<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Finanza Italiana &#187; crisi economica</title>
	<atom:link href="http://www.finanzaitaliana.it/category/crisi-economica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.finanzaitaliana.it</link>
	<description>Notizie e commenti sul mondo dei mutui e delle assicurazioni</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 14:07:34 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Scende inflazione ma sale la spesa</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/scende-inflazione-ma-sale-la-spesa/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/scende-inflazione-ma-sale-la-spesa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:07:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato e associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[gasolio]]></category>
		<category><![CDATA[gratta e vinci]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto nazionale statistica]]></category>
		<category><![CDATA[lotterie]]></category>
		<category><![CDATA[mezzi di trasporto]]></category>
		<category><![CDATA[paniere]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=1228</guid>
		<description><![CDATA[Diminuisce in modo molto leggero l’inflazione registrata in Italia nel mese di gennaio rispetto a quella del mese precedente: si passa infatti dal 3,3 per cento dell’ultimo mese dello scorso anno al 3,2 per cento del primo di quest’anno. Si abbassa quindi il valore del tasso di inflazione mentre aumentano i costi delle spese degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diminuisce in modo molto leggero l’inflazione registrata in Italia nel mese di gennaio rispetto a quella del mese precedente: si passa infatti dal 3,3 per cento dell’ultimo mese dello scorso anno al 3,2 per cento del primo di quest’anno. Si abbassa quindi il valore del tasso di inflazione mentre aumentano i costi delle spese degli italiani ma, a discapito di quello che sembra non esiste nessuna contraddizione, poiché i prodotti che vengono comprati maggiormente dai nostri connazionali hanno avuto un aumento, su base annuale superiore al quattro per cento, che è più alto del tasso dell’inflazione stessa.</p>
<p>Analizzando nel dettaglio quanto accade nel settore immobiliare vediamo come hanno registrato un incremento, lo scorso mese, il prezzo al consumo sia del caffè, che registra un incremento del 16,5 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno, che dello zucchero, che anch’esso segna un più 15,9 per cento su base annuale. Sensibile aumento anche per il carburante: il costo della benzina è cresciuto di oltre il diciassette per cento su base annuale, cresce anche il costo del gasolio per i mezzi di trasporto che aumenta su base annuale di oltre il venticinque per cento.</p>
<p>Viene cambiato intanto il paniere dell’Istat sulla base del quale si calcola l’inflazione: ne entrano  fare parte, d quest’anno, i libri elettronici e l’Ebook reader ed anche la mediazione civile; vengono aggiunte nel paniere del 2012 anche le lotterie istantanee, ovvero tutte quelle che rientrano nei cosiddetti “ Gratta e Vinci”; complessivamente fanno parte quest’anno del paniere quasi mille e quattrocento prodotti, 1398 per l’esattezza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/scende-inflazione-ma-sale-la-spesa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fiat: bene grazie a Chrysler</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/fiat-bene-grazie-a-chrysler/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/fiat-bene-grazie-a-chrysler/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:42:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Automobili]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Alfa Romeo]]></category>
		<category><![CDATA[Alfa Romeo Mito]]></category>
		<category><![CDATA[fiat]]></category>
		<category><![CDATA[Fiat Group]]></category>
		<category><![CDATA[Jeep]]></category>
		<category><![CDATA[Lancia Musa]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Marchionne]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=1226</guid>
		<description><![CDATA[È cresciuto di 1,43 miliardi nel confronto anno su anno l’utile netto registrato da Fiat che è stato pari a 1,65 miliardi di euro, comprendendo anche i risultati di Chrysler nel semestre da giugno a dicembre e superando in questo modo anche le aspettative media degli analisti. Il Consiglio di Amministrazione dell’azienda torinese prevede per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È cresciuto di 1,43 miliardi nel confronto anno su anno l’u<strong>tile netto registrato da Fiat</strong> che è stato pari a 1,65 miliardi di euro, comprendendo anche i risultati di<strong> Chrysler </strong>nel semestre da giugno a dicembre e superando in questo modo anche le aspettative media degli analisti. Il Consiglio di Amministrazione dell’azienda torinese prevede per quest’anno un utile netto che possa toccare il miliardo e mezzo di euro e dei ricavi che superino i settanta sette miliardi. Se non consideriamo i dati che arrivano dalla casa automobilistica di <strong>Detroit </strong>gli utili derivanti dalla gestione ordinaria dell’azienda automobilistica torinese sono stati di 126 milioni, mentre nell’ultimo trimestre dello scorso anno ne aveva registrati 319, le motivazioni di questa <strong>vertiginosa caduta</strong> sono da ricercarsi soprattutto nella diminuzione dei volumi di vendita di Fiat nel vecchio Continente ma soprattutto nel nostro Paese.</p>
<p>Buoni invece i risultati ottenuti da Fiat Industriale che porta il proprio utile netto ad oltre settecento milioni di euro, sorpassando tutti gli obiettivi che erano stati fissati dal Consiglio di amministrazione, l’azienda torinese che si occupa della produzione di veicoli industriali ha intenzione si proporre un dividendo complessivo di duecento quaranta milioni di euro.</p>
<p>L’amministratore delegato della <strong>Fiat Sergio Marchionne</strong> dopo l’incontro con le organizzazioni sindacali ha dato conferma del fatto che a Mirafiori verranno prodotte due nuove vetture destinate ai mercati internazionali; inizierà alla fine del 2013 l’attività produttiva del primo modello, che sarà a marchio Fiat, mentre l’altra vettura che sarà del brand Jeep verrà prodotta a partire dal 2014; proseguono invece le produzioni attualmente in atto: sia la Mito, dell’Alfa Romeo, che la Lancia Musa.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/fiat-bene-grazie-a-chrysler/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Buoni risultati dall&#8217;Asta dei titoli di Stato</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/buoni-risultati-dallasta-dei-titoli-di-stato/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/buoni-risultati-dallasta-dei-titoli-di-stato/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fondi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[btp]]></category>
		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[default finanziario]]></category>
		<category><![CDATA[PIL]]></category>
		<category><![CDATA[titoli di stato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=1220</guid>
		<description><![CDATA[Buone notizie dal fronte finanziario visto che l&#8217;asta dei Btp di questa mattina può dirsi conclusa con un esito piuttosto positivo. Anche se  l&#8217;asta dei BTP a 5 anni non ha fatto il pieno quella dei titoli a 10 anni ha visto un calo del rendimento dell&#8217;1% nonostante lo spread sia di nuovo tornato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buone notizie dal fronte finanziario visto che l&#8217;asta dei <strong>Btp</strong> di questa mattina può dirsi conclusa con un esito piuttosto positivo. Anche se  l&#8217;asta dei BTP a 5 anni non ha fatto il pieno quella dei titoli a 10 anni ha visto un calo del rendimento dell&#8217;1% nonostante lo <strong>spread</strong> sia di nuovo tornato su livelli di allarme a oltre 430 punti base.</p>
<p>Per l&#8217;esattezza sono stati collocati oggi circa 3 miliardi e mezzo di BTP a 5 anni con un rendimento medio del 5,39% (contro il 6,74% dell&#8217;asta di un mese fa) e circa  2miliardi in BTP a 10 anni con un tasso appena superiore al 6% (ossia 6,04% contro il 6,98% di un mese fa).</p>
<p>Insomma comincia a tornare un po&#8217; di sereno sul nostro paese dopo i rendimenti pericolosi a cui abbiamo assistito fino ad un mese fa. Questo dato, infatti, fa ben sperare anche in vista delle aste dei prossimi 3 mesi con le quali si finanzierà gran parte del debito in scadenza quest&#8217;anno.</p>
<p>Parliamo di una cifra indicativa di circa 150 miliardi di euro che sarà fondamentale riuscire a rifinanziare ad un costo sostenibile per la nostra economia, che per il 2012 dovrà fare i conti con una brusca frenata del pil che è stimato intorno al -2%.</p>
<p>Molto dipenderà anche dalla situazione europea e in particolare a quello che accadrà in funzione di paesi come la Grecia, tecnicamente già in <strong>default</strong>, e per il Portogallo. Proprio quest&#8217;ultimo paese sembra essere quello più preoccupante dopo che lo spread con i titoli tedeschi è salito oltre i 1400 punti base. Inoltre il Portogallo ha dei fondamentali diversi rispetto alla Grecia e in particolare un indebitamento maggiore che ne penalizza un&#8217;eventuale ripresa economica.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.economyonline.it/">Blog economia e finanza</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/buoni-risultati-dallasta-dei-titoli-di-stato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Drammatici dati della disoccupazione in Italia</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/drammatici-dati-della-disoccupazione-in-italia/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/drammatici-dati-della-disoccupazione-in-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 10:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato e associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione maschile]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[istituto nazionale di statistica]]></category>
		<category><![CDATA[mercato del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[tasso di disoccupazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=1218</guid>
		<description><![CDATA[Tocca livelli assolutamente da record negativo il tasso di disoccupazione nel nostro Paese, che il mese passato è aumentato fino a quasi al nove per cento, 8,9 per cento per la precisione, ancora in crescita nel confronto con il mese di novembre; il dato in sé è molto pesante ma aumenta la gravità soprattutto se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tocca livelli assolutamente da record negativo il tasso di disoccupazione nel nostro Paese</strong>, che il mese passato è aumentato fino a quasi al nove per cento, 8,9 per cento per la precisione, ancora in crescita nel confronto con il mese di novembre; il dato in sé è molto pesante ma aumenta la gravità soprattutto se consideriamo che anche le peggiori stime degli analisti sono state battute dal dato reale. Quello realizzato lo scorso mese rappresenta <strong>il risultato più alto degli ultimi otto anni,</strong> ovvero da quando sono iniziate le serie storiche ciascun mese da parte dell’Istituto Nazionale di Statistica.</p>
<p>Sono oltre due milioni e due cento trenta quattro mila gli italiani che in questo momento non hanno un posto di lavoro, secondo quanto riferisce l’Istat e sono più uomini che donne, le appartenenti al gentil sesso senza occupazione hanno toccato la quota di un milione; <strong>la peggiore delle situazioni è quella dei giovani</strong>: infatti un ragazzo su tre non partecipa in maniera attiva al mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione giovanile è cresciuto di tre punti su base annuale. Nello specifico nel mese si dicembre le persone con un’occupazione erano ventidue milioni e 903 mila, che significa nessuna sostanziale variazione rispetto al mese precedente, la differenza c’è invece se analizziamo il dato per genere: aumenta il tasso di disoccupazione degli uomini e <strong>diminuisce</strong> invece, su base sia mensile che annuale, <strong>il dato che riguarda la disoccupazione femminile</strong>, che nel confronto anno su anno decresce di oltre meno sei per cento.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/drammatici-dati-della-disoccupazione-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per gli italiani diminuiranno i prezzi delle case</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/per-gli-italiani-diminuiranno-i-prezzi-delle-case/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/per-gli-italiani-diminuiranno-i-prezzi-delle-case/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 11:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato e associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[comprare case]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia mercato immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[Immobiliare.it]]></category>
		<category><![CDATA[indice della fiducia dei consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[mercato immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi case]]></category>
		<category><![CDATA[vendere case]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=1186</guid>
		<description><![CDATA[L’indice di Fiducia dei Consumatori che Immobiliare.it stila trimestralmente, analizzando un campione di più di cinquemila utenti del sito e quindi coinvolti nella ricerca della casa avendo nell’ultimo trimestre pubblicato annunci di vendita o fatto ricerche per acquisto o affitto, mostra come nell’ultimo periodo dello scorso anno sia rimasta ferma la percentuale di quanti nostri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L</strong><strong>’indice di Fiducia dei Consumatori</strong> che <strong>Immobiliare.it </strong>stila trimestralmente, analizzando un<strong> campione di più di cinquemila utenti</strong> del sito e quindi coinvolti nella ricerca della casa avendo nell’ultimo trimestre pubblicato annunci di vendita o fatto ricerche per acquisto o affitto, mostra come nell’ultimo periodo dello scorso anno sia <strong>rimasta ferma la percentuale</strong> di quanti nostri connazionali ritengono che questo <strong>sia un momento positivo per acquistare un’abitazione:</strong> restano infatti il quaranta cinque per cento che è lo stesso risultato registrato nel mese di ottobre. Osservando questo risultato sembra che questo aspetto non sa stato toccato né dal protrarsi delle difficoltà economiche né dalle nuove manovre finanziarie del Governo.</p>
<p><strong>Cresce invece la percentuale di italiani che pensano che sia maggiormente conveniente spostare fino al prossimo anno la realizzazione di investimenti nel settore immobiliare</strong>; rimane ferma al venti per cento il dato su quanti non pensano che questo sia un momento opportuno per gli acquisti immobiliari; aumenta di cinque punti percentuali, passando dal 66% al 71%, il dato su quanti italiani non credono che questo sia un momento positivo per vendere gli immobili e diminuisce anche la percentuale di coloro che credono che la situazione del mercato immobiliare possa migliorare nei prossimi dodici mesi.</p>
<p>Immobiliare.it con il suo indice trimestrale ha voluto anche prendere in considerazione <strong>il<em> sentiment</em> dei nostri connazionali interessati a comprare o vendere casa rispetto ai prezzi del mercato</strong>: ha avuto una crescita di dieci punti la percentuale di coloro che pensano che i prezzi siano destinati a scendere, passa dal 32% al 29% il dato su quanti pensano che resteranno stabili.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/per-gli-italiani-diminuiranno-i-prezzi-delle-case/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mercato auto: difficile per tutti, ancor di più per auto Gpl</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/mercato-auto-difficile-per-tutti-ancor-di-piu-per-auto-gpl/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/mercato-auto-difficile-per-tutti-ancor-di-piu-per-auto-gpl/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 09:54:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Automobili]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato e associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[fiat]]></category>
		<category><![CDATA[Fiat 500]]></category>
		<category><![CDATA[Fiat Punto]]></category>
		<category><![CDATA[GPL]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo fiat]]></category>
		<category><![CDATA[mercato auto]]></category>
		<category><![CDATA[panda]]></category>
		<category><![CDATA[Unrae]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=1183</guid>
		<description><![CDATA[Come era stato ampiamente la chiusura del mercato automobilistico europeo ha visto una chiusura dell’anno appena passato che ha segnato un calo del meno 1,4 per cento; sebbene nel mese di dicembre la situazione sia stata ancor più brutta, incrementando il calo fino a quasi meno sei per cento, 5,88 per cento per l’esattezza, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come era stato ampiamente la chiusura del mercato automobilistico europeo ha visto una chiusura dell’anno appena passato che ha segnato un calo del meno 1,4 per cento; sebbene nel mese di dicembre la situazione sia stata ancor più brutta, incrementando il calo fino a quasi meno sei per cento, 5,88 per cento per l’esattezza, che sembra voler avvisare sul fatto che il prossimo anno non sarà per nulla facile per il mercato dell’auto. Pesantissima la situazione per la casa automobilistica torinese che nel mese appena concluso ha registrato un calo addirittura del meno 15,6 per cento, la quota di mercato appartenente all’azienda del Lingotto è del 6,2 per cento, mentre nello stesso mese dell’anno prima era al 6,9 per cento e nel mese di novembre era al 6,3 per cento. Complessivamente nell’anno appena terminato Fiat ha perduto il dodici per cento, e la quota di mercato tocca ora il sette per cento mentre nell’anno prima era al 7,8 per cento. Unico elemento consolatorio riguarda alcuni modelli di auto, come ad esempio la Punto che al termine dell’anno è nei primi dieci modelli di auto maggiormente vendute nel segmento B del 2011 e Panda è in assoluto la vettura maggiormente venduta della propria categoria, al secondo posto in questo stesso segmento troviamo la Fiat 500. Se la crisi ha toccato il mercato delle auto alcune parti in particolare ne hanno risentito in maniera molto più forte: le auto a gas e Gpl hanno subito davvero un colpo pesantissimo: secondo le informazioni dell’UNRAE, nel 2011 le vendite di auto a Gpl hanno subito un crollo del meno 80%, quelle a metano hanno registrato un meno 42%.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/mercato-auto-difficile-per-tutti-ancor-di-piu-per-auto-gpl/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tasso misto poco diffuso in Italia</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/tasso-misto-poco-diffuso-in-italia/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/tasso-misto-poco-diffuso-in-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 12:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Banca Centrale Europea]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamento]]></category>
		<category><![CDATA[loan to value]]></category>
		<category><![CDATA[Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[mutui.it]]></category>
		<category><![CDATA[mutuo tasso fisso]]></category>
		<category><![CDATA[mutuo tasso misto]]></category>
		<category><![CDATA[mutuo tasso variabile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=1179</guid>
		<description><![CDATA[Il valore di un mutuo a tasso misto in questo momento risiede nelle notevole flessibilità che questa tipologia di mutuo presenta in confronto ai più utilizzati tasso fisso e tasso variabile, ma nonostante questo viene scelto solo da una percentuale bassissima dei nostri connazionali: secondo un’indagine condotta da Mutui.it soltanto il due per cento degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il valore di un <strong>mutuo a tasso misto</strong> in questo momento risiede nelle notevole flessibilità che questa tipologia di mutuo presenta in confronto ai più utilizzati tasso fisso e tasso variabile, ma nonostante questo viene scelto solo da una percentuale bassissima dei nostri connazionali: <strong>secondo un’indagine condotta da Mutui.it soltanto il due per cento degli italiani opta per questa modalità</strong>. Indubbiamente non è così diffusa la conoscenza di questo prodotto che però si presenta come maggiormente adatto ad un mercato economico caratterizzato da una fortissima incertezza come quello attuale. Il comparatore di mutui ha preso in considerazione più di quattrocento mila preventivi che sono stati compilati nell’ultimo periodo sul sito che riportano un risultato che denota una scarsa conoscenza di questo strumento.</p>
<p>Acquistare un’abitazione in questo momento, in cui lo spread delle banche è andato oltre al quattro per cento e i tassi della Banca Centrale Europea sono bassi, è davvero una situazione difficile e proprio per questi motivi e quindi optare per la decisione del tasso che va applicato per calcolare l’ammontare delle rate diventa centrale.</p>
<p>Mutui.it ha mostrato attraverso la sua ricerca che chi decide per il tasso misto ha mediamente trentotto anni al momento in cui fa domanda del mutuo, lo richiede con una durata media di venticinque anni ed il finanziamento medio richiesto è di cento quaranta sette mila euro che corrispondono ad oltra il sessanta per cento del valore della casa che verrà poi ipotecata; questo loan to value è abbastanza basso se confrontato con le altre tipologie di mutuo</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/tasso-misto-poco-diffuso-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Inflazione annuale al 2,8%. Valore massimo dal 2008</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/inflazione-annuale-al-28-valore-massimo-dal-2008/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/inflazione-annuale-al-28-valore-massimo-dal-2008/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 09:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Automobili]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[accise sui carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[Consumi]]></category>
		<category><![CDATA[indice dei prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[paniere]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi al consumo]]></category>
		<category><![CDATA[taglio delle accise]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=1167</guid>
		<description><![CDATA[Rispetto al mese di Novembre, il Dicembre 2011 ha fatto segnare un aumento dei prezzi registrati relativamente ai beni di conumo stabili superiore al 3% (3,3%). Secondo le rilevazioni periodiche compiute dall&#8217;ISTAT, ad incidere negativamente sull&#8217;inflazione è stato in principal modo il pesante rincaro subito dai prezzi dei carburanti che ha fatto impennare il tasso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rispetto al mese di Novembre, il Dicembre 2011 ha fatto segnare un <strong>aumento dei prezzi</strong> registrati relativamente ai beni di conumo stabili <strong>superiore al 3%</strong> (3,3%). Secondo le rilevazioni periodiche compiute dall&#8217;<strong>ISTAT</strong>, ad incidere negativamente sull&#8217;inflazione è stato in principal modo il pesante rincaro subito dai <strong>prezzi dei carburanti</strong> che ha fatto impennare il <strong>tasso annuo al 2,8%</strong>; vale a dire il valore <strong>peggiore dal 2008</strong> ad oggi.</p>
<p>Se è pur vero che si tratta solo delle prime stime elaborate dall&#8217;Istituto di Statistica nazionale, va comunque evidenziato come sebbene anche il dato di Dicembre sia identico a quello di Novembre, è su base annua che si evidenzia la sofferenza dell&#8217;economia italiana e, soprattutto, la difficoltà crescente per chi ogni giorno deve fare la spesa.</p>
<p>L&#8217;<strong>indice dei prezzi</strong> ha registrato un aumento pari allo 0,4% rispetto al mese precedente e non è affatto un eccesso parlare di netta accellerazione del tasso di inflazione il quale, nel 2010, era stato pari all&#8217; 1,5%.</p>
<p>Come detto ad incidere in maniera fortemente peggiorativa sui dati è stato l&#8217;aumento del costo dei carburanti e se è vero che <strong>la benzina</strong> ha fatto registrare a dicembre un aumento più contenuto rispetto ai valori mensili precedenti (+1,9%), l&#8217;incremento su base annua arriva a un +15,8%. Ancora <strong>peggio per il gasolio</strong> che ha visto crescere il suo costo di vendita al consumo del <strong>21,1% su base mensile</strong> e addirittura del 24,3% se calcolato su una base annuale.</p>
<p>Ovviamente sul piede di guerra tutte le principali associazioni dei consumatori che chiedono a gran voce sia un intervento del Governo al fine di arrivare al taglio delle <strong>accise sui carburanti</strong>, sia il blocco dei costi del petrolio da parte delle compagnie petrolifere.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/inflazione-annuale-al-28-valore-massimo-dal-2008/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un italiano su cinque riuncia all&#8217;auto</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/un-italiano-su-cinque-riuncia-allauto/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/un-italiano-su-cinque-riuncia-allauto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 12:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Automobili]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione auto]]></category>
		<category><![CDATA[automobile]]></category>
		<category><![CDATA[classe di merito]]></category>
		<category><![CDATA[Conti correnti]]></category>
		<category><![CDATA[facile.it]]></category>
		<category><![CDATA[Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=1156</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;automobile sembra essere diventata un lusso o, quantomeno, un bene da poter razionalizzare se non eliminare. Questa è una delle evidenze emerse dallo studio del comparatore Facile.it che, analizzando olte 500.000 preventivi di rinnovo giunti al sito nell&#8217;ultimo mese ha potuto stabilire come a cambiare classe di merito in maniera peggiorativa, per avere cioè causato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;automobile sembra essere diventata un<strong> lusso</strong> o, quantomeno, un bene da poter razionalizzare se non <strong>eliminare</strong>. Questa è una delle evidenze emerse dallo studio del comparatore <strong>Facile.it</strong> che, analizzando olte 500.000 preventivi di rinnovo giunti al sito nell&#8217;ultimo mese ha potuto stabilire come a cambiare <strong>classe di merito</strong> in maniera peggiorativa, per avere cioè causato un incidente con colpa nell&#8217;ultimo anno, saranno appena più di <strong>un milione e quattrocento mila automobilisti</strong>.</p>
<p>Il dato, per quanto possa apparire alto, è in realtà <strong>molto inferiore</strong> a quello dello scorso anno quando a vedere peggiorare la propria classe di merito erano stati oltre due milioni di italiani. A frenare il peggioramento della classe bonus malus hanno contribuito non solo una <strong>maggiore disciplina al volante</strong>, ma anche e soprattutto il fatto che in tanti hanno scelto di <strong>guidare meno</strong> (esponendosi quindi a un rischio inferiore) e quasi il 20% degli automobilisti ha scelto, per ragioni economiche di <strong>rinunciare alle quattro ruote</strong>.</p>
<p>In realtà il tutto <strong>appare eccessivo</strong> e se è corretto ed auspicabile il fatto che le spese più importanti nel menage di una famiglia, come appunto quelle legate all&#8217;auto, siano <strong>razionalizzate</strong>, rinunciare in toto al mezzio di locomozione, tranne in alcuni casi, è troppo.</p>
<p>Gli italiani, però, <strong>stanno imparando a scegliere</strong> e in questo senso va interpretato la crescita di strumenti di comprazione di assicurazioni, prestiti, mutui, viaggi, conti correnti e chi più ne ha più ne metta. Il consumatore sta diventando nuovamente protagonista del suo destino economico; quantomeno di quello quotidiano, e questo è un bene.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/un-italiano-su-cinque-riuncia-allauto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Secondo l&#8217;Istat italiani a rischio povertà</title>
		<link>http://www.finanzaitaliana.it/secondo-listat-italiani-a-rischio-poverta/</link>
		<comments>http://www.finanzaitaliana.it/secondo-listat-italiani-a-rischio-poverta/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 13:45:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercato e associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[istituto nazionale di statistica]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi area euro]]></category>
		<category><![CDATA[reddito annuo]]></category>
		<category><![CDATA[rischio povertà ed esclusione sociale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finanzaitaliana.it/?p=1144</guid>
		<description><![CDATA[Il venticinque per cento dei nostri connazionali corre seri rischi di povertà o di esclusione sociale, e ancor più difficile diviene la situazione per i giovani in una fascia di età compresa tra i diciotto ed i ventiquattro anno, questi dati per nulla positivi sono stati comunicati dall’Istituto Nazionale di Statistica che ha condotto un’indagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il venticinque per cento dei nostri connazionali corre seri rischi di povertà o di esclusione sociale, e ancor più difficile diviene la situazione per i giovani in una fascia di età compresa tra i diciotto ed i ventiquattro anno, questi dati per nulla positivi sono stati comunicati dall’Istituto Nazionale di Statistica che ha condotto un’indagine su redditi e condizioni di vita nel nostro Paese lo scorso anno. Analizzando i dati si vede che ben il 18,2 per cento dei cittadini residenti nel nostro Paese è esposto al rischio di essere povero, e quasi il sette per cento vive in condizioni di pesante disagio economico mentre sono più del dieci per cento i nuclei familiari caratterizzati da una bassa intensità lavorativa. Alla luce di questi risultati si vede come l’indicatore sintetico, che colloca in una posizione vulnerabile coloro che vivono almeno una delle condizioni sopra descritte, ponga in condizioni di povertà o a rischio di esclusione dalla società un nostro connazionale su quattro; analizzando gli altri sistemi economici dei Paesi che usano l’euro come moneta, vediamo come né in Germania né in Francia si corra un pericolo simile poiché i risultati dell’indicatore sintetico di povertà sono molto inferiori.<br />
La metà delle famiglie che vivono nel nostro Paese nel 2009 ha avuto un reddito inferiore ai 24.554 euro, che corrispondono a poco più di duemila euro al mese, questa cifra scende ulteriormente analizzando solo i dati delle regioni del Sud e delle isole dove i nuclei familiari hanno redditi minori di mille e settecento euro al mese. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.finanzaitaliana.it/secondo-listat-italiani-a-rischio-poverta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

