Aumenta più l’inflazione delle retribuzioni

La retribuzione dell’ora di lavoro, secondo i termini di contratto, è rimasta bloccata nel mese di maggio, questi dati vengono diffusi dall’Istituto Nazionale di Statistica che mostra come l’aumento su base annuale sia stato equivalente all’1,8 per cento, cioè pari a quello del mese precedente; il valore risulta comunque più basso di quello registrato per l’inflazione che è aumentata del 2,6 per cento su base tendenziale;  nei mesi compresi tra gennaio e maggio di quest’anno l’indice è aumentato del due per cento in confronto all’analogo periodo dell’anno precedente.

Gli ambiti che nel mese di maggio hanno registrato gli aumenti maggiori in confronto all’anno precedente sono il settore tessile, della lavorazione della pelle e della produzione dei capi di abbigliamento, dove si è registrato un più 4,1 per cento, l’ambito militare e della difesa, con un netto più quattro per cento, il settore delle forze dell’ordine con un incremento del 3,7 per cento. Aumenti meno consistenti riguardano le scuole, il servizio della sanità italiano e il ministero incaricato delle autonomie locali, dove si registra un più 0,3 per cento.

Un ulteriore risultato che è stato comunicato mostra che alla fine dello scorso mese c’erano oltre quattro milioni e mezzo di dipendenti che attendevano il rinnovo del contratto, che rappresentano il 34,7 per cento del numero complessivo dei dipendenti. Mediamente per quelli che aspettano che gli venga rinnovato il contratto, questo risulta scaduto da oltre diciassette mesi. Alla fine del mese di maggio di quest’anno i contratti collettivi vigenti risultano essere corrispondenti al 65,3 per cento dei dipendenti ed al sessanta per cento del monte retributivo preso in analisi.

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