A Pomigliano d’arco vince il SI, ma i contrari all’accordo sono oltre un terzo dei lavoratori.
Oggi non potrebbe essere altrimenti. Il Post quotidiano di Finanza Italiana è dedicato alle vicende di Pomigliano d’arco, al discusso ma importante referendum con cui ai lavoratori è stato chiesto di esprimere la loro opinione riguardo al Piano Industriale proposto dalla FIAT per il futuro dello stabilimento e, in ultima sintesi, a chi in quello stabilimento ci lavora e spera di continuare a farlo.
Ieri è stato il giorno del voto.  Per esercitare il quale si sono presentati, nonostante alcuni tentativi di ostruzionismo messi in atto al mattino, la quasi totalità dei dipendenti. Alla fine della giornata l’affluenza ha raggiunto il 95%, ma la vittoria dei SI, che già dalla vigilia sembrava assolutamente scontata, è stata decisamente meno ampia di quanto molti, e Marchionne in primis, si aspettavano ed auspicavano. I contrari alle proposte del Gruppo FIAT sono stati oltre un terzo dei lavoratori di Pomigliano d’arco (36% il dato ufficiale) ed è certo che faranno sentire il loro peso in futuro, non appena ci si siederà al tavolo per definire i prossimi passi della trattativa. Chi si è opposto al Piano FIAT sostiene che in esso vengano lesi alcuni diritti fondamentali ed irrinunciabili dei lavoratori.
Nonostante la maggior parte dei sindacati abbia affermato di essere soddisfatta del risultato, la Fiom, che già dalla vigilia era ostile all’accordo, ha già dichiarato che non firmerà comunque il documento anche se è aperta alla possibilità di riprendere le trattative con l’azienda. Il Segretario della CISL Raffaele Bonanni ha detto che a vincere sia stato il buonsenso, a noi sembra che per adesso abbia segnato un punto, ma la partita è ben lontana dall’essere finita.
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