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	<title>Finanza Italiana &#187; Aziende</title>
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	<description>Notizie e commenti sul mondo dei mutui e delle assicurazioni</description>
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		<title>Fiat: bene grazie a Chrysler</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:42:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>È cresciuto di 1,43 miliardi nel confronto anno su anno l’u<strong>tile netto registrato da Fiat</strong> che è stato pari a 1,65 miliardi di euro, comprendendo anche i risultati di<strong> Chrysler </strong>nel semestre da giugno a dicembre e superando in questo modo anche le aspettative media degli analisti. Il Consiglio di Amministrazione dell’azienda torinese prevede per quest’anno un utile netto che possa toccare il miliardo e mezzo di euro e dei ricavi che superino i settanta sette miliardi. Se non consideriamo i dati che arrivano dalla casa automobilistica di <strong>Detroit </strong>gli utili derivanti dalla gestione ordinaria dell’azienda automobilistica torinese sono stati di 126 milioni, mentre nell’ultimo trimestre dello scorso anno ne aveva registrati 319, le motivazioni di questa <strong>vertiginosa caduta</strong> sono da ricercarsi soprattutto nella diminuzione dei volumi di vendita di Fiat nel vecchio Continente ma soprattutto nel nostro Paese.</p>
<p>Buoni invece i risultati ottenuti da Fiat Industriale che porta il proprio utile netto ad oltre settecento milioni di euro, sorpassando tutti gli obiettivi che erano stati fissati dal Consiglio di amministrazione, l’azienda torinese che si occupa della produzione di veicoli industriali ha intenzione si proporre un dividendo complessivo di duecento quaranta milioni di euro.</p>
<p>L’amministratore delegato della <strong>Fiat Sergio Marchionne</strong> dopo l’incontro con le organizzazioni sindacali ha dato conferma del fatto che a Mirafiori verranno prodotte due nuove vetture destinate ai mercati internazionali; inizierà alla fine del 2013 l’attività produttiva del primo modello, che sarà a marchio Fiat, mentre l’altra vettura che sarà del brand Jeep verrà prodotta a partire dal 2014; proseguono invece le produzioni attualmente in atto: sia la Mito, dell’Alfa Romeo, che la Lancia Musa.</p>
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		<title>Istat presenta il rapporto sull&#8217;industria &#8220;Noi Italia&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 13:44:47 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente dell’Istituto Nazionale di Statistica ha presentato oggi il rapporto Noi Italia nell’edizione di quest’anno, da quest’indagine emerge un’immagine del nostro Paese come una realtà dove le aziende hanno una media di quattro addetti, il che ci pone, insieme al Portogallo, al penultimo gradino della classifica dell’Europa, estesa ai 27, nel dettaglio la grandezze media delle aziende è anche più bassa se si prende in considerazione solo la realtà dell’Italia del Sud.</p>
<p>Enrico Giovannini ha comunque sottolineato che la propensione all’imprenditoriale è molto alta in tutte le aree geografiche del Paese, ed i risultati medi sono molto più alti di quelli della media delle nazioni europee. Il rapporto analizza inoltre il turnover lordo delle aziende che in Italia è quasi del quindici per cento, 14,9 per cento per l’esattezza, questo dato assegna un’unità di misura e di valutazione della dinamicità del nostro sistema dell’economia.</p>
<p>Il rapporto dell’Istituto Nazionale di Statistica presenta risultati molto differenti tra regione e regione, complessivamente ritroviamo una più alta instabilità nelle regioni meridionali, mentre in quelle dell’Italia del Nord-Est abbiamo un risultato più basso del rapporto tra le nascite e le chiusure delle aziende. Infine vediamo come le strutture aziendali siano nettamente differenti a livello regionale: nel sud si ha una prevalenza delle piccole imprese, sia nel comparto industriale che in quello dei servizi, nella parte occidentale dell’Italia del Nord dominano le grandi imprese, mentre nel Nord Est si focalizzano soprattutto le piccole imprese del comparto industriale e nell’Italia centrale troviamo soprattutto realtà grandi nel settore dei servizi.</p>
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		<title>Per gli italiani diminuiranno i prezzi delle case</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 11:02:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’indice di Fiducia dei Consumatori che Immobiliare.it stila trimestralmente, analizzando un campione di più di cinquemila utenti del sito e quindi coinvolti nella ricerca della casa avendo nell’ultimo trimestre pubblicato annunci di vendita o fatto ricerche per acquisto o affitto, mostra come nell’ultimo periodo dello scorso anno sia rimasta ferma la percentuale di quanti nostri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L</strong><strong>’indice di Fiducia dei Consumatori</strong> che <strong>Immobiliare.it </strong>stila trimestralmente, analizzando un<strong> campione di più di cinquemila utenti</strong> del sito e quindi coinvolti nella ricerca della casa avendo nell’ultimo trimestre pubblicato annunci di vendita o fatto ricerche per acquisto o affitto, mostra come nell’ultimo periodo dello scorso anno sia <strong>rimasta ferma la percentuale</strong> di quanti nostri connazionali ritengono che questo <strong>sia un momento positivo per acquistare un’abitazione:</strong> restano infatti il quaranta cinque per cento che è lo stesso risultato registrato nel mese di ottobre. Osservando questo risultato sembra che questo aspetto non sa stato toccato né dal protrarsi delle difficoltà economiche né dalle nuove manovre finanziarie del Governo.</p>
<p><strong>Cresce invece la percentuale di italiani che pensano che sia maggiormente conveniente spostare fino al prossimo anno la realizzazione di investimenti nel settore immobiliare</strong>; rimane ferma al venti per cento il dato su quanti non pensano che questo sia un momento opportuno per gli acquisti immobiliari; aumenta di cinque punti percentuali, passando dal 66% al 71%, il dato su quanti italiani non credono che questo sia un momento positivo per vendere gli immobili e diminuisce anche la percentuale di coloro che credono che la situazione del mercato immobiliare possa migliorare nei prossimi dodici mesi.</p>
<p>Immobiliare.it con il suo indice trimestrale ha voluto anche prendere in considerazione <strong>il<em> sentiment</em> dei nostri connazionali interessati a comprare o vendere casa rispetto ai prezzi del mercato</strong>: ha avuto una crescita di dieci punti la percentuale di coloro che pensano che i prezzi siano destinati a scendere, passa dal 32% al 29% il dato su quanti pensano che resteranno stabili.</p>
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		<title>Mercato auto: difficile per tutti, ancor di più per auto Gpl</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 09:54:04 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Come era stato ampiamente la chiusura del mercato automobilistico europeo ha visto una chiusura dell’anno appena passato che ha segnato un calo del meno 1,4 per cento; sebbene nel mese di dicembre la situazione sia stata ancor più brutta, incrementando il calo fino a quasi meno sei per cento, 5,88 per cento per l’esattezza, che sembra voler avvisare sul fatto che il prossimo anno non sarà per nulla facile per il mercato dell’auto. Pesantissima la situazione per la casa automobilistica torinese che nel mese appena concluso ha registrato un calo addirittura del meno 15,6 per cento, la quota di mercato appartenente all’azienda del Lingotto è del 6,2 per cento, mentre nello stesso mese dell’anno prima era al 6,9 per cento e nel mese di novembre era al 6,3 per cento. Complessivamente nell’anno appena terminato Fiat ha perduto il dodici per cento, e la quota di mercato tocca ora il sette per cento mentre nell’anno prima era al 7,8 per cento. Unico elemento consolatorio riguarda alcuni modelli di auto, come ad esempio la Punto che al termine dell’anno è nei primi dieci modelli di auto maggiormente vendute nel segmento B del 2011 e Panda è in assoluto la vettura maggiormente venduta della propria categoria, al secondo posto in questo stesso segmento troviamo la Fiat 500. Se la crisi ha toccato il mercato delle auto alcune parti in particolare ne hanno risentito in maniera molto più forte: le auto a gas e Gpl hanno subito davvero un colpo pesantissimo: secondo le informazioni dell’UNRAE, nel 2011 le vendite di auto a Gpl hanno subito un crollo del meno 80%, quelle a metano hanno registrato un meno 42%.</p>
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		<title>Costa Concordia: la tragedia si riflette anche sull&#8217;economia di Carnival</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:38:31 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La drammatica tragedia avvenuta di fronte all’<strong>Isola del Giglio</strong>, nel Mar Tirreno, pochi giorni fa con l’affondamento della nave Concordia ha avuto il suo ovvio ed inevitabile strascico anche dal punto di vista finanziario: infatti <strong>Carnival</strong>, la società che detiene la proprietà di <strong>Costa Crociere</strong> è che ha sede in Florida ed è quotata sia a <strong>Wall Street</strong> che alla Borsa londinese, ha avuto un vero e proprio crollo dopo aver comunicato che quanto accaduto avrà un costo per la società tra gli ottanta cinque ed i novanta cinque milioni di dollari; a <strong>Londra la perdita è stata di meno 23 per cento.</strong></p>
<p>Carnival Crociere anticipa che in questo momento non sono quantificabili gli altri costi che saranno determinati dalla tragedia dell<strong>’Isola del Giglio, </strong>che ha provocato la morte di almeno sei vittime; inoltre bisogna considerare che ovviamente la Costa Concordia non sarà utilizzabile per un periodo lungo ma che non ancora non è possibile quantificare con precisione; inoltre bisogna considerare le numerose possibili disdette e mancate prenotazioni, considerando che ci troviamo proprio al principio della stagione delle prenotazioni dei viaggi in crociera. Bisogna inoltre considerare il costo per evitare possibili disastri ambientali ed anche il fatto che non esiste alcuna copertura assicurativa che copra i danni dei mancati introiti per le crociere che non verranno prenotate sulla <strong>Costa Concordia</strong>. Le previsioni stimano che l’utile per ogni azione del gruppo <strong>Carnival </strong>si ridurrà del dodici per cento per l’esercizio che andrà a terminare entro la fine del prossimo mese di novembre.</p>
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		<title>Marchionne: unione Fiat e Chrysler non prima del 2015</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 13:37:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’Amministratore Delegato della Fiat, Sergio Marchionne, afferma che l’unione completa tra le casa automobilistica torinese e quella americana non avverrà prima del prossimo triennio e quindi sarà completata verso il 2015. Il tempo che intercorrerà è indispensabile perché si formi un successore che possa prendere le redini del colosso del mercato dell’auto e affinché possano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’Amministratore Delegato della Fiat</strong>, Sergio Marchionne, afferma che <strong>l’unione completa tra le casa automobilistica torinese e quella americana</strong> non avverrà prima del prossimo triennio e quindi sarà completata <strong>verso il 2015</strong>. Il tempo che intercorrerà è indispensabile perché si formi un successore che possa prendere le redini del colosso del mercato dell’auto e affinché possano essere completate le operazione per collocare in Borsa il gigante automobilistico americano, queste sono le dichiarazioni rilasciate da Marchionne al Detroit Free Press, che ha aggiunto invece in un’intervista la Wall Street Journal che <strong>la prossima sede delle aziende potrebbe essere sia a Torino che ad Auburn Hill</strong> ma anche l’America del Sud appare un’alternativa possibile per ospitare il quartier generale.</p>
<p>L’amministratore delegato del Lingotto ha confermato durante l’intervista che i tempi di ripresa di Chrysler sono stati addirittura più rapidi delle sue stesse attese, infatti l’azienda di Detroit nello scorso anno ha <strong>incrementato le proprie vendite del ventisei per cento</strong>, e l’utile, che verrà comunicato a breve, sembra che si aggiri intorno ai seicento milioni di dollari, il migliore dai primi sei mesi del 2005; proprio in virtù di questi importantissimi risultati il quotidiano di Detroit ha assegnato a Sergio Marchionne il proprio premio per le capacità di leadership manageriali. Da considerare però nella storia americana del gruppo del Lingotto anche <strong>un fallimento: la piccola regina di casa Fiat, la 500</strong>, non ha ottenuto lo sperato successo nel mercato degli Usa dove al posto della previsione di  50.000 auto ne sono state in realtà immesse sul mercato poco più della metà.</p>
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		<title>Cambio di poltrone nella Silicon Valley</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 08:39:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ormai è ufficiale, Yahoo! ha un nuovo CEO, e non si tratta certamente diuno sconosciuto. Ad essere nominato nuovo Amministratore Delegato dell&#8217;eterna rivale del colosso Google è Scott Thompson, il quale arriva direttamente dalle fila di PayPal, una delle maggiori sorprese e realtà ormai affermate della Silicon Valley. In PayPal Thompson ricopriva il ruolo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai è ufficiale, Yahoo! ha un nuovo CEO, e non si tratta certamente diuno sconosciuto. Ad essere nominato nuovo Amministratore Delegato dell&#8217;eterna rivale del colosso Google è <strong>Scott Thompson</strong>, il quale arriva direttamente dalle fila di <strong>PayPal</strong>, una delle maggiori sorprese e realtà ormai affermate della Silicon Valley. In PayPal Thompson ricopriva il ruolo di Presidente, fin dallo scorso 2008, e prima di allora era stato Vice presidente e responsabile dell&#8217;importante compartimento IT.</p>
<p>Non è una grande sorpresa il passaggio di un manager del calibro di Thompson dalle fila del gruppo eBay a quelle dell&#8217;azienda di Sunnyvale. Già nello scorso Maggio, infatti, i due colossi (entrambi, pare, in difficoltà notevoli visti anche i continui ridimensionamenti dell&#8217;ormai forse <em>ex gigante</em> delle aste online, mai realmente ripresosi dall&#8217;abbandono di <strong>Meg Whitman</strong> e dall&#8217;incauto acquisto di <strong>Skype</strong>, oggi passata a <strong>Microsoft</strong>) avevano sottoscritto un accordo per cercare di arginare la concorrenza di Google.</p>
<p>Yahoo! Offriva ad eBay il suo sistema di advertising online e eBay offriva ciò che di più appetibile è rimasto nel piatto dell&#8217;azienda; perlappunto l&#8217;accesso a PayPal per gli oltre quattrocentomila utenti del motore di ricerca.</p>
<p>Quella di Yahoo! è una crisi che si trascina da moltissimo tempo e che a Settembre scorso ha portato al licenziamento senza troppi preamboli dell&#8217;ex CEO <strong>Carol Bartz</strong> la quale, in oltre due anni di guida, non era riuscita a invertire la china di discesa in cui si trovava Yahoo!</p>
<p>Il ruolo assegnato oggi a Thompson era stato detenuto ad interim da Tim Morse il quale, dopo aver condotto l&#8217;azienda per oltre otto mesi torna al suo incarico di CFO.</p>
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		<title>Diminuisce il turismo ma cresce quello online</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 08:59:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Proprio brutta la notizia lanciata da Confesercenti rispetto alle intenzioni dei nostri connazionali durante le vacanze natalizia: si dice infatti che non andranno in vacanza circa otto italiani su dieci, ovviamente a causa della crisi economica. Ma, nonostante questo dato, il comparto del turismo continua ad essere uno di quelli che maggiormente attirano investimenti ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio brutta la notizia lanciata da Confesercenti rispetto alle intenzioni dei nostri connazionali durante le vacanze natalizia: si dice infatti che non andranno in vacanza circa otto italiani su dieci, ovviamente a causa della crisi economica. Ma, nonostante questo dato, il comparto del turismo continua ad essere uno di quelli che maggiormente attirano investimenti ed imprenditori, purché si abbiano idee e proposte innovative. La crescita del settore è indubbia, come afferma anche Mandelli che con il suo sito yallayalla ha deciso di sfidare i colossi mondiali che operano in questo comparto, come Expedia o eDreams, offrendo un prodotto innovativo per il mercato del turismo online ovvero i pacchetti vacanze all inclusive.<br />
D’altronde le cifre del settore confermano il momento positivo di questo comparto: gli ultimi dodici mesi hanno visto aumentare gli acquisti dei pacchetti vacanza online del venti per cento, mentre le agenzie di viaggio hanno perso il venti per cento negli ultimi ventiquattro mesi; lo stesso YallaYalla è stato utilizzato da oltre venti mila turisti, che sono sicuramente cifre distanti da quelle di Alpitour o Eden Viaggi, rispettivamente novecento mila e trecento mila clienti, ma l’obiettivo è quello di toccare i sessanta mila utenti nel prossimo anno. Il periodo economico non favorevole gioca in realtà a favore di YallaYalla: infatti il sito garantisce di risparmiare mediamente tra il dieci ed il venti per cento poiché i costi fissi vengono tagliati e spinge all’acquisto dell’ultimo momento.<br />
Sicuramente anche la maggiore agilità degli italiani con i metodi di pagamento online ha contribuito allo sviluppo di questo settore, ed infatti la spesa media via web del settore sta aumentando fino a quota due mila euro pro capite. </p>
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		<title>Zynga sbarca in Borsa</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 10:08:54 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Zynga è la giovane società che ha creato veri e propri giochi online di culto che hanno avuto un’incredibile diffusione come Farmville, Mafia World o My Heroes Ability; è nata a San Francisco, il che non rappresenta certo una novità per realtà come questa che sul web ottengono incredibili successo si pensi tra gli altri ad eBay o Yahoo o Google, e nei primi nove mesi di quest’anno ha segnato un valore di fatturato pari ad ottocento ventinove milioni di dollari. Il novanta per cento di questa incredibile cifra di fatturato proviene da Facebook, che con i suoi ottocento mila utenti registrati in tutto il mondo si mormora sia prossima al collocamento in Borsa con un Initial Pubblic Offering da dieci miliardi. Zynga invece ha stabilito il prezzo di collocamento delle proprie azioni a dieci dollari ciascuna ed ha raccolto un miliardo di dollari. Possiamo dire che il posizionamento a Wall Street del produttore californiano di video giochi online rappresenta il più importante avvenuto dai tempi di quella di Google, la società di Mountain View fu quotata a Wall Street ben sette anni orsono e complessivamente furono raccolti 1,7 miliardi di dollari. Per Zynga la vendita delle azioni è stata pari a cento milioni e quindi il valore della società è stimato intorno ai sette miliardi di dollari.; il prezzo di ogni azione è stato fissato al punto più alto della forchetta che stabiliva un costo possibile tra gli 8,50 ed i 10 dollari, per quanto la valutazione si nettamente più in basso rispetto a quella che era stata pensata al principio dell’anno. </p>
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		<title>Fiat: accordo domani mattina</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 11:27:59 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora ventiquattro ore di tempo per l’accordo Fiat. Su richiesta dell’Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici  per la firma della trattativa separata, in origine prevista entro questa sera, ci sarà tempo fino a domani; i metalmeccanici della Uilm hanno organizzato per oggi la riunione della segreteria nazionale e quindi non saranno in grado di giungere a Torino entro il tardo pomeriggio quando è prevista la ripresa dei lavori. È stata quindi rimandato a domani mattina alle dieci l’incontro conclusivo per siglare l’intesa che prevede l’estensione del modello sindacale di Pomigliano all’intero gruppo.<br />
Il punto cruciale che ha fatto rallentare l’approvazione da parte della Uilm è la parte che concerne l’assenteismo, che prevede che non vengano retribuite le prime due giornate di malattia per tutti i lavoratori che durante l’anno abbiano usufruito di tre assenze, ciascuna inferiore ai cinque giorni, e collegata a periodi di festività. Questa sanzione verrebbe applicata nel momento in cui nella fabbrica fossero a casa in malattia più del tre e mezzo per cento dei lavoratori, questa percentuale è abbastanza bassa, anche più di quella fisiologica che si ha nello stabilimento di Mirafiori; solo il sindacato di Angeletti ha chiesto la possibilità di valutare questa clausola che è invece già stata siglata da altri sindacati.<br />
Il sentire comune da tutti condiviso è quello che le perplessità della Uilm verranno superate anche perché si potrebbe concretizzare un’ipotesi paradossale: con due accordi separati uno approvato e siglato dalla Fiom e l’altro dalla Uilm. Si deve attendere ancora fino a domani mattina quando comunque gli accordi dovranno essere firmati. </p>
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