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	<title>Finanza Italiana &#187; Governo</title>
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	<description>Notizie e commenti sul mondo dei mutui e delle assicurazioni</description>
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		<title>Il Governo Monti e le liberalizzazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 11:32:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le liberalizzazioni che il Governo del Professor Monti sta per decretare, si tratta ancora di una bozza perché fonti ufficiali negano l’esistenza di un testo definitivo, riguardano ventotto articoli e pare che tra una settimana potrebbero già essere trasformate in decreto in via definitiva. Una delle prime norme riguarda il commercio e la possibilità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le liberalizzazioni</strong> che il Governo del <strong>Professor Monti </strong>sta per decretare, si tratta ancora di una bozza perché fonti ufficiali negano l’esistenza di un testo definitivo, riguardano ventotto articoli e pare che tra una settimana potrebbero già essere trasformate in decreto in via definitiva. Una delle prime norme riguarda il commercio e la possibilità di effettuare saldi liberamente per tutto l’anno da parte di ogni esercizio commerciale di ogni settore merceologico, decidendo<strong> il periodo dell’anno e la durata dei saldi</strong>, senza alcun vincolo di comunicazione, come accade fino ad oggi, all’amministrazione.</p>
<p>Vengono eliminate in maniera definitiva le tariffe professionali, potrebbero non poterci più contare sia architetti che avvocati, questi tipi di professionisti verranno obbligati ad indicare la tipologia di assicurazione che hanno stipulato per danni che eventualmente possono essere arrecati alla clientela. Inoltre è stabilito che gli anni di praticantato possano essere svelti nel biennio di studi all’università.</p>
<p>Altro importante intervento di liberalizzazioni del governo di <strong>Mario Monti </strong>riguarda le possibilità di aumentare la capillarità sul territorio delle farmacie; è stato stabilito che il rapporto tra la quantità di farmacie e il numero di abitanti dovrebbe essere quello di una<strong> farmacia ogni tre mila abitanti</strong>, il quorum stabilito sembra nascere da un compresso tra le richieste di <strong>Federfarma</strong> e quelle delle associazioni delle parafarmacie. Un altro importante capitolo concerne<strong> i trasporti</strong> e la possibilità, una volta che verrà esaminata la concorrenza e le necessità di una zona in un dato periodo, di accrescere il numero delle <strong>licenze dei taxi  disposizione</strong>.</p>
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		<title>Inflazione annuale al 2,8%. Valore massimo dal 2008</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 09:15:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rispetto al mese di Novembre, il Dicembre 2011 ha fatto segnare un aumento dei prezzi registrati relativamente ai beni di conumo stabili superiore al 3% (3,3%). Secondo le rilevazioni periodiche compiute dall&#8217;ISTAT, ad incidere negativamente sull&#8217;inflazione è stato in principal modo il pesante rincaro subito dai prezzi dei carburanti che ha fatto impennare il tasso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rispetto al mese di Novembre, il Dicembre 2011 ha fatto segnare un <strong>aumento dei prezzi</strong> registrati relativamente ai beni di conumo stabili <strong>superiore al 3%</strong> (3,3%). Secondo le rilevazioni periodiche compiute dall&#8217;<strong>ISTAT</strong>, ad incidere negativamente sull&#8217;inflazione è stato in principal modo il pesante rincaro subito dai <strong>prezzi dei carburanti</strong> che ha fatto impennare il <strong>tasso annuo al 2,8%</strong>; vale a dire il valore <strong>peggiore dal 2008</strong> ad oggi.</p>
<p>Se è pur vero che si tratta solo delle prime stime elaborate dall&#8217;Istituto di Statistica nazionale, va comunque evidenziato come sebbene anche il dato di Dicembre sia identico a quello di Novembre, è su base annua che si evidenzia la sofferenza dell&#8217;economia italiana e, soprattutto, la difficoltà crescente per chi ogni giorno deve fare la spesa.</p>
<p>L&#8217;<strong>indice dei prezzi</strong> ha registrato un aumento pari allo 0,4% rispetto al mese precedente e non è affatto un eccesso parlare di netta accellerazione del tasso di inflazione il quale, nel 2010, era stato pari all&#8217; 1,5%.</p>
<p>Come detto ad incidere in maniera fortemente peggiorativa sui dati è stato l&#8217;aumento del costo dei carburanti e se è vero che <strong>la benzina</strong> ha fatto registrare a dicembre un aumento più contenuto rispetto ai valori mensili precedenti (+1,9%), l&#8217;incremento su base annua arriva a un +15,8%. Ancora <strong>peggio per il gasolio</strong> che ha visto crescere il suo costo di vendita al consumo del <strong>21,1% su base mensile</strong> e addirittura del 24,3% se calcolato su una base annuale.</p>
<p>Ovviamente sul piede di guerra tutte le principali associazioni dei consumatori che chiedono a gran voce sia un intervento del Governo al fine di arrivare al taglio delle <strong>accise sui carburanti</strong>, sia il blocco dei costi del petrolio da parte delle compagnie petrolifere.</p>
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		<title>Modifiche e cambiamenti alla manovra</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 14:27:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Professor Mario Monti ed il suo governo di tecnici hanno aggiustato, in collaborazione con la maggioranza, la manovra con una maggiore attenzione all’equità. Sono stati presentati ieri e presi in esame questa notte alcuni emendamenti che domani verranno presentati in aula; è stato autorizzato l’esecutivo a chiedere che venga data  la fiducia su questo emendamento. Al termine dei lunghi colloqui del fine settimana con le parti sindacali e le prolungata trattative è stato cambiato il pacchetto che concerne le pensioni: sono state escluse quelle con un valore al di sotto dei mille e quattrocento euro, che corrispondono al settanta cinque per cento dei pensionati; sono stati tolti gli scaloni per l’anno venturo sia per uomini che per donne ai quali sarà permesso di conservare il criterio dei trentacinque anni di lavoro, venti per le donne ma avendo raggiunto i sessanta quattro anni. È in arrivo anche la tassa sulle attività finanziarie che andrà a colpire in maniera proporzionale le ricchezze con un valore superiore a 1,2 milioni di euro a partire dal 2013. È stato anche cambiata la quota che verrà prelevata sui capitali tornati nel nostro Paese con la manovra dello scudo fiscale; è stato posto tra gli obiettivi del fisco nazionale anche quello di far pagare una specie di Imu agli immobili posseduti dai nostri connazionali all’estero, questo grazie anche ad una più fattiva attività per scoprirne l’esistenza.  È stata rivista con maggiore attenzione verso i cittadini meno abbienti l’Imu sulla prima abitazione: aumentata a quattrocento euro la franchigia per le famiglie con 4 figli; inoltre è stato eliminato il bollo sugli estratti conto bancario per i conti con meno di cinque mila euro.</p>
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		<title>Manovra, perplessità della Corte dei Conti</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 17:29:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Manovra anticrisi proposta da Monti e ora oggetto del dibattito parlamentare raccoglie critiche da più fronti: se già sindacati e alcuni partiti hanno espresso le loro  perplessità ora giungono dubbi e segnali dall’arme anche da diverse istituzioni di vigilanza, come Bankitalia e La Corte dei Conti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Manovra anticrisi proposta da Monti e ora oggetto del dibattito parlamentare raccoglie critiche da più fronti: se già sindacati e alcuni partiti, a destra e a sinistra, hanno espresso le loro  perplessità ora giungono dubbi e segnali dall’arme anche da diverse istituzioni di vigilanza.<br />
La manovra, pur figlia delle richieste dell’UE, avrà un grosso impatto sulla società: l’aumento dell’Iva e del costo della benzina potrebbe portare all’aumento dell’inflazione di almeno un punto percentuale. Questa, in breve, la tesi della Corte dei Conti, che ritiene sottostimate le previsioni del Governo sull’inflazione. Aver puntato in larga misura sulle riforme fiscali, inoltre, potrebbe portare a frenare ulteriormente l’economia. Incertezze, infine, rimangono per quel che riguarda il recupero di danaro attraverso la tassazione dei capitali scudati: l’imposta dell’1,5% porterà davvero il gettito previsto? Molti dei capitali rientrati hanno avuto tutto il tempo per scomparire nuovamente, quindi non è detto che possano venir tassati.<br />
Il Governatore della Banca d’Italia Visco, dal canto suo, esprime le sue perplessità: la strategia di Monti mira a ridurre il debito del Paese aumentando la tassazione; in questo modo, però, si arriva a livelli elevati sia rispetto al passato, sia rispetto alle altre Nazioni d’Europa. Il risultato è una riduzione del Pil, stimata, di uno 0,5% nel prossimo biennio: elemento tollerabile, questo, a condizione della conferma del calo dei rendimenti sui titoli di Stato decennali, scesi all’indomani della presentazione della manovra Monti. Parallelamente, ha continuato Visco, è necessario continuare in maniera ancora più decisa a lavorare nella lotta contro l’evasione fiscale: il maggiore ostacolo per rivedere il sistema fiscale in maniera tale da agevolare chi ha i redditi più bassi. </p>
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		<title>Manovra economica: conseguenze sulle abitazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 09:20:26 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>I cambiamenti presentati dal Primo Ministro Mario Monti domenica sera hanno dato smentita alle voci che si erano diffuse alla vigila della comunicazione, compresa l’anticipazione che prevedeva tributi che andassero a colpire chi ha maggiore disponibilità di reddito; a partire da quelli che toccano chi dispone di più proprietà immobiliari, infatti la tassazione, come si suole dire in linguaggio tecnico, è regressiva ovvero comporta una maggiorazione dei costi per chi dispone di redditi inferiori.<br />
La prova di questo ragionamento è abbastanza semplice poiché non è stata modificata l’imposta comunale sugli immobili ma è stata attuata l’Imu, che assolve in sé sia l’Ici che la parte dell’Irpef che compete gli immobili residenziali non affittati e che non posseggono le caratteristiche sufficienti per poter essere considerati come l’abitazione principale di chi versa le tasse; il risultato è che una quota dell’imposta progressiva è stata modificata da una tassazione fissa e conseguentemente chi si colloca in scaglioni Irpef più alti subirà minori svantaggi se non addirittura, in alcuni casi, risparmiare anche.<br />
Se si confrontano gli esborsi medi richiesti dall’Imposta Comunale sugli Immobili per l’abitazione principali, quattro anni fa ovvero l’ultimo anno in cui fu applicata l’Ici, con quelli che si dovranno pagare l’anno venturo se i singoli Municipi decideranno per le aliquote standard, vediamo come risulta una crescita media dell’undici per cento sulle abitazioni medio signorili ed un ribasso intorno al due per cento per gli immobili economici collocati in categoria A3; il record assoluto dei rincari possibili è quello che potrebbe accadere a Venezia dove gli aumenti supererebbero il cinquantacinque per cento.</p>
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		<title>Tasse sulle case nel mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 09:29:45 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro Paese sta per varare un insieme di norme che hanno come obiettivo quello di cercare di fermare la crisi, ovvero misure che comprenderanno interventi che si comprendono tasse sugli immobili e pensioni, tentativi di bloccare l’evasione fiscale ed anche una risistemazione delle aliquote dell’Iva. Ma come si comportano a riguardo di questi temi gli altri Paesi? Quali sono i cambiamenti che sono stati introdotti nell’ultimo periodo per cercare di contenere la crisi economica? Quali sono le tassazioni sugli immobili presenti  in via di definizione nel resto d’Europa e nel Mondo? Oltralpe vi sono due differenti tassazioni sulle abitazioni: in Francia ci sono la taxe Foncerie che viene pagata allo Stato e rimane ad uso di questo e la Taxe d’habitation, che il Governo gira poi ai singoli Comuni; per farci un’idea precisa del valore pensiamo che un’abitazione della superficie di quaranta metri quadrati nel cuore della Capitale paga una tassa di mille e quattrocento euro all’anno. Nel Regno Unito non esiste una tassa analoga alla nostra Imposta Comunale sugli Immobili, in questo momento si paga un’imposta quando si acquista la casa, la forma di tassazione più prossima alla nostra è quella della council Tax, che paga i costi dei servizi offerti dal municipio, quali la nettezza urbana, la manutenzione di marciapiedi e vie e tutto quello che può essere compreso nel welfare, si tratta di una tassazione che cambia in base alla tipologia di appartamento in cui si vive, collegata al luogo dove si risiede e non al fatto di possedere o meno una casa. Anche i tedeschi non pagano una tassa analoga all’ICI ma hanno un sistema fiscale sugli immobili che è categoricamente differente dal nostro: chi mette in affitto un’abitazione è sottoposto a norme e tributi come se fosse un piccolo imprenditore. Negli Usa si Paga una property tax, che viene versata ai singoli governi locali, cambia non solo tra Stato e Stato passando da un valore dello 0,2 per cento al quattro per cento del valore dell’immobile. </p>
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		<title>Torino situazione economica difficilissima</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 13:35:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La situazione del capoluogo piemontese per quel che riguarda il debito del comune è davvero pesantissima e la giunta comunale guidata da Piero Fassino, sindaco della città da pochi mesi, non può più procrastinare oltre. Già all’inizio di questo l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre aveva comunicato che l’indebitamento complessivo del Comune di Torino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La situazione del capoluogo piemontese per quel che riguarda il debito del comune è davvero pesantissima e la giunta comunale guidata da Piero Fassino, sindaco della città da pochi mesi, non può più procrastinare oltre. Già all’inizio di questo l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre aveva comunicato che l’indebitamento complessivo del Comune di Torino era pari superiore a tre miliardi di euro, 3,1 per l’esattezza, già nel 2008, quando venne registrato l’ultimo risultato certificato, che rappresenta il 225 per cento delle entrate. Il valore è un vero e proprio record assoluto che fa di Torino la città con più debiti di tutto il Paese; d’altra parte è d’obbligo sottolineare anche che la città della Mole gode dall’anno delle Olimpiadi invernali in poi di un incredibile rilancio per quel che riguarda i servizi ma anche l’immagine pubblica della città stessa. Ma, come ben si sa, ogni cosa ha un costo e quindi ora Torino ha un’esposizione verso le banche di 4,2 miliardi di euro, in un momento già di per sé molto difficile per le realtà locali in conseguenza dei tagli del Governo ed il pensiero del pareggio di bilancio entro il 2013 rappresenta una vera utopia.</p>
<p>Le Olimpiadi Invernali del 2006, sebbene abbiano rappresentato un’occasione incredibile per Torino nei termini di miglioramento dell’immagine ed incremento dei servizi, hanno però aumentato un debito che già nel 2001 era pari a 1,7 miliardi di euro e che è divenuto nel 2007 quasi si tre miliardi; considerando gli impianti sportivi abbandonati e i buchi del bilancio del Comitato per l’organizzazione delle Ventesime Olimpiadi Invernali lo scoperto arriva a trecento milioni di euro.</p>
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		<title>Stipendi più lenti dell&#8217;inflazione</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 12:12:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rimangono stabili su base mensile gli stipendi contrattuali all’ora nel mese appena concluso, e viene registrata una variazione pressoché nulla in confronto al mese di luglio, mentre su base annuale si denota un aumento dell’1,7 per cento confrontandolo con il mese di agosto dello scorso anni. Questi sono i dati che vengono resi pubblici dall’Istituto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rimangono stabili su base mensile gli stipendi contrattuali all’ora nel mese appena concluso, e viene registrata una variazione pressoché nulla in confronto al mese di luglio, mentre su base annuale si denota un aumento dell’1,7 per cento confrontandolo con il mese di agosto dello scorso anni. Questi sono i dati che vengono resi pubblici dall’Istituto Nazionale di Statistica Nazionale che rileva che il tasso di aumento delle retribuzioni conferma di essere inferiore all’inflazione, che lo scorso mese si era attestata al 2,8 per cento.</p>
<p>Bisogna anche ricordare, come ribadiscono i tecnici dell’Istituto Nazionale di Statistica, che nel mese di agosto vengono firmati non molti contratti e che l’indice delle retribuzioni è rimasto stabile in confronto al mese prima anche perché agosto non è il mese in cui si realizzano molti adeguamenti contrattuali, nel dettaglio è stato firmato solo l’accordo per i lavoratori della società e dei consorzi delle autostrade.</p>
<p>Osservando invece il dato medio dei primi otto mesi di quest’anno si vede come l’indice sia aumentato quasi del due per cento, 1,9 per cento, rispetto all’analogo periodo dell’anno prima; nel dettaglio la retribuzione ha segnato un aumento annui del due per cento per i lavoratori del settore privato e dello 0,6 per cento per i dipendenti della Pubblica Amministrazione; la crescita maggiore si segnala per le forze dell’ordine, coloro che lavorano nella Difesa ed i militari e per i vigili del fuoco.</p>
<p>Restano comunque in attesa di rinnovo i contratti di ben trentuno categorie e che riguardano oltre quattro milioni di lavoratori.</p>
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		<title>Nulla di fatto per la liberalizzazione degli orari dei negozi</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 11:01:22 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La manovra economica agostana ha rappresentato un’occasione persa per, finalmente, occuparsi e concretizzare la liberalizzazione del commercio, e la paura è che per molto tempo ancora non si potrà tornare ad occuparsi di questo aspetto; era stata inserita in una parte del decreto legislativo ma, nei vari passaggi verso l’approvazione, la norma è andata persa e quindi non era più presente nella versione definitiva della Legge che è stata approvata. La norma prevedeva l’estensione a tutti i Comuni italiani di poter eliminare i limiti degli orari in cui si aprono e chiudono i negozi, ma anche la cancellazione dell’obbligatorietà della chiusura di domenica e della mezza giornata infrasettimanale per ogni tipo di esercizio, comprendendo i bar e le pizzerie. Albino Sonato, a capo dell’Associazione dei distributori di elettronica  si stupisce e non si spiega cosa sia successo e rimane perplesso rispetto al fatto che della norma non vi fosse più traccia nell’ultima versione della Legge pare che si possa interpretar come una vittoria dei piccoli commercianti, ovvero che le associazioni che li rappresentano abbiamo scelto per l’opzione meno dolorosa tra l’innalzamento dell’Iva al ventuno per cento e la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi. Questa sparizione della norma sembra però non interessarsi e non tenere in considerazione i desideri dei consumatori che vorrebbero poter fare shopping tutti i giorni, come viene dimostrato anche da un’indagine dell’Università Bocconi che rileva che con i negozi aperti la domenica il Pil potrebbe aumentare dello 0,25 per cento e anche il dato dell’occupazione risulterebbe in crescita.</p>
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		<title>Borse ancora in altalena e le pensioni finiscono nel mirino di Tremonti</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 13:17:14 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si placa il contiuno <strong>sali e scendi</strong> dei mercati finanziari internazionali e se, dopo aver cominciato bene la seduta come vi avevamo raccontato, anche ieri Milano ha chiuso le contrattazioni con un <strong>segno negativo</strong> del 2,35% per quanto riguarda l&#8217;indice <strong>Ftse Mib</strong> e del 2,43% per il <strong>Ftse All Share</strong>, anche adesso è in pieno giro l&#8217;altalena e se <strong>Parigi</strong> e <strong>Londra salgono</strong>, rispettivamente dello 0,37% e dello 0.13%, il Ftse Mib italiano sta segnando un -0,78%.</p>
<p>Bisogna trovare una soluzione, e bisogna farlo presto o nei prossimi giorni continueranno ad andare in fumo centianaia di miliardi di euro.</p>
<p>In Italia il Ministro dell&#8217;Economia <strong>Giulio Tremonti</strong> e il suo staff stanno discutendo, sia pure non ancora ufficialmente, la possibilità di mettere mano alle pensioni per ricavare quei <strong>17 miliardi di euro</strong> necessari a raggiungere anticipatamente il pareggio di bilancio che l&#8217;economia europea ci chiede e che, soprattutto, è ormai palese non arriveranno mai dai tagli e dalle modifiche varate all&#8217;assistenza sociale.</p>
<p>L&#8217;ipotesi più verosimile è che, sia pure con un percorso graduale per garantire i diritti acquisiti, si ponga fine al paradosso tutto italiano delle <strong>pensioni di reversibilità</strong> che il nostro Paese paga con una generosità unica nel contesto internazionale.</p>
<p>Lo staff del Ministro sta valutando anche l&#8217;ipotesi di giungere con maggiore fretta alla revisione dei meccanismi che regolano le <strong>pensioni di anzianità</strong>, innalzando da subito, o quasi, le età pensionistiche per uomini e donne (sul fatto che poi, purtroppo, l&#8217;innalzare l&#8217;età della pensione per le donne ha come innegabile contropartita il fatto che le giovani coppie, non potendo fare affidamento sull&#8217;aiuto delle nonne,<strong> faranno meno figli</strong> e quindi il Paese sarà ancora più vecchio e costretto a <strong>costi assistenziali</strong> <strong>e sanitari</strong> enormi si potrebbe aprire un&#8217;ulteriore parentesi, ma lo faremo poi).</p>
<p>Le ipotesi al vaglio attualmente sono comunque due: <strong>l&#8217;abolimento definitivo delle pensioni</strong> (decisamente improbabile ora come ora) o il <strong>disincentivo</strong> all&#8217;andare in pensione grazie all&#8217;applicazione di una percentuale di detrazione dalla somma percepita come pensione pari a ciascuno degli anni ancora mancanti per raggiungere l&#8217;età massima.</p>
<p>Chi vincerà? Intanto i mercati stanno a guardare. E crollano</p>
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