Banca d’Italia continua ad indagare su revolving e altri prodotti

La Banca d’Italia sembra ormai essere inarrestabile nel suo processo di rivoluzione e trasformazione del sistema bancario Italiano. Dopo aver posto limiti precisi al sistema delle carte di credito definite “revolving” (che hanno fatto finire sotto gli strali dei consumatori e dei media sia American Express sia Diners Club), quelle cioè che prevedono  un rimborso rateale delle spese,  continua la sua attività di moral suasion nei confronti dei settori ritenuti meno trasparenti nei confronti dei clienti: money transfer, rilascio di garanzie e money broker.

A ribadirlo è stato, nel corso di un intervento davanti alla commissione Antimafia,  Roberto Rinaldi, il capo del Servizio Supervisione Intermediari Specializzati della Banca d’Italia. Rinaldi ha aperto il suo intervento snocciolando i numeri delle azioni di verifica intraprese già lo scorso anno a tutela dei segmenti deboli e delle indagini compiute soprattutto per tutelare pensioni e cessioni del quinto da attività poco trasparenti. Il dirigente della Banca d’Italia ha parlato di centinaia di interventi di questo tipo già compiuti, ma ha tenuto a precisare che la numerosità elevata dei soggetti coinvolti non può che incidere sull’incisività dell’azione.

Una colpevole diffusione di imprecisioni nelle verifica dei profili di rischio legati alla cessione del quinto, così come la carenza riscontrata nel controllo delle varie reti distributive e l’adozione di pratiche del tutto irregolari messe in atto da parte degli operatori del settore sono state le violazioni più comuni (e numerose) riscontrate dalle indagini di Bankitalia.  Ancora una volta al centro dell’attenzione della Banca d’Italia le carte Revolving per le quali sono state ormai accertate delle scorrettezze nella applicazione delle norme in materia di trasparenze e la violazione esplicita di diverse norme di legge.

Banca d’Italia sembra aver ripreso saldamente il suo ruolo di controllo. Bene

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