giovanile è cresciuto di tre punti su base annuale. Nello specifico nel mese si dicembre le persone con un’occupazione erano ventidue milioni e 903 mila, che significa nessuna sostanziale variazione rispetto al mese precedente, la differenza c’è invece se analizziamo il dato per genere: aumenta il tasso di disoccupazione degli uomini e <strong>diminuisce</strong> invece, su base sia mensile che annuale, <strong>il dato che riguarda la disoccupazione femminile</strong>, che nel confronto anno su anno decresce di oltre meno sei per cento.</p>
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		<title>Istat: siamo oltre 61 milioni di cittadini residenti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:03:01 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo quasi sessantuno milioni, dato aggiornato all’inizio di quest’anno, questo infatti è il quantitativo di cittadini residenti nel nostro Paese; la quota di italiani è però diminuita da cinquanta sei milioni, con una diminuzione effettiva di sessanta cinque mila persone in un anno, mentre aumenta il quantitativo di stranieri residenti che rappresentano ormai l’otto per cento del valore complessivo della popolazione; questo è solo uno dei dati che esce dalla rilevazione dei dati dell’Istituto Superiore di Statistica che evidenzia anche come continui ad essere stabile un flusso migratorio dal Sud al Nord Italia.</p>
<p>La diminuzione degli italiani sul totale dei residenti è data soprattutto dall’allargamento costante della forbice tra il quantitativo delle nascite e quello delle morti: in Italia lo scorso anno sono venuti alla luce 556 mila bimbi, che sono sei mila in meno rispetto all’anno prima, mentre sono decedute quattro mila persone in più; arriva anche dall’Istata la conferma ufficiale che sono soprattutto le donne straniere a fare sempre il numero maggiore di figli: due per le straniere uno solo per le italiane che affrontano la nascita del primo figlio mediamente a trenta due anni, quattro anni dopo le donne straniere.</p>
<p>La maggiore presenza di cittadine non italiane nelle zone settentrionali ribalta un luogo comune del nostro Paese: ora infatti sono le donne residenti al nord che fanno più figli in confronto alle donne che risiedono nelle regioni meridionali; il più alto tasso di natalità è quello del Trentino, mentre la Campania è seconda; particolare la situazione delle Liguria dove si registra il più basso tasso di natalità e la maggiore mortalità.</p>
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		<title>Istat presenta il rapporto sull&#8217;industria &#8220;Noi Italia&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 13:44:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente dell’Istituto Nazionale di Statistica ha presentato oggi il rapporto Noi Italia nell’edizione di quest’anno, da quest’indagine emerge un’immagine del nostro Paese come una realtà dove le aziende hanno una media di quattro addetti, il che ci pone, insieme al Portogallo, al penultimo gradino della classifica dell’Europa, estesa ai 27, nel dettaglio la grandezze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente dell’Istituto Nazionale di Statistica ha presentato oggi il rapporto Noi Italia nell’edizione di quest’anno, da quest’indagine emerge un’immagine del nostro Paese come una realtà dove le aziende hanno una media di quattro addetti, il che ci pone, insieme al Portogallo, al penultimo gradino della classifica dell’Europa, estesa ai 27, nel dettaglio la grandezze media delle aziende è anche più bassa se si prende in considerazione solo la realtà dell’Italia del Sud.</p>
<p>Enrico Giovannini ha comunque sottolineato che la propensione all’imprenditoriale è molto alta in tutte le aree geografiche del Paese, ed i risultati medi sono molto più alti di quelli della media delle nazioni europee. Il rapporto analizza inoltre il turnover lordo delle aziende che in Italia è quasi del quindici per cento, 14,9 per cento per l’esattezza, questo dato assegna un’unità di misura e di valutazione della dinamicità del nostro sistema dell’economia.</p>
<p>Il rapporto dell’Istituto Nazionale di Statistica presenta risultati molto differenti tra regione e regione, complessivamente ritroviamo una più alta instabilità nelle regioni meridionali, mentre in quelle dell’Italia del Nord-Est abbiamo un risultato più basso del rapporto tra le nascite e le chiusure delle aziende. Infine vediamo come le strutture aziendali siano nettamente differenti a livello regionale: nel sud si ha una prevalenza delle piccole imprese, sia nel comparto industriale che in quello dei servizi, nella parte occidentale dell’Italia del Nord dominano le grandi imprese, mentre nel Nord Est si focalizzano soprattutto le piccole imprese del comparto industriale e nell’Italia centrale troviamo soprattutto realtà grandi nel settore dei servizi.</p>
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		<title>Per gli italiani diminuiranno i prezzi delle case</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 11:02:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’indice di Fiducia dei Consumatori che Immobiliare.it stila trimestralmente, analizzando un campione di più di cinquemila utenti del sito e quindi coinvolti nella ricerca della casa avendo nell’ultimo trimestre pubblicato annunci di vendita o fatto ricerche per acquisto o affitto, mostra come nell’ultimo periodo dello scorso anno sia rimasta ferma la percentuale di quanti nostri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L</strong><strong>’indice di Fiducia dei Consumatori</strong> che <strong>Immobiliare.it </strong>stila trimestralmente, analizzando un<strong> campione di più di cinquemila utenti</strong> del sito e quindi coinvolti nella ricerca della casa avendo nell’ultimo trimestre pubblicato annunci di vendita o fatto ricerche per acquisto o affitto, mostra come nell’ultimo periodo dello scorso anno sia <strong>rimasta ferma la percentuale</strong> di quanti nostri connazionali ritengono che questo <strong>sia un momento positivo per acquistare un’abitazione:</strong> restano infatti il quaranta cinque per cento che è lo stesso risultato registrato nel mese di ottobre. Osservando questo risultato sembra che questo aspetto non sa stato toccato né dal protrarsi delle difficoltà economiche né dalle nuove manovre finanziarie del Governo.</p>
<p><strong>Cresce invece la percentuale di italiani che pensano che sia maggiormente conveniente spostare fino al prossimo anno la realizzazione di investimenti nel settore immobiliare</strong>; rimane ferma al venti per cento il dato su quanti non pensano che questo sia un momento opportuno per gli acquisti immobiliari; aumenta di cinque punti percentuali, passando dal 66% al 71%, il dato su quanti italiani non credono che questo sia un momento positivo per vendere gli immobili e diminuisce anche la percentuale di coloro che credono che la situazione del mercato immobiliare possa migliorare nei prossimi dodici mesi.</p>
<p>Immobiliare.it con il suo indice trimestrale ha voluto anche prendere in considerazione <strong>il<em> sentiment</em> dei nostri connazionali interessati a comprare o vendere casa rispetto ai prezzi del mercato</strong>: ha avuto una crescita di dieci punti la percentuale di coloro che pensano che i prezzi siano destinati a scendere, passa dal 32% al 29% il dato su quanti pensano che resteranno stabili.</p>
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		<title>Mercato auto: difficile per tutti, ancor di più per auto Gpl</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 09:54:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come era stato ampiamente la chiusura del mercato automobilistico europeo ha visto una chiusura dell’anno appena passato che ha segnato un calo del meno 1,4 per cento; sebbene nel mese di dicembre la situazione sia stata ancor più brutta, incrementando il calo fino a quasi meno sei per cento, 5,88 per cento per l’esattezza, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come era stato ampiamente la chiusura del mercato automobilistico europeo ha visto una chiusura dell’anno appena passato che ha segnato un calo del meno 1,4 per cento; sebbene nel mese di dicembre la situazione sia stata ancor più brutta, incrementando il calo fino a quasi meno sei per cento, 5,88 per cento per l’esattezza, che sembra voler avvisare sul fatto che il prossimo anno non sarà per nulla facile per il mercato dell’auto. Pesantissima la situazione per la casa automobilistica torinese che nel mese appena concluso ha registrato un calo addirittura del meno 15,6 per cento, la quota di mercato appartenente all’azienda del Lingotto è del 6,2 per cento, mentre nello stesso mese dell’anno prima era al 6,9 per cento e nel mese di novembre era al 6,3 per cento. Complessivamente nell’anno appena terminato Fiat ha perduto il dodici per cento, e la quota di mercato tocca ora il sette per cento mentre nell’anno prima era al 7,8 per cento. Unico elemento consolatorio riguarda alcuni modelli di auto, come ad esempio la Punto che al termine dell’anno è nei primi dieci modelli di auto maggiormente vendute nel segmento B del 2011 e Panda è in assoluto la vettura maggiormente venduta della propria categoria, al secondo posto in questo stesso segmento troviamo la Fiat 500. Se la crisi ha toccato il mercato delle auto alcune parti in particolare ne hanno risentito in maniera molto più forte: le auto a gas e Gpl hanno subito davvero un colpo pesantissimo: secondo le informazioni dell’UNRAE, nel 2011 le vendite di auto a Gpl hanno subito un crollo del meno 80%, quelle a metano hanno registrato un meno 42%.</p>
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		<title>Il Governo Monti e le liberalizzazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 11:32:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le liberalizzazioni che il Governo del Professor Monti sta per decretare, si tratta ancora di una bozza perché fonti ufficiali negano l’esistenza di un testo definitivo, riguardano ventotto articoli e pare che tra una settimana potrebbero già essere trasformate in decreto in via definitiva. Una delle prime norme riguarda il commercio e la possibilità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le liberalizzazioni</strong> che il Governo del <strong>Professor Monti </strong>sta per decretare, si tratta ancora di una bozza perché fonti ufficiali negano l’esistenza di un testo definitivo, riguardano ventotto articoli e pare che tra una settimana potrebbero già essere trasformate in decreto in via definitiva. Una delle prime norme riguarda il commercio e la possibilità di effettuare saldi liberamente per tutto l’anno da parte di ogni esercizio commerciale di ogni settore merceologico, decidendo<strong> il periodo dell’anno e la durata dei saldi</strong>, senza alcun vincolo di comunicazione, come accade fino ad oggi, all’amministrazione.</p>
<p>Vengono eliminate in maniera definitiva le tariffe professionali, potrebbero non poterci più contare sia architetti che avvocati, questi tipi di professionisti verranno obbligati ad indicare la tipologia di assicurazione che hanno stipulato per danni che eventualmente possono essere arrecati alla clientela. Inoltre è stabilito che gli anni di praticantato possano essere svelti nel biennio di studi all’università.</p>
<p>Altro importante intervento di liberalizzazioni del governo di <strong>Mario Monti </strong>riguarda le possibilità di aumentare la capillarità sul territorio delle farmacie; è stato stabilito che il rapporto tra la quantità di farmacie e il numero di abitanti dovrebbe essere quello di una<strong> farmacia ogni tre mila abitanti</strong>, il quorum stabilito sembra nascere da un compresso tra le richieste di <strong>Federfarma</strong> e quelle delle associazioni delle parafarmacie. Un altro importante capitolo concerne<strong> i trasporti</strong> e la possibilità, una volta che verrà esaminata la concorrenza e le necessità di una zona in un dato periodo, di accrescere il numero delle <strong>licenze dei taxi  disposizione</strong>.</p>
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		<title>Cambio di poltrone nella Silicon Valley</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 08:39:41 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai è ufficiale, Yahoo! ha un nuovo CEO, e non si tratta certamente diuno sconosciuto. Ad essere nominato nuovo Amministratore Delegato dell&#8217;eterna rivale del colosso Google è <strong>Scott Thompson</strong>, il quale arriva direttamente dalle fila di <strong>PayPal</strong>, una delle maggiori sorprese e realtà ormai affermate della Silicon Valley. In PayPal Thompson ricopriva il ruolo di Presidente, fin dallo scorso 2008, e prima di allora era stato Vice presidente e responsabile dell&#8217;importante compartimento IT.</p>
<p>Non è una grande sorpresa il passaggio di un manager del calibro di Thompson dalle fila del gruppo eBay a quelle dell&#8217;azienda di Sunnyvale. Già nello scorso Maggio, infatti, i due colossi (entrambi, pare, in difficoltà notevoli visti anche i continui ridimensionamenti dell&#8217;ormai forse <em>ex gigante</em> delle aste online, mai realmente ripresosi dall&#8217;abbandono di <strong>Meg Whitman</strong> e dall&#8217;incauto acquisto di <strong>Skype</strong>, oggi passata a <strong>Microsoft</strong>) avevano sottoscritto un accordo per cercare di arginare la concorrenza di Google.</p>
<p>Yahoo! Offriva ad eBay il suo sistema di advertising online e eBay offriva ciò che di più appetibile è rimasto nel piatto dell&#8217;azienda; perlappunto l&#8217;accesso a PayPal per gli oltre quattrocentomila utenti del motore di ricerca.</p>
<p>Quella di Yahoo! è una crisi che si trascina da moltissimo tempo e che a Settembre scorso ha portato al licenziamento senza troppi preamboli dell&#8217;ex CEO <strong>Carol Bartz</strong> la quale, in oltre due anni di guida, non era riuscita a invertire la china di discesa in cui si trovava Yahoo!</p>
<p>Il ruolo assegnato oggi a Thompson era stato detenuto ad interim da Tim Morse il quale, dopo aver condotto l&#8217;azienda per oltre otto mesi torna al suo incarico di CFO.</p>
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		<title>Nuovo anno: le borse cominciano bene</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 12:47:40 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi hanno riaperto, dopo le festività di inizio anno, tutte le Borse europee e se il buon giorno si vede dal mattino, il 2012 potrebbe essere un <strong>anno finanziario decisamente migliore</strong> del 2011 che ci siamo appena lasciati alle spalle. A inizio giornata l&#8217;apertura di tutti i principali listini è in attivo. Usando un termine quasi sciistico, al primo intertempo l&#8217;indice <strong>All Share</strong> ha fatto segnare un +1,10% e il <strong>Ftse Mib</strong> è andato ancora meglio attestandosi su un rincuorante +1,15%.</p>
<p>A trascinare in alto il valroe degli indici è stato la buona performance dell&#8217;indice delle PMI della <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong> che ha fatto da contraltare a quello dell&#8217;<strong>Eurozona</strong>. L&#8217;indice legato alle piccole e medie imprese dell&#8217;area euro, infatti, pur registrando una performance che, a Dicembre, è stata migliore in confronto alla precedente, si è comunque fermato al di sotto dell&#8217;ormai arci nota soglia dei cinquanta punti che marca la linea di confine fra crescita e recessione economica.</p>
<p>Anche sul fronte del <strong>differenziale</strong> fra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi arrivano pallidi miglioramenti. Nelle prtime ore di questa mattina la soglia dei 510 punti era lontana e ci si fermava appena sopra i 508 punti. Stesso discorso positivo per il<strong> rendimento sui Btp</strong> che, alla stessa ora, segnava un 6,939%.</p>
<p>Finalmente buone notizie anche per uno dei più importanti gruppi bancari italiani; la notizia della nomina di <strong>Fabrizio Viola</strong> a nuovo Direttore Generale ha fatto crescere i titoli del <strong>Monte dei Paschi di Siena</strong> che, a inizio seduta, guadagnano già il 2,2%. E finalmente la Piazza del Campo sorride.</p>
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