ABI: crescono mutui e credito al consumo, ma non sono tutte rose e fiori….

La crisi economica sembra allentare la sua presa (ma non ditelo ai greci se tenete alla pelle) e quindi si torna a comprare, anche casa. In realtà la situazione sta migliorando perché dopo la stretta creditizia seguita agli scandali e ai problemi legati ai mutui sub prime, ora le banche stanno ricominciando a  concedere i finanziamenti per l’acquisto delle case.

Anche se per importi e durate inferiori rispetto a quanto non accadesse negli anni passati. Secondo l’osservatorio trimestrale reso noto da ABI (Associazione Bancaria Italiana), negli ultimi tre mesi dello scorso anno le richieste di finanziamento del mutuo da parte delle famiglie italiano sono tornate a crescere facendo segnare un incremento del 8,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; e questo, tradotto in moneta sonante, equivale a quasi duecentocinquanta miliardi di euro. Cresce, quasi del 7%, anche il comparto del credito al consumo. E questa volta l’equivalenza in euro parla di cento tredici miliardi.

Nella sua analisi, però, l’Associazione Bancaria Italiana raffredda subito gli entusiasmi di chi potrebbe pensare alla fine di una crisi e ad un quadro idilliaco. In realtà anche il cosiddetto “stato delle sofferenze” è cresciuto, anche se molto meno dei due parametri di cui abbiamo detto. Gli italiani, secondo ABI e il Ministero del Lavoro, che con ABI ha condotto lo studio, alla fine del 2009 hanno “sofferto” lo 0,33% in più rispetto al quarto trimestre del 2008.

Anche il numero di chi può sostenere i costi di un muto, avverte il rapporto, è diminuito. Soprattutto nelle grandi città. Ormai sono appena il 30% dei nuclei familiari. Nel 2008 erano il 58%.

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